Scarpe Birkenstock: come pulirle per eliminare il cattivo odore sul plantare

Le calzature Birkenstock e quelle simili con il plantare anatomico scamosciato tendono ad emanare un odore sgradevole quando fa caldo e i piedi sudano abbondantemente: i metodi e accorgimenti più efficaci "provati sul campo" per prevenirlo e mandarlo via.

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Oggi voglio trattare un argomento che ho scoperto essere ” tabù “: il cattivo odore che compare molto spesso sulla soletta scamosciata dei sandali Birkenstock e di calzature similari quando il clima è particolarmente afoso ed umido, come prevenirne la comparsa e riuscire ad eliminarlo efficacemente.

Sappiamo tutti che le scarpe della Birkenstock e i sandali di simile fattura, con il plantare anatomico e la zeppa piatta (flatform) o lievemente rialzata, sono il massimo del comfort in estate, quando l’intenso calore mette a dura prova i nostri piedi e il benessere delle gambe.

Ma sappiamo anche che l’uso prolungato e ininterrotto di questo tipo di calzature, quando fa molto caldo e i piedi sudano inevitabilmente, provoca spesso la comparsa di un odore marcato e più o meno sgradevole sul tipico plantare in pelle scamosciata che caratterizza i sandali Birkenstock originali e “tipo Birkenstock” di simile fattura.

Mi risulta che la stragrande maggioranza delle persone che sono solite indossarli di abitudine hanno riscontrato lo spiacevole inconveniente (e spesso corrono ai ripari in modo improprio) e non capisco perché alcune case produttrici di scarpe di questo genere “sorvolano”, fingendo di non essere a conoscenza della cosa.

Spazzola in para per la pulizia delle pelli scamosciateGli addetti al servizio clienti di alcune aziende che commercializzano questo tipo di scarpe (non mi riferisco alla Birkenstock, che non sono riuscita a contattare direttamente, in quanto i tecnici non sono in Italia)  fingono di “cadere dalle nuvole” e spostano immancabilmente il discorso sulla cura di cuoio, tela, nabuk, suede ed altri materiali in cui può essere costruita la tomaia e i decori della stessa ( la pulizia delle Birkenstock e di calzature affini, che si fa principalmente con la spazzola di gomma, è piuttosto facile e intuitiva, ma lo stesso non si può dire di quella della loro soletta scamosciata).

Dico questo per esperienza di alcuni lettori (mi hanno scritto chiedendomi come risolvere il problema della puzza che si forma sul plantare di questo genere particolare di scarpa) e mia, dato che, avendo acquistato tre paia di sandali tipo Birkenstock col sottopiede anatomico in pelle e particolarmente costose, ho contattato i produttori per chiedere loro, ancora prima d’indossarle, quali fossero i trattamenti più idonei per evitare la formazione del cattivo odore.

Niente da fare: gli addetti delle 3 aziende hanno ” fatto gli gnorri”, dicendomi che non era mai stato loro sottoposto un quesito simile e che non sapevano proprio come essermi di aiuto.

Il tutto accompagnato con un certo imbarazzo, come se avessi posto loro una domanda ” sconveniente” ed avessi toccato un argomento “tabù” , limitandosi a suggerire l’uso della spazzolina di para apposita per pulire camoscio e nabuk per rinfrescare il sottopiede e per mantenerne la pelle di rivestimento morbida e priva di segni.

Sappiamo bene che mantenere la pelle del sottopiede di una scarpa”morbida e come nuova” e senza odori è possibile riuscire a farlo d’inverno con la continua cura ed indossando le calze o un paio di calzini utili allo  scopo e non visibili, ma non certo in estate quando si portano i sandali a piedi nudi (o vogliamo metterci i “calzetti alla Fantozzi”?  😮 )

Impronta di piede sudato sul plantare dei sandaliDel resto, è vero o no che, se si indossano le ciabatte tipo Birkenstock quando i piedi sudano a causa del caldo, inevitabilmente sul plantare rimane l’orma degli stessi come se fosse stampata?

E, se rimane l’impronta, certamente sulla pelle scamosciata resteranno anche le sostanze secrete dalle ghiandole sudoripare, compresi gli acidi grassi e le basi volatili, come la metilammina e la  trimetilammina, responsabili della formazione dell’odore quando entrano in contatto, alterandosi e degradandosi, con agenti batterici ed enzimi.

Quindi, non credo proprio che il sentore spiacevole più o meno marcato all’interno di questo genere di sandali sia dovuto a scarsa qualità dei materiali e al tipo di collanti di fabbricazione: la Birkenstock impiega componenti di primissima qualità studiati a lungo e colle prive di solventi chimici e solubili in acqua, ma il sottopiede delle sue calzature, con l’uso protratto e ininterrotto nei periodi più afosi dell’anno , emana  ugualmente esalazioni poco gradevoli nella maggioranza dei casi.

