Sale rosa dell’Himalaya: caratteristiche, proprietà benefiche, usi terapeutici e culinari

Sale rosa himalayano: cosa è, proprietà benefiche e salutari, come usarlo al meglio a fini curativi e in che modo adoperarlo in cucina.

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Oggi  voglio scrivere a proposito del sale rosa dell’Himalaya, fossile puro e ricco di sostanze preziose per l’organismo, con cui ho sostituito da anni il normale sale da cucina e che uso ormai abitualmente, alternandolo talvolta con quello marino integrale di Cervia.

Confesso che in un primo tempo, quando il sale himalayano ha cominciato a fare la sua comparsa sugli scaffali di NaturaSi e di altri negozi di alimentazione naturale, ero piuttosto scettica e pensavo che si trattasse di una moda passeggera.

Ma mi sono dovuta ricredere ed oggi sono del parere che vale la pena inserirlo in un sano regime dietetico e spendere di più per acquistare un sale ricco di sostanze benefiche e molto più sano di quello normale da tavola, sottoposto a raffinazione per eliminare i minerali considerati erroneamente impurità, trattato chimicamente e ridotto a cloruro di sodio in modo innaturale.

Cosa è il sale rosa dell’Himalaya

Il sale himalayano, proveniente dal Pakistan e chiamato comunemente sale rosa, è un sale marino fossile integrale e bioenergeticamente puro, la cui formazione cristallina, dovuta al prosciugamento di antichi mari, risale a ben 250 milioni di anni fa.

Questa salgemma di cloruro di sodio è priva di sostanze inquinanti ed ha una struttura molto particolare, dovuta alle immense pressioni a cui il cristallo è stato sottoposto durante la formazione della catena montuosa dell’Himalaya.

Tali scosse hanno provocato il mutamento della struttura in “cristallina” (uso questo termine, anche se è improprio). permettendole di inglobare minerali e 84 oligoelementi preziosi per la salute in un insieme stabile ed equilibrato.

La purezza e i principi nutritivi e curativi contenuti fanno di questo sale cristallino ( la forma dei cristalli è particolarmente fine ed ordinata) un alimento unico al mondo.

Il sale dell’Himalaya, il cui caratteristico colore (con venature rosa, arancione e rosse più o meno intense) è dato dalla presenza di ferro, era già usato dai popoli locali nel 350 a.C. e nel 1200 il Rajah Janjua impiantò le prime miniere a cielo aperto, ma furono gli inglesi a regolamentarne l’estrazione nel 1872, costruendo la prima galleria a livello del terreno e introducendo l’estrazione a pilastro.

Gli inglesi impostarono un sistema estrattivo rispettoso dell’ambiente e in grado di non procurare danni al paesaggio e tuttora il sale rosa viene estratto manualmente nei giacimenti naturali ad alta quota di Khewra, nella regione pakistana del Punjab, in modo sostenibile e senza utilizzare bambini come manodopera.

Khewra, situata a 160 km da Islamabad, è considerata la seconda più grande miniera di sale esistente al mondo.

Proprietà benefiche del sale cristallino himalayano

Il sale dell’Himalaya, ricco di elementi nutritivi e minerali, integrale e puro è un prezioso alleato per mantenersi in salute e per prevenire e curare diverse patologie, al giorno d’oggi sempre più diffuse a causa dell’inquinamento e di abitudini alimentari scorrette e ben poco naturali.

Sono stati condotti diversi studi biofisici su questo sale fossile e le ricerche hanno dimostrato che l’assunzione regolare e contenuta ( bisogna sempre limitare il consumo di sale, facendo meno sacrifici possibili, a 5 grammi al giorno, anche in questo caso) del sale rosa accresce la vitalità e la resistenza dell’organismo e favorisce il ripristino dell’equilibrio energetico.

Oltre a stimolare il corpo umano a rinvigorirsi e depurarsi riequilibrando i deficit energetici, questo alimento cristallino è in grado di:

  • aumentare la resistenza ossea e prevenire l’osteoporosi;
  • favorire l’assorbimento intestinale;
  • curare i malanni di stagione, le affezioni delle vie respiratorie;
  • rinvigorire l’organismo;
  • tonificare la pelle, agevolare la riduzione dei segni dell’invecchiamento precoce e combattere la psoriasi;
  • ridurre i sintomi dei crampi e i disturbi muscolari e delle articolazioni;
  • agevolare il sonno e calmare gli stati ansiosi;
  • equilibrare il pH delle cellule;
  • contribuire all’igiene orale;
  • prevenire le malattie fungine del piede ed aiutarne la guarigione;
  • inibire i batteri responsabili dell’odore sgradevole del sudore e disinfettare le ferite.

