Come pulire e smacchiare i cappelli di paglia per mantenerli come nuovi a lungo

I cappelli di paglia si sporcano inevitabilmente con l'uso e spesso capita di macchiarli: i consigli pratici miei e di un esperto per pulirli ed eliminarne le macchie nei modi più idonei ed efficaci,mantenendolo a lungo nelle migliori condizioni.

Condividi su facebook
Condividi su pinterest
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Credo che possa interessare un po’ a tutti sapere come pulire e smacchiare un cappello di paglia nei modi corretti, visto che si tratta di un accessorio di abbigliamento unisex e indossato indifferentemente sia dalle donne che dagli uomini durante la buona stagione.

Dato che ormai siamo in estate e molti di noi hanno già cominciato a portarli regolarmente, penso proprio che questo sia arrivato il momento giusto per spiegarti come effettuare la pulizia dei cappelli in paglia con i sistemi e i prodotti più idonei per mantenerli freschi e come nuovi a lungo, senza correre il rischio di rovinarli con interventi inopportuni e non poterli più indossare (le indicazioni che ti darò vanno bene, in linea di massima anche pulire cinture e borse costruite nello stesso materiale).

I copricapi in paglia, indispensabili per proteggersi dall’afa estiva e ripararsi dal sole e ormai considerati accessori moda in grado di valorizzare la “mise” e la personalità di chi li indossa nelle più disparate occasioni, hanno bisogno di essere puliti e rinfrescati con una certa regolarità, e, se si vuole che conservino forma e colore e durino anni, è necessario trattarli adeguatamente durante i mesi di uso abituale.

E’ proprio così: se vuoi mantenerli integri e belli, non basta metterli via per l’inverno in modo corretto e usando tutti gli accorgimenti del caso, ma devi anche curarli regolarmente e in modo adeguato quando li adoperi tutti i giorni.

Cappello di Panama con custodia in legno di balsa al naturaleCon l’esperienza ho imparato ad occuparmi dei miei copricapi estivi nei modi idonei e su questo blog ho già scritto a proposito della manutenzione del cappello di Panama, il “re” in assoluto dei cappelli di paglia: se hai la fortuna di possederne uno, leggi il post su come pulirlo, trattarlo e riporlo nel modo giusto, scongiurando la possibilità di danneggiare un accessorio di abbigliamento tanto bello e prezioso.

Tieni presente che quasi tutti i consigli sulla pulizia e l’uso del Panama valgono anche per quelli fatti con paglia di minor pregio.

Il Panama, del resto, è, a tutti gli effetti, un cappello di paglia, la cui trama viene costruita a mano, intrecciando i filamenti di una fibra ottenuta dalle foglie della Carludovica palmata, chiamata “paglia Toquilla”.

Pur sapendo come pulire ed usare i cappelli di paglia senza correre il rischio di rovinarli, scolorirli, fare perdere loro la forma o provocarne il rimpicciolimento con pratiche e prodotti sbagliati, avevo non pochi dubbi sull’opportunità di lavare i cappelli di paglia immergendoli direttamente nell’acqua (cosa che sono in molti a consigliare nelle riviste femminili e sul web).

Per tale motivo, prima di accingermi a scrivere questo articolo ho voluto chiedere il parere di un esperto e mi sono rivolta ad Antonio Monti, bravissimo e conosciuto artigiano di Ischia, uno dei rari che lavora ancora esclusivamente a mano la rafia e dal quale compro borse e cappelli (sono bellissimi anche i suoi  cestini in rafia intrecciata, che puoi intravvedere nell’immagine in evidenza) quando ho la fortuna di trovarmi in quella splendida isola.

Antonio, che conosco ormai da decenni e che vado a salutare ad ogni stagione nel suo negozio nel centro di Lacco Ameno anche se non devo acquistare niente, è stato gentilissimo as usual e, oltre a confermare le mie perplessità, mi ha rivelato alcuni “ segreti del mestiere” per rinfrescare la paglia, ravvivarne i colori e nutrirne le fibre naturali.

