Torihamu: prosciutto giapponese senza grassi

Come si fa il Torihamu, il tipico prosciutto arrostito giapponese a base di carne di maiale o di pollame: ingredienti, dosi e consigli per prepararlo al meglio.

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Ho da poco scoperto la ricetta del Torihamu giapponese, ottimo e salutare sostituto degli affettati che si comprano nei punti vendita, che sono costosi e pieni di nitrati ed altre sostanze chimiche non proprio benefiche per l’organismo.

Anche se è chiamato “prosciutto giapponese“, la preparazione non ha niente a che fare col nostro insaccato tipico, ma assomiglia, piuttosto, all’arrosto di tacchino in vendita nei supermercati e…..molto più buona ed economica! 🙂

Il Torihamu può essere fatto con il filetto o l’arista di maiale,  ma anche con il petto di pollo o di tacchino e….la ricetta non prevede alcuna aggiunta di grassi.…neanche un filo d’olio! 🙂

Io, non amando particolarmente la carne del pollame ( ma mi riprometto di provare ) ho cucinato una decina di volte il Torihamu usando il filetto e l’arista di maiale.

Devo dire che quello di filetto è buonissimo, ma preferisco impiegare questo taglio più costoso degli altri nell’arrosto di filetto e usare la più economica arista per questa preparazione casalinga.

Scelgo generalmente un pezzo da 800-1200 grammi e chiedo al macellaio di sgrassarmelo bene e di legarmelo: con la pratica ho scoperto che si può cucire anche prima della marinatura e, in questo modo, risparmio tempo e fatica. 😉

Come spezie uso generalmente rosmarino, alloro, timo, pepe e aglio, ma è anche possibile sbizzarrirsi e usare altri sapori come il curry, il peperoncino, l’origano, la salvia o altri secondo il proprio gusto personale.

Io trovo che anche un pizzico di curcuma ci stia proprio bene. 🙂

Se si sta seguendo una dieta, è possibile eliminare lo zucchero o il miele: il prosciutto naturale giapponese rimane saporito lo stesso.

La ricetta classica del Torihamu prevede una marinatura di 2 giorni, ma ho potuto appurare che anche 24 ore sono sufficienti.

Ingredienti:

1 chilo di arista magra di maiale cucita come l’ arrosto;
1 cucchiaino e mezzo di sale marino fino;
1 cucchiaio di miele o di zucchero integrale;
1 spicchio di aglio;
alloro q.b;
rosmarino q.b;
timo q.b;
pepe q.b.

Preparazione del Torihamu

Lavate e asciugate l’arista.

Fate un trito con l’aglio e le spezie, unite lo zucchero integrale ( o il miele ) e il sale e cospargete il battuto su tutta la superficie della carne, massaggiandola per fare penetrare bene il condimento.

Prendete un sacchetto gelo da freezer, metteteci dentro il Torihamu, massaggiate ancora per due minuti, fate uscire l’aria, chiudetelo e lasciate a marinare su un piatto in frigorifero per 2 giorni.

Se volete, potete anche usare un sacchetto sottovuoto.

Poi sciacquate la carne marinata e asciugatela accuratamente.

Fate ancora un nuovo battuto con le stesse spezie  che avete usato per fare la marinatura e cospargete con questo la carne.

Avvolgetela poi strettamente nella carta da forno e chiudetela bene, ripiegando i bordi.

Avvolgete ancora la lonza in 3 fogli di carta d’alluminio intrecciati in modo da ottenere un impacchettamento ben stretto.

Mettete poi il Torihamu in una pentola, cercando d’incastrarlo nel senso orizzontale, copritelo a filo con acqua fredda, in modo che ne sia completamente ricoperto, chiudete col coperchio e portate a bollore.

Una volta che questo è stato raggiunto, fate cuocere a fiamma moderata per un tempo variabile dai 6 ai 15 minuti ( a seconda della dimensione del pezzo di carne:  1 chilo-1 chilo e mezzo di lonza cuoce in circa 15 minuti  ): non prolungate troppo la cottura per non fare diventare la carne secca e fibrosa.

Finito di cuocere, spegnete il fuoco e non levate assolutamente la carne dalla pentola: il segreto per ottenere un buon Torihamu consiste nel farlo raffreddare naturalmente nella sua acqua di cottura per qualche ora, coperto col coperchio.

Questo passaggio è importantissimo, non dimenticatelo!

Io, solitamente, faccio cuocere il “prosciutto naturale” alla sera e lo lascio riposare per tutta la notte.

Alla fine levate l’incarto ( meglio scartarlo sulla pentola, evitando di spargere sul piano di lavoro eventuali liquidi fuoriuscenti dal pacchetto ) ed eliminate lo spago: il Torihamu è pronto!

La lonza rimarrà morbida, succosa e rosa all’interno: il colore non deve trarvi in inganno, in quanto la carne sarà cotta a dovere. 🙂

Potete ora affettarla ed usarla per farcire panini o essere presentata in tavola al naturale e accompagnata da salse varie o senape, come si fa col roast beef.

Il Torihamu si conserva, chiuso ermeticamente in un contenitore, in frigorifero per 3 giorni, ma è anche possibile congelarlo.

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Scritto da Francesca Be
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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4 commenti su “Torihamu: prosciutto giapponese senza grassi

    1. Il miele non ci sta niente male, Moz.Dà al piatto una nota agrodolce.Ma il Torihamu è buonissimo anche senza. 🙂

    1. Vero, ma si può fare anche col tacchino e con la carne di maiale ed è buonissimo lo stesso 😉

I commenti sono chiusi.

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