Manutenzione e pulizia del cappello di Panama

La pulizia, la manutenzione e le cure necessarie affinché il cappello di Panama si mantenga in forma al meglio e duri a lungo.

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Certo che il cappello di Panama, chiamato anche Panamá o Jipijapa, è un gran bel copricapo: pratico, leggero, maneggevole ed elegantissimo, ma anche delicato, facile a rovinarsi e particolarmente soggetto a subire lacerazioni se non viene trattato con le dovute cure.

Cure che dobbiamo tener presente nel pulire e conservare un cappello di Panama nei modi giusti per farlo rimanere come se fosse appena uscito dal negozio per lunghissimo tempo.

Se volete saperne di più sul rinomato accessorio moda adatto ad essere indossato nelle più svariate occasioni, leggete la storia del cappello più famoso del mondo, ma adesso vediamo insieme gli accorgimenti da adottare e i trucchi da mettere in pratica affinché il nostro adorato e pregiatissimo accessorio di abbigliamento rimanga bello e in forma per parecchi anni, in modo che continui a fare la sua figura quando lo si indossa in estate per proteggersi dal sole e dal caldo.

Maneggiamolo prendendolo delicatamente con due dita per la falda e non per la corona, come ci sarebbe più comodo fare.

Quando lo posiamo su una superficie, non appoggiamolo sulla tesa, ma sulla calotta.

Il vero cappello di Panama, fatto esclusivamente con paglia Toquilla (materiale organico ricavato dalle foglie della Carludovica palmata, palma nana dell’Ecuador) e completamente lavorato a mano, richiede un certo grado di umidità per rimanere integro e flessibile e male sopporta il clima europeo, perciò….usiamo accorgimenti. 😉

Non va lasciato al sole e al caldo in ambienti dove non circola l’aria (come all’interno di una automobile e nei pressi di una finestra chiusa e soleggiata).

Se la trama è troppo secca, inumidiamola leggermente con un panno bagnato d’acqua a temperatura ambiente: eviteremo in questo modo che si formino buchi, ricordandoci che, una volta rotto, il cappello di Panama non si ripara più.

Copricapo da sole e non da pioggia, se prendiamo un’acquazzone col nostro Panama in testa, facciamolo asciugare in un luogo dal clima secco, in modo naturale e senza usare fonti di calore, tipo asciugacapelli, che potrebbero farlo restringere.

Sosteniamo il cappello internamente con un asciugamano , ponendolo possibilmente su un cartone e diamogli la forma con le dita prima e durante l’asciugatura e….aspettiamo pazientemente.

Se il nostro adorato cappello ha perso la forma, possiamo ridargliela: rimodelliamolo, sempre con le dita, esponendolo contemporaneamente al vapore di una pentola d’acqua bollente.

ferro da stiro verticale a getto di vaporeIo uso la spazzola a vapore e i risultati sono più che buoni.

Per ridare forma alla tesa, ci si può servire del ferro da stiro a calore medio basso, avendo cura di porre tra il ferro e la paglia un panno bianco (non si devono assolutamente impiegare stoffe colorate).

Poi appoggiamolo su una forma adatta ( per esempio, sopra a una ciotola rovesciata o a una sfera della misura adeguata).

La pulizia non dovrebbe mai essere fatta con acqua: nel caso fosse proprio necessario a causa di macchie tanto evidenti da comprometterne comunque l’uso, proviamo a tamponare delicatamente con un panno bianco imbevuto di acqua temperatura ambiente in cui avremo fatto sciogliere un po’ di detergente liquido per piatti e stoviglie (in questo caso non uso il detersivo naturale per i piatti, ma quello della Sole).

Passiamo poi un panno imbevuto di acqua demineralizzata per levare i residui di sporco e sapone e seguiamo le istruzioni viste sopra per l’asciugatura e la forma.

Non bisognerebbe mai arrivare a questo estremo rimedio, avendo cura di spolverare spesso il nostro cappello, usando la  gomma pane per rimuovere eventuali macchie e aloni.

Quando il mio Panama è veramente sporco, uso lo shampoo per camoscio della Prestige: lo adopero con successo da anni per pulire i cappelli di paglia in genere e non mi ha mai dato problemi, ma la prudenza non è mai troppa e, se decidete d’impiegarlo anche voi, fate prima  una prova su una parte occulta del pregiato accessorio

All’occorrenza possiamo anche servirci di salviette detergenti per il viso, strofinando delicatamente.

La fascia interna la si può pulire con un po’ di alcol denaturato, avendo poi cura di rovesciarla e appoggiarvi il cappello sopra mentre asciuga.

Io, adorandolo letteralmente e volendolo indossare sempre “perfetto”, ho molta cura del mio Panama: levo la polvere dopo ogni uso con una vecchia spazzola per capelli a setole morbide e fitte  e ogni tanto lo avvicino al vapore della stiratrice verticale e poi passo un panno bianco pulito su tutta la sua superficie.

Alcuni consigliano di fare lavare a secco il Panama, ottenendo ottimi risultati: io…non so…non ho mai provato.

Nel caso, bisognerebbe rivolgersi a una buona e seria lavanderia per avere delucidazioni sui possibili effetti del lavaggio a secco sulla paglia e sulla forma del cappello.

Dovendo arrotolare il nostro Panama per riporlo in valigia, lo piegheremo in due, arrotolandolo su un dito, con di fronte la corona, da sinistra verso destra.

Cappello Panama in lussuosa custodia di legno di balsaEsistono in commercio apposite custodie da viaggio in legno di balsa (come anche scatole dello stesso materiale per la conservazione invernale nei ripiani altri del guardaroba), ma sono difficili da trovare e abbastanza costose.

Io adotto un pratico trucco della nonna: metto il cappello arrotolato in un sacchetto morbido, simile, per intenderci, alla custodia di un ombrello da viaggio.

Lo si può anche sistemare in un sacchetto di panno per le scarpe, arrotolando anche lo stesso con della fettuccia per tenerlo chiuso.

Si possono usare anche i comuni elastici, ma facciamo attenzione che non siano troppo stretti per evitare la formazione di poco estetici segni sul nostro cappello.

In ogni caso, non bisogna mai lasciare il cappello di Panama arrotolato per più di 48 ore.

Quando sarà il momento di metterlo via in inverno, inumidiamolo prima con un panno strizzato d’acqua, lasciamo che s’idrati bene e si asciughi del tutto e, in mancanza di una rastrelliera per cappelli o un contenitore apposito in legno di balsa, mettiamolo in una cappelliera (se ne possono visionare svariati modelli di ogni tipo e di tutti i prezzi qui) o in una scatola rigida chiusa, avendo cura di salvaguardarne la forma, anche con l’aiuto di carta velina posta all’interno e un po’ di silica gel, separato in un sacchetto, in modo che non si formino macchie di muffa sulla superficie e all’interno del copricapo.

Pulire e conservare nei modi corretti il cappello di Panama non costituisce un optional, ma è fondamentale per mantenerlo in buono stato e farlo durare a lungo come nuovo. 😉

Credit photo cappello in custodia: jean-christophe windland for Wikimedia.org

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Scritto da Francesca Be
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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2 commenti su “Manutenzione e pulizia del cappello di Panama

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