Gli ho chiesto se potevo fare partecipi dei suoi suggerimenti i lettori di Trucchi di Casa e lui, dicendomi ” E’ cosa, è cosa,’un c’è prubblema“, ha acconsentito con piacere: quindi te li riporto volentieri assieme ai miei consigli derivanti dalla pratica.

Pulire un cappello di paglia nei modi adeguati

Una premessa importante e doverosa che Mario mi ha detto di fare sempre ai suoi clienti: anche se ha un aspetto resistente, la paglia non va mai messa direttamente a bagno nei liquidi e bisogna evitare d’immergere un copricapo costruito in questo materiale nell’acqua, dato che potrebbe restringersi, deteriorarsi o perdere la forma (avevo ragione a nutrire seri dubbi in proposito 😉 ).

Prima di trattare un cappello in paglia, controlla sempre l’etichetta interna con le istruzioni per il lavaggio (verifica che sia resistente all’acqua) per non incorrere in errori che potrebbero causare danni e rovinare le fibre del materiale.

Generalmente rafia e baku (in baku vengono realizzati parecchi cappelli di Borsalino) possono subire trattamenti ad acqua, ma, in mancanza di etichetta e se non hai la minima idea di che tipo di paglia è fatto il tuo cappello, esegui sempre la “prova tesa“, piegando la falda delicatamente: se resta incurvata e comincia a “scricchiolare” è bene evitare di bagnarlo, mentre non ci dovrebbero essere problemi se il torna alla sua posizione originale senza difficoltà.

Questo vale in linea di principio e non posso assicurarti che questo sia un metodo infallibile, ma, per esperienza, ho constatato che è valido nella stragrande maggioranza dei casi.

Pennello da fard ia setole morbide ideale per splovereare cappelli di pagliaIl cappello di paglia deve essere spolverato dopo ogni uso con un pennello pulito a setole morbide, mentre è consigliabile spazzolarlo più accuratamente con una spazzola da vestiti (sempre a setole morbide) quando vuoi effettuarne la pulizia vera e propria per eliminare il grosso della polvere e della sporcizia.

Dopo aver fatto questo, lo puoi rinfrescare, “accarezzandolo” con un panno di microfibra, bagnato con acqua demineralizzata e strizzato bene: passalo su tutta la superficie, evitando nastri e ornamenti vari, e poi asciugalo accuratamente con un altro straccio morbido.

Bisognerebbe procedere in questo modo dopo ogni uso prolungato dell’accessorio (anche per mandare via sabbia e salino di cui la paglia inevitabilmente s’impregna al mare) quando è solo appannato e non sudicio, ma, se il tuo cappello in rafia è particolarmente sporco, devi agire più profondamente con altri metodi per farlo ritornare perfettamente pulito e “indossabile”.

Se  consideri opportuno sottoporlo a un lavaggio vero e proprio, per prima cosa rimuovi i decori eventualmente presenti (come nastri in tessuto, perline, strass, etc,) per non correre il rischio di rovinarli durante l’operazione.

Il  metodo di pulizia più sicuro prevede l’uso dell’acqua saponata:

  • riempi una bacinella di acqua calda.
  • Aggiungi un po’ di detersivo delicato (come scaglie di sapone di Marsiglia o sapone liquido neutro per bambini), mescola bene e lascia raffreddare il miscuglio se ritieni che il cappello sia particolarmente delicato ( altrimenti usalo tiepido).
  • Immergi un panno che non lasci pelucchi (quello in microfibra va benissimo) nell’acqua saponata, strizzalo bene e passalo su tutta la superficie del copricapo, strofinando leggermente (non bisogna mai sfregare con energia la rafia bagnata, in quanto la trama potrebbe sfibrarsi e rompersi) prima all’interno e poi all’esterno, e inumidendo in modo omogeneo ogni parte.
  • Infine, ripassa uno straccetto impregnato di acqua pulita e strizzato per rimuovere del tutto i residui di sporcizia e di sapone.