Io indosso questo tipo di calzature praticamente tutta l’estate, dato che sono comodissime e molto utili per alleviare i sintomi dei disturbi degli arti inferiori provocati dal caldo, e, proprio per tale ragione, ne ho di ogni foggia e di ogni prezzo.

Non soffro di bromidrosi e neppure di iperidrosi plantare (termini scientifici per indicare la puzza di piedi e l’eccessiva sudorazione degli stessi) e ho constatato che quasi sempre i miei sandali di questo tipo, originali e non, con l’uso continuo iniziano a generare effluvi sgradevoli se non adotto in tempo determinati accorgimenti.

E tanto meno ritengo che il cattivo odore possa essere attribuito unicamente all’eventuale scarsa igiene di chi li porta o alle caratteristiche soggettive della traspirazione.

Anche se è indubbio che una carente pulizia della persona e una sudorazione particolarmente intensa e acida (spesso dovuta a particolari patologie come piede di atleta, tiroidismo e ipoglicemia, alimentazione sbagliata e assunzione di farmaci) possano provocare e accentuare in certi casi la comparsa della puzza sui piedi e, di conseguenza, nelle scarpe, è proprio il tipo di soletta rivestita in pelle scamosciata ad essere vulnerabile in questo senso, a prescindere da altri fattori “scatenanti”.

Lo strato in pelle conciata, pur creando un microclima ideale per il piede, assorbe inevitabilmente umidità, sudore, polvere, sporcizia e batteri con la conseguente formazione di sentori non proprio piacevoli.

Vediamo allora cosa si può fare per evitare che tali sandali, realmente in grado di dare a chi li indossa la sensazione di camminare a piedi scalzi (grazie alla forma anatomica, alla suola ammortizzante in EVA e all’anima in lattice e miscela di sughero eccezionalmente elastica), si impregnino di effluvi maleodoranti e diventino inutilizzabili.

Non avendo ricevuto suggerimenti utili dai produttori come dicevo, dai primi di giugno ho cominciato ad effettuare vari tentativi su calzature nuove e vecchie di questo genere per fare in modo di non avere ai piedi sandali di tipo Birkenstock emananti olezzi imbarazzanti.

Sono trascorsi due mesi ed oggi, dopo prove e riprove e grazie all’aiuto del mio calzolaio, vero e proprio “clinico della scarpa”, mi sento finalmente in grado di suggerirvi i modi che reputo più validi per evitare di essere costretti a buttare via scarpe di questo tipo ormai impregnate di cattivo odore.

Dico subito che non ho trovato la “bacchetta magica” e che bisogna adottare alcuni metodi e accorgimenti tutti insieme per fare in modo che agiscano in sinergia e diventino efficaci al massimo.

Il lavaggio mediante l’immersione in acqua saponata è lo sbaglio più frequente commesso da chi si trova alle prese con questo problema: l’acqua danneggia la soletta, la indurisce e ne provoca lo scollamento.

Ho visto che su Internet c’è qualcuno che afferma di essere soddisfatto dei risultati del lavaggio in acqua (o, addirittura, in lavatrice assieme al bucato), ma, anche se in un primo momento può sembrare che il tanfo sia miracolosamente svanito, vi sconsiglio assolutamente di seguire questo metodo, perché il cattivo odore ricomparirà inevitabilmente molto presto e sarà ben più forte di prima.

Ho letto da qualche parte sul web che la stessa Birkenstock raccomanda di non bagnare le calzature di sua produzione ed io devo ammettere di avere avuto esperienze che alla fine si sono rivelate negative ogni volta che ho immerso nell’acqua, inavvertitamente o volontariamente, i sandali col plantare anatomico o la zeppa piatta con rivestimento in pelle scamosciata.

Ma, se l’immersione in acqua peggiora la situazione dopo un iniziale miglioramento, come si fa a pulire i sandali tipo Birkenstock per igienizzarli e fare in modo di evitare situazioni imbarazzanti a causa del persistente e sgradevole olezzo che emanano quasi sempre dopo averli indossati per un tot di tempo?

Vediamo insieme cosa fare.

Accorgimenti e rimedi per evitare il cattivo odore nelle calzature tipo Birkenstock

Come anticipavo prima, i sistemi sono vari, ma bisogna adottarne più di uno contemporanealmente affinché siano veramente efficaci e portino al risultato voluto.

Inoltre, “prevenire è sempre meglio che curare” anche in questo caso e vi consiglio di adottare fin dall’inizio queste accortezze e rimedi per fare in modo che le calzature nuove rimangano pulite, fresche e inodori il più a lungo possibile.