Invece, al contrario di quello che affermano in molti, non credo che possa aiutare la circolazione sanguigna, ridurre il rischio d’ipertensione, combattere le disfunzioni tiroidee, accrescere la libido, prevenire la cellulite ed ostacolare la ritenzione idrica: anche se ricco di sostanze benefiche, sempre sale è e non mi pare proprio che sia un alimento indicato a questi scopi.

Usi terapeutici del sale fossile dell’Himalaya

Sale rosa dell'Himalaya grosso e finoCi sono moltissimi modi di adoperare il sale himalayano a scopo curativo, ma, dato che quando scrivo lo faccio sempre basandomi sulla mia esperienza, in questo post voglio indicare solo quelli che conosco personalmente e che ritengo più efficaci.

Ma, prima di passare agli usi veri e propri, ritengo utile fornire le istruzioni per preparare facilmente in casa la soluzione idrosalina cristallina, chiamata  SOLE , depuratore naturale per il fegato e utilizzabile anche ad altri scopi terapeutici.

Ecco cosa fare in 3 semplici passaggi:

  •  mettere qualche cristallo grosso di sale rosa in un contenitore di vetro perfettamente pulito e dotato di coperchio;
  • coprire con acqua di buona qualità (io tratto l’acqua minerale liscia con la Shungite e i tubetti EM);
  • attendere il tempo necessario per fare sciogliere i cristalli fino alla saturazione dell’acqua.

Il sale cesserà di sciogliersi quando si sarà formata una soluzione idrosalina satura al 26%, conservabile a lungo (l’acqua satura è sterile e, del resto il sale, usato per conservare,non consente la proliferazione di germi, funghi e batteri) e utilizzabile all’occorrenza.

Ogni volta che si usa la SOLE, occorre rabboccare acqua nel vaso nella quantità di soluzione prelevata e fino a quando i cristalli saranno visibili si avrà la certezza di ottenere una soluzione satura al 26%.

Solo quando i cristalli si saranno disciolti del tutto sarà necessario aggiungerne altri.

Vediamo adesso come adoperare il sale rosa a scopo terapeutico.

Uso interno della soluzione satura di sale dell’Himalaya

L’utilizzo di base è  per via orale ed è indicato per equilibrare il pH, favorire le funzioni gastriche ed intestinali, disintossicare il fegato, eliminare le tossine e le scorie dei metalli pesanti dall’organismo e combattere artrosi, malattie del ricambio, stati d’ansia, disturbi del sonno, asma allergica, raffreddore da fieno, acne ed eczemi.

La cura classica consiste nell’assumere ogni mattina, a digiuno e appena svegli, un cucchiaino di soluzione idrosalina satura in un bicchiere di acqua energizzata e ingerire 2 litri di acqua (la giusta quantità di acqua da bere per idratare l’organismo, facilitare l’eliminazione di tossine e scorie metaboliche e mantenersi in forma) addizionata di 2 cucchiaini di soluzione nell’arco della giornata.

Se si riscontra ipersensibilità, è necessario regolarsi secondo le proprie reazioni e diminuire la quantità di SOLE.

Usi esterni del sale rosa

Ad uso topico occorre adoperare saturazioni diverse a seconda dei casi specifici: per preparare una soluzione salina al 1% si fanno sciogliere 10 grammi di sale in 1 litro d’acqua, mentre se ne usano 20 o 30 se si vuole ottenere al 2% e al 3%.

Le inalazioni idrosaline costituiscono l’impiego topico più noto ed efficace in caso di bronchite, otite, sinusite e malattie del raffreddamento in genere: si versano 2 litri di acqua in una pentola larga, si porta ad ebollizione, si aggiungono 20 grammi di sale rosa (1%) e lo si fa sciogliere completamente.