Forma per cappelli vintage in legnoDopo aver effettuato il lavaggio e il risciacquo, sistema il copricapo su una forma per cappelli o su un oggetto idoneo sferico (in mancanza, puoi riempire la calotta con un asciugamano bianco arrotolato) e fallo asciugare all’aria aperta e all’ombra se è colorato.

Un sistema valido per fare in modo che un cappello di paglia chiara, ingiallita a causa della prolungata esposizione ai raggi solari e agli agenti atmosferici, riacquisti il suo colore naturale consiste nell’usare del succo di limone ( l’agrume ha proprietà sgrassanti, detergenti e schiarenti) in questo modo:

  • tampona delicatamente tutta la superficie (interna ed esterna) del cappello con un panno pulito imbevuto di una soluzione di acqua e succo di limone in parti uguali e poi strizzato;
  • lascia agire una decina di minuti;
  • passa il cappello con un altro panno morbido per levare il grosso dell’umido e poi mettilo ad asciugare, con la calotta riempita (sempre con un asciugamano bianco arrotolato), all’aria aperta e lontano dai raggi solari e da fonti di calore se la paglia è tinta.

Nel caso fosse bianca o di colore naturale, puoi anche farla asciugare al sole.

Questo metodo del succo di limone, come anche l’uso dell’acqua ossigenata del resto, è efficace anche in presenza di tracce di tintura per capelli (la sudorazione spesso favorisce lo “scaricamento” di tinta capillare dalla chioma all’interno del copricapo).

Se, invece, si tratta di paglia scura, non impiegare il succo di limone, ma usa, mischiati sempre in parti uguali, acqua e tè, trattanco il cappello come indicato sopra.

Anche spennellare la paglia con l’aceto la rinfresca, rinnova e ne ravviva la pigmentazione: se vuoi che il tuo cappello riacquisti il suo colore originale e torni come nuovo, usa esclusivamente aceto di vino bianco ed evita quello rosso.

Per rimuovere lo sporco più ostinato e nutrire le fibre si può adoperare l’olio per bambini, passandone, con movimenti circolari e procedendo dal centro alla tesa, una piccola quantità sulla trama interna ed esterna del cappello e facendo attenzione a non ungere nastri e altre parti in tessuto.

Per fare questo, serviti di un panno morbido e asciutto ed evita i batuffoli di cotone: la bambagia rilascia filamenti e pelucchi che potrebbero incastrarsi nell’intreccio.

Usa unicamente il prodotto apposito per bambini e non sostituirlo con altri oli che, invece di rimettere in sesto le fibre, potrebbero sporcarle ulteriormente e “impiastricciarle”.

Come smacchiare un cappello di paglia

Quando si usa abitualmente un cappello di paglia, spesso non facciamo caso a dove lo appoggiamo e, buttandolo sbadatamente qua e là, la normale conseguenza è che antiestetici segni, chiazze e patacche varie siano, ahimè, all’ordine del giorno.

A seconda della natura della macchia, puoi usare diversi rimedi per eliminarla, ma è sempre bene fare una prova su una parte nascosta, dato che i prodotti (anche se naturali) più efficaci nel rimuovere le macchie dalla paglia sono quelli che possono danneggiarla maggiormente, specie se è colorata.

Io, cercando di usare sostanze il meno aggressive possibili per abitudine, faccio sempre un primo tentativo con acqua saponata, latte detergente o sapone di Marsiglia naturale (ottimo per mandare via l’unto): lo strofino sulla parte interessata con un panno di cotone lievemente inumidito e lo lascio agire una decina di minuti prima di rimuoverlo.

Il più delle volte le macchie vanno via in questo modo, ma se sono particolarmente tenaci, bisogna per forza ricorrere a rimedi più drastici.