Indossate i sandali con i piedi perfettamente puliti, asciutti e dopo aver applicato un deodorante a scopo preventivo per evitare la formazione di esalazioni sgradevoli dovute alla sudorazione durante la stagione estiva.

Lavate, quindi, i piedi con acqua tiepida e sapone neutro (i detergenti aggressivi depauperano l’epidermide delle difese naturali), asciugateli anche in mezzo alle dita accuratamente con la salvietta, eliminate l’umidità residua con un po’ di talco e applicate un deodorante apposito in crema o spray.

Se preferite usare un prodotto fai da te economico e preparato con un ingrediente che si ha di solito in cucina, massaggiateli con una lozione ottenuta con 2 parti di acqua e 1 di aceto di mele (l’aceto di mele, oltre a neutralizzare gli odori, igienizza e previene le micosi delle unghie e della pelle).

Sale di allume di rocca dalle proprietà deodorantiL’uso dell’alcol isopropilico è conosciuto fin dai tempi delle nonne per contrastare l’odore di sudore ed anche l’allume di rocca, antisettico e deodorante, è un ottimo rimedio naturale contro la puzza di piedi (se lo si usa regolarmente, passandolo sulla pianta e tra le dita dopo aver fatto il bagno, la doccia o un pediluvio).

Prima di calzarli, spruzzate i sandali con un deodorante spray per scarpe (in commercio ce ne sono di tutti i tipi, profumati e non, ed io considero il prodotto della Bama con il doppio erogatore e quelli appositi della Scholl i più adatti al sottopiede scamosciato o di nabuk), evitando le polveri anti-odore, che potrebbero trasformarsi in pastetta a contatto di secrezioni sudorali ed umidità in genere.

Fate attenzione a non bagnare i plantari: non mettete calzature di questo tipo quando piove, non usateli come ciabatte da spiaggia o da piscina e non lasciateli in prossimità della riva di mare, corsi d’acqua e laghi per evitare che s’impregnino involontariamente di acqua.

L’acqua di mare, poi, è particolarmente dannosa, perché il salino danneggia e indurisce gli scamosciati in genere e il liquido asciuga con molta difficoltà, facendo puzzare le scarpe.

Se bagnate accidentalmente le Birkenstock con l’acqua marina, rimediate in questo modo:

  • tamponate ripetutamente il sottopiede per mandare via più liquido possibile;
  • sciacquate più volte con uno straccio pulito imbevuto di acqua dolce fredda e strizzato bene;
  • passate un panno di microfibra asciutto e fate asciugare i sandali con le punte rialzate su una superficie piana e lontano dai raggi solari ed altre fonti di calore.

Indossate nuovamente le calzature solo quando saranno asciutte del tutto.

Nel caso camminiate a piedi nudi, lavateli o, almeno, puliteli bene con un asciugamano per evitare che sulla pianta rimangano tracce di erba, terra, polvere ed altro che potrebbero macchiare e insudiciare i sandali quando li rimettete.

Quando ve li levate alla sera, pulite l’intera superficie di entrambi i sottopiedi con l’apposita spazzolina di para, passando i gommini in un’unica direzione, cospargeteli con del bicarbonato di sodio (lasciatelo agire e neutralizzare gli odori per l’intera notte e spazzolatelo via al mattino) e metteteli all’aria.

Se adottate questi accorgimenti, potrete lavare i plantari anatomici dei sandali che indossate abitualmente una volta ogni 2 settimane circa; altrimenti dovrete farlo più spesso, ma tenete presente che il lavaggio, anche se effettuato con un panno ben strizzato e un prodotto idoneo, usura comunque la pelle scamosciata e la indurisce.

Per pulire, igienizzare e smacchiare i sottopiedi rivestiti di pelle scamosciata di sandali, infradito, sabot e ciabatte senza rovinarli, potete usare uno shampoo per calzature specifico per il particolare tipo di pelle o una pastetta di acqua e bicarbonato o sapone neutro passato con uno straccio.

Shampoo apposito per pelle scamosciata per pulire i plantari anatomiciDopo aver effettuato i miei vari “esperimenti” nel lavaggio delle Birkenstock, posso dire che il detergente specifico per scarpe, borse e accessori in nabuk e camoscio è il prodotto più indicato: non irrigidisce la soletta e, essendo un prodotto studiato appositamente per il particolare tipo di pelle in cui è fatta, la pulisce bene e a fondo, eliminando anche la maggior parte di macchie e segni sulla superficie, e la mantiene in buono stato a lungo.