Poi si toglie la pentola dal fuoco, la si dispone su una superficie piana, ci si siede davanti e, coprendo la testa con un asciugamano per non disperdere gli effluvi, si respira il vapore per 10-15 minuti (per maggiori informazioni, leggere come fare i fumenti).

Fumento di vapore di acqua salataI suffumigi vanno ripetuti per più giorni, secondo il grado della patologia alle vie respiratorie e, nel caso la gravità  lo richieda, è possibile aumentare la quantità di sale gradatamente e senza superare la dose di 160 grammi.

Per risolvere le stesse patologie (e in particolare per liberare il naso e le orecchie da muco e catarro)  è possibile impiegare la SOLE diluita in acqua anche per i lavaggi nasali, (da fare con l’ irroratore apposito o aiutandosi con una piccola peretta) e l’areosol da fare 2 volte al giorno.

Gargarismi e sciacqui con soluzione idrosalina al 1% sono efficaci per combattere mal di gola, placche, ascessi,afte, infiammazioni in bocca e disinfettare la cavità orale e le gengive ( gli sciacqui non devono essere fatti i primi 2 giorni dopo l’estrazione di un dente).

Per alleviare i sintomi della faringite, si può anche avvolgere attorno al collo una benda inumidita con la soluzione idrosalina e lasciare agire l’applicazione per 1 ora, coperta da un asciugamano.

Il sale inibisce la formazione di carie e tartaro sui denti e ne rafforza lo smalto: è bene inserirlo nell’igiene orale al mattino e alla sera, facendo sciacqui accurati con la SOLE e tenendola in bocca 2-3 minuti per fare in modo che possa raggiungere ogni più piccola cavità.

Un vecchio e validissimo rimedio della nonna per disinfettare le ferite consiste nell’applicazione della soluzione idrosalina al 1% sulla cute lesa, mentre si può fare un impacco con quella satura al 26% in caso di contusioni, herpes, gonfiori, punture di vespe e di altri insetti.

Le frizioni con soluzione satura al 26% (sempre che la pelle sia integra) sono indicate per alleviare i dolori articolari e muscolari.

Il sale himalayano viene impiegato contro la psoriasi con discreti successi: occorre fare 2 bagni salini settimanali alla concentrazione dal 3 al 8%  per 15-20 minuti (i bagni prolungati sono da evitare se si hanno problemi circolatori), senza sciacquare e lasciando asciugare la pelle all’aria; è consigliabile applicare impacchi di soluzione satura sui punti del corpo più colpiti.

La soluzione satura è un buon deodorante naturale: basta strofinare l’interno delle ascelle col sale rosa per eliminare il cattivo odore della sudorazione per 24 ore (il sale inibisce l’azione dei batteri che causano la tipica e sgradevole puzza).

Per abbassare la febbre alta, attivare il metabolismo e favorire la depurazione dell’organismo si può adottare questo valido rimedio dell’idroterapia Kneipp:

  •  si immerge una maglietta di cotone in una soluzione salina al 3%:
  • la si strizza bene e la si indossa;
  • ci si copre con l’accappatoio e ci si stende sul letto sotto una coperta al caldo;
  • trascorsa 1 ora e dopo aver sudato, si fa una doccia e si beve una tisana calda.

La stessa cosa si può fare coi calzini in caso di piedi freddi e geloni.

Nei Paesi Nordici si fa un grande uso di cuscini di sale cristallino integrale puro in caso di distorsioni, dolori muscolari e delle articolazioni, mal di schiena, artrosi ed otite:

  • si riempie di sale un sacchetto in quantità tale da poterlo adattare bene alla parte del corpo dolorante,;
  • si cuce bene il lato aperto in modo che i granelli non possano fuoriuscire;
  • lo si scalda in forno a 60°
  • lo si applica sulla zona interessata e lo si tiene a suo diretto contatto per 15-30 minuti.

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In commercio esistono cuscini terapeutici già pronti, molto pratici da usare ogni volta che si necessita di un impacco caldo o freddo, ed altri articoli terapeutici in sale himalayano come le diffusissime lampade di cristalli di salgemma naturale, impiegate per ristabilire l’equilibrio di ioni negativi e positivi e purificare l’aria degli ambienti chiusi.