Cerco sempre di adoperare prodotti naturali nelle faccende domestiche, ma devo ammettere che a volte è meglio impiegare quelli chimici e spesso uso lo shampoo Prestige (apposito per calzature, borse e accessori in camoscio, nabuk e tela) per pulire un cappello di paglia molto sporco e rimuovere le macchie più ostiche.

Sono molto soddisfatta di questo shampoo, che tengo sempre in casa e adopero su pelletteria ed altri materiali di vario genere e posso dire che non ho riscontrato finora alcun problema ( giusto la settimana scorsa, mi è stato di grande aiuto per smacchiare definitivamente una piccola ma particolarmente tenace “fioritura”, che proprio non voleva andar via dalla mia borsa di rafia preferita).

Se decidi di usarlo anche tu sulla paglia, fai comunque e sempre una prova su un punto occulto specie in presenza di colore, dato che le tinture contengono le più disparate sostanze e non posso assicurati con matematica certezza che non possano sbiadire a contatto con i tensioattivi.

Shampoo Prestige per camoscioNel caso tu voglia adoperare prodotti di uso comune, quelli che si sono rivelati i più efficaci (nella mia esperienza passata prima di conoscere il Prestige) sono trielina, alcol (specie per le macchie di penna) e acqua ossigenata, applicati allo stato puro e non diluiti, ma bisogna adoperarli solo se è proprio indispensabile farlo e con moltissima cautela, perché tendono inevitabilmente a inaridire le fibre vegetali e a scolorire la paglia tinta.

A mali estremi, estremi rimedi”, ma fai sempre una prova su una parte invisibile e, tampona con delicatezza solo sul punto interessato e senza sfregare energicamente (per non danneggiare la trama ed evitare che la macchia si espanda).

Se puoi, cerca di usare questi prodotti diluiti in acqua prima di impiegarli allo stato puro come “ultima spiaggia”.

Se proprio escludi la possibilità di usare prodotti chimici, tenta con un vecchio rimedio della nonna naturale e meno aggressivo:

  • scalda in un pentolino 1/2 litro di acqua e falla intiepidire;
  • togli dal fuoco e aggiungi 2 cucchiaini di sale fino e il succo di 1 limone, mescolando per farli sciogliere bene;
  • immergi nella mistura l’angolo di un panno di cotone e strizzalo;
  • tampona più volte la macchia con lo stesso fino a farla dissolvere del tutto e, infine, sciacqua con un altro straccio inumidito.

Un sistema particolarmente efficace per mandare via la muffa dai tessuti, e valido anche per quella formatasi sulla paglia, consiste nel sottoporre la parte interessata a ripetuti ” bagni di vapore”: leggi come procedere nel post sull’uso del ferro da stiro verticale nel trattamento delle macchie di muffa.

Per proteggere la paglia da umidità, pioggia, fango, macchie varie e sudiciume, la spruzzo ogni tanto con lo spray impermeabilizzante Imper Sport, secondo me molto più indicato della lacca per capelli, impropriamente usata da parecchie persone a questo scopo.

Lo strato protettivo della lacca, infatti, non “tiene” bene e a lungo sul materiale ed è facile che vada via subito o, peggio ancora, che si sollevi formando delle piccole squame ben poco estetiche a vedersi.

Anche se sono in molti a consigliare impermeabilizzanti fai da te come lacca e smalto per unghie trasparente, evitane l’uso sul tuo cappello di paglia appena pulito e rimesso a nuovo per non rischiare di…. dover ricominciare tutto il lavoro daccapo. 😉

Se vuoi sapere come pulire altri capi o accessori tipicamente estivi, dai un’occhiata anche a:

Credit photo Panama hat: Wikimedia.org

Loading...
Scritto da Francesca Be
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Condividi
Condividi su facebook
Condividi su pinterest
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Commenta con il tuo profilo Facebook
  • Ricevi Ultimi Articoli

    I tuoi dati sono al sicuro