Potete trovare un buon shampoo per camoscio nei negozi specializzati per la cura delle calzature, presso i migliori calzolai e sul web (io mi trovo molto bene con lo shampoo Camoscio Scarpe e Accessori Prestige, ma ci sono in commercio altri prodotti simili validi).

Qualunque sia lo shampoo che decidiate di usare, attenetevi alle indicazioni d’uso riportate sull’etichetta, ma cercate sempre di bagnare il sottopiede il meno possibile e di sciacquarlo, se è necessario, passandoci ripetutamente sopra una spugnetta imbevuta d’acqua e strizzata molto bene.

Prima di applicare il prodotto passate la spazzolina di para sulla superficie intera del plantare per eliminare la polvere e il sudiciume più superficiale e procedete allo stesso modo, dopo averlo fatto fatto asciugare completamente lontano dai raggi del sole e da altre fonti di calore, per ravvivare e ammorbidire la pelle.

Se preferite usare la pastetta di acqua e bicarbonato fai da te (o il sapone neutro):

  • passatene un po’sulla soletta con un vecchio spazzolino da denti a setole morbide e lasciatela agire una decina di minuti;
  • rimuovetela con uno straccio pulito inumidito e strizzato ( cambiate l’acqua e ripetete più volte se necessario);
  •  lasciate asciugare del tutto all’ombra prima di spazzolare il plantare con l’apposito utensile di gomma e indossare nuovamente i sandali.

Dato che alcuni lo consigliano, ho provato ad usare anche un miscuglio di acqua e sale, sebbene avessi delle perplessità, dato che l’acqua salata fatica ad asciugare e rende secco il pellame.

I miei dubbi sono stati confermati, dato che dopo 48 ore le scarpe erano ancora molto umide e, se proprio volete usare il sale, peraltro antisettico, detergente e deodorante, spargetelo sul plantare asciutto alla sera e spazzolatelo via al mattino prima di calzare i sandali.

Mi è stato detto che anche i granuli al gel di silice delle lettiere per gatti, disposti sul plantare per qualche ora, sono un buon rimedio per togliere il cattivo odore.

Gel di silice sfusoNon ho provato a farlo, perché non ho gatti in casa e non ho intenzione di acquistare una lettiera solo per l’esperimento, ma posso fin da ora confermare che l’uso del silica gel è molto utile nel contrastare piccoli fenomeni di umidità (ne metto sempre un po’ nelle scatole in cui ripongo le scarpe ad ogni cambio stagionale) e mi riprometto di verificare presto se tali sali igroscopici sono ugualmente efficaci nel deodorare le Birkenstock.

Sappiamo tutti che per mantenere le calzature in buono stato a lungo è fondamentale cambiarle spesso e non indossare lo stesso paio per più giorni consecutivi e questo vale, a maggior ragione, anche per i sandali col sottopiede scamosciato che trattiene l’umido del piede.

Se non volete rinunciare alla comodità d’indossarli il più spesso possibile in estate, camminando leggeri “come piume”, fate come me: a inizio stagione compro sempre al mercato 2-3 paia di riserva a basso costo (quest’anno al mercato settimanale di Ischia se ne trovano di carinissime a 10-20 euro) da poter alternare a quelle di marca.

A parte la durata e l’aspetto differente della suola e la qualità chiaramente inferiore dei materiali rispetto ai sandali pregiati di questo genere, alcune imitazioni (non mi riferisco certo alle contraffazioni, ma a calzature dello stesso tipo con il plantare anatomico) attualmente reperibili in commercio sono belle a vedersi e confortevoli.

Spendendo qualche decina di euro ogni estate, è possibile concedere un ” meritato riposo” saltuario  ai sandali originali Birkenstock o di altri brand rinomati e, indossandoli non continuativamente e solo quando sono completamente asciutti, è molto più facile riuscire ad evitare la formazione di cattivo odore sulla soletta scamosciata e mantenerli come nuovi per diverse stagioni.

Se volete sapere come combattere efficacemente la puzza derivante dalla sudorazione in altri casi, da te un’occhiata anche a:

  • Cosa fare per prevenire e neutralizzare l’odore di sudore e non trovarsi in situazioni imbarazzanti
  • Come preparare un valido smacchiatore fai da te per mandare via le macchie e gli aloni di sudore dai tessuti
  • I trattamenti più idonei per eliminare l’odore della traspirazione rimasto sugli indumenti senza danneggiarne la trama della stoffa.

Credit photo spazzolina per camoscio e shampoo per suede e nabuk: Carrea on line

Credit photo allume di rocca: Wikimedia.org by  JanDerChemiker (Own work)

Credit photo impronta del piede: Pxhere.com

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Scritto da Francesca Be
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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2 commenti su “Scarpe Birkenstock: come pulirle per eliminare il cattivo odore sul plantare

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