Per prevenire e facilitare la guarigione da affezioni fungine delle unghie e dei piedi si possono fare dei pediluvi di 15 minuti in una soluzione concentrata al 10%, non risciacquando e facendo asciugare all’aria le parti trattate.

Il sale dell’Himalaya, totalmente naturale, viene impiegato nelle beauty farm anche nei bagni salini terapeutici, grazie ai quali ci si disintossica (il corpo rilascia nell’acqua le tossine grazie al processo di osmosi) e la pelle viene idratata  ed acquista morbidezza ed elasticità con la reintegrazione dei minerali.

L’acqua deve essere a una temperatura di 37° e la concentrazione di sale almeno al 1% ( ne occorre 1 kg per una vasca normale da 100 litri), non si deve usare sapone e occorre rilassarsi e rimanere immersi nel bagno dai 15 ai 30 minuti.

Poi, senza risciacquare, ci si asciuga bene (tamponando delicatamente la pelle senza strofinarla) e si fa la reazione a letto per circa 30 minuti.

Studi mirati hanno dimostrato che gli effetti disintossicanti un bagno salino di mezz’ora equivalgono a quelli di 3 giorni di dieta depurativa, ma questo rimedio idroterapico affatica la circolazione: è importante che in casa sia presente una persona in grado d’intervenire in caso di necessità e che l’acqua non superi i 37°.

Esistono in commercio sali rosa da bagno arricchiti di essenze per l’aromaterapia, ma bisogna assicurarsi che si tratti veramente di sale cristallino dell’Himalaya naturale e che non ci sia presenza di sostanze e di additivi chimici: in caso contrario è bene evitarne l’acquisto ed usare il vero sale himalayano di accertata provenienza, potenziandone, volendo, l’azione con oli essenziali puri.

Le controindicazioni del sale himalayano sono poche: non lo si deve usare su lesioni in fase acuta, piaghe e ferite chirurgiche fresche, vesciche e se si hanno problemi di circolazione, ma suggerisco di chiedere sempre consiglio al proprio medico curante prima di usare a scopo terapeutico qualsiasi prodotto, anche se è naturale.

Utilizzi culinari del sale integrale dell’Himalaya

Tutti sappiamo ormai che “ridurre il sale allunga la vita“: come scrivevo sopra, la quantità giornaliera non dovrebbe superare i 5 grammi (bisogna anche considerare il fatto che è già contenuto in molti alimenti) per evitare pericoli per la salute, ma molti studi hanno dimostrato che il consumo pro-capite in Italia varia dai 10 ai 15 grammi.

Oltre ad essere naturale, integrale e molto più sano del comune sale da cucina, questo prodotto è in grado di esaltare al massimo il gusto dei cibi e ne basta una piccolissima quantità per insaporire gli alimenti.

Io ne uso circa la metà del sale da tavola per condire le preparazioni di cucina al punto giusto (e senza conferire loro quel retrogusto amarognolo tipico del sale depauperato) e nessuno ha mai trovato insipidi i miei piatti.

Costa certamente di più (il suo prezzo è più alto rispetto anche a quello dell’italiano sale marino dolce di Cervia) ,ma se ne consuma molto meno con vantaggi per la salute e per il portafoglio. 😉

Molti cuochi usano questo sale per presentare le  creazioni culinarie in modo originale: lo sto facendo anche io ed ormai lo metto sempre in tavola con il suo apposito macinino e lo adopero anche per ornare i bordi dei bicchieri che uso per servire l’aperitivo ai miei ospiti.

Sulla mattonella di sale si possono cuocere anche le verdureUltimamente ho cominciato ad usare la mattonella di sale dell’Himalaya al posto di piastre varie per cuocere carne, pesce e verdure senza grassi e devo dire che mi trovo molto bene.

L’utensile permette di cuocere in modo sano e veloce vivande di diversi tipi per induzione di calore e usarla è piuttosto semplice.

Inoltre, immagazzinando calore a lungo e conservando al caldo le pietanze, la mattonella di sale rosa himalayano può essere portata in tavola con grande effetto scenico.

Se vi interessa scoprire alimenti preziosi per mantenere ed incrementare il benessere dell’organismo, date un’ occhiata anche a:


credit photo intestazione: Flickr.com by Inquisitive Eye

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Scritto da Francesca Be
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