Le pentole di terracotta: usi e caratteristiche

Manutenzione ed uso corretto delle pentole in terracotta: consigli su come adoperarle e farle durare a lungo.

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Da parecchio tempo mi sono abituata a cucinare con le pentole di terracotta: mi trovo molto bene facendone uso e oggi voglio scrivere a proposito delle caratteristiche e della manutenzione della pentola di terracotta, detta anche pentola di coccio.

La terracotta, generalmente composta da silice, quarzo, argilla, ossido di ferro, feldspati, è un isolante termico e i tegami, le casseruole e le pentole in terracotta  sono l’ ideale per cucinare tutti i piatti che comportano una “cottura  dolce“, cioè a fuoco basso e senza sbalzi di temperatura.

La pentola di coccio, che si scalda lentamente in modo uniforme e graduale e altrettanto lentamente cede il calore, è particolarmente consigliata quando si devono cuocere minestre di verdura, risotti, sughi, stufati, legumi e cereali in genere.

Bisogna, però, tener bene presente, nel calcolo dei tempi di cottura, che nei tegami, fagioliere e marmitte di terracotta la cottura prosegue anche dopo che viene spento il fuoco.

Le pentole in coccio sono generalmente smaltate, tranne che sul fondo, sia all’interno che all’esterno ed è assolutamente sconsigliato l’ acquisto di quelle prive di smalto e porose, in quanto assorbono e non sono igieniche.

E’ bene anche evitare quelle smaltate con colori troppo accesi e coi toni del giallo, la cui smaltatura potrebbe contenere piombo, sostanza nociva per la salute e assicurarsi che siano state impiegate vernici atossiche.

Le pentole di terracotta nuove hanno bisogno di un trattamento iniziale prima di venire usate per la cottura: il procedimento è semplice, ma è di fondamentale importanza per fare in modo di non rischiare che si possano rompere una volta messe sul fuoco.

Cosa bisogna fare prima dell’utilizzo di una pentola di terracotta nuova

Ecco il trattamento da fare a una pentola di coccio nuova:

  •  Occorre immergerla completamente in acqua fredda per 24 ore ( o secondo le indicazioni del produttore, ma mai meno di 12 ore ) per idratare la terracotta. Al contatto con l’acqua è possibile che si sprigionino bollicine verso la superficie: si tratta dell’aria che fuoriesce dai pori del materiale ed è una cosa normale e per nulla preoccupante.
  • Poi si fa asciugare la pentola all’aria per 5 ore, posizionandola “semi-rovesciata“, con il fondo rivolto in alto e il bordo non appoggiato completamente: questo per fare in modo che l’umidità possa evaporare con facilità.
  • Quindi si passa all’interno uno spicchio di aglio  varie volte ( questo serve a riempire i pori della terracotta e a evitare che vi si possano depositare residui di alimenti ) e la si lascia ” riposare ” per 3 ore.
  • Il trattamento si conclude col normale lavaggio con detersivo per piatti e con l’asciugatura.

La pentola di coccio non deve mai essere messa sul fuoco diretto, ma bisogna sempre usare uno spargifiamma che abbia un diametro non inferiore al fondo della pentola: lo spargifiamma fa in modo che il calore possa espandersi uniformemente ed evita che gli alimenti si attacchino al fondo a causa del calore concentrato in un solo punto.

Questo tipo di pentola non deve essere sottoposta a bruschi  sbalzi termici che ne potrebbero causare la rottura: occorre, quindi, scaldarla lentamente, attendere che si sia raffreddata prima di procedere al lavaggio e non aggiungere alimenti freddi quando la pentola è già calda.

E’ da evitare l’uso di utensili metallici, per mescolare durante la cottura, che potrebbero graffiare lo smalto: il ” vecchio ” cucchiaio di legno è l’ideale a questo scopo. 🙂

Alcuni produttori consigliano di immergere nell’acqua per qualche minuto la pentola di coccio prima di ogni utilizzo, in modo che  la terracotta, seccata dalla precedente cottura, si possa reidratare, evitando così il rischio di rotture: io devo ammettere che, a causa della fretta, non lo faccio sempre, ma…….è un buon suggerimento da mettere in pratica. 😉

Il lavaggio si fa molto facilmente: si riempie la pentola di acqua calda, che si lascia agire qualche ora in modo che il grasso incorporato durante la cottura si sciolga; poi la si lava con poco detersivo per piatti ( possibilmente detergente naturale per piatti ) con l’aiuto di una spugnetta antigraffio per non rovinare lo smalto, la si sciacqua accuratamente e, infine, si fa asciugare in posizione rovesciata.

Se si devono riporre le pentole , bisogna assicurarsi che siano totalmente prive di umidità e, se si desidera impilate, va messa carta da cucina fra una e l’altra, in modo da evitare contatti che possano procurare graffi e rovinare la smaltatura.

Ammetto che questo tipo di pentole  sono fragili e che necessitano di manutenzione, ma vale la pena di usarle, comunque, per le  loro specifiche caratteristiche, che danno al cibo cucinato nelle pentole di terracotta…..un tocco in più. 🙂

Credit photo: Flickr.com by Lindyi

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Scritto da Francesca Be
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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46 commenti su “Le pentole di terracotta: usi e caratteristiche

      1. Io ne ho “ereditate” 2, ma una lavandola si è lesionata :'( che tu sappia c’è un modo per ripararla? E dove o quali posso acquistarne un’altra senza correre il rischio che siano dei prodotti non del tutto idonei alla cucina?

        1. Io ne ho “ereditate” 2, ma una lavandola si è lesionata :'( che tu sappia c’è un modo per ripararla? E dove o quale posso acquistare senza correre il rischio che siano dei prodotti non del tutto idonei alla cucina? Grazie

        2. Ciao Silvia.Purtroppo non c’è modo di ripararla: le colle sono tossiche e non reggerebbero al calore. Io trovo molto buone le pentole di questa ditta che trovi nel link https://amzn.to/2wjHY0A
          Sono totalmente prive di piombo e materiali tossici e le producono dal 1600.Una certa esperienza, direi. 🙂

  1. ottima guida una volta le avevo anche io si usavano molto, per esempio ricordo per fare lo spezzatino tutto un altro sapore

    1. E’ vero, Gunther.Se si cucina con le pentole di coccio, il sapore è diverso 🙂

  2. Non ho lo spargifiamma e devo assolutamente usare la pentola di coccio oggi pomeriggio. Come posso fare? Posso poi passarla in forno?
    Grazie
    Paola

    1. Ciao Paola.Se devi proprio usare la pentola di terracotta oggi,usala a fiamma molto bassa, ma rischi, comunque, che si crepi.Le pentole di coccio, generalmente ( bisognerebbe vedere le indicazioni del produttore della tua ) possono essere messe nel forno, ma facendo attenzione che non siano sottoposte a sbalzi di temperatura repentini, cosa deleteria per questo tipo di pentole.Buona serata!

    2. Nn possiedo lo spargi fiamma e devo scaldare una zuppa ed un coniglio gia’ otto come posso fare per evitare spiacevoli incidenti di rottura?grazie

  3. Ho messo la pentola appena comprata sul fuoco e si è creata. Non c’è modo di ripararlo?

    1. Ciao Luciana.Mi dispiace, ma non credo ci sia modo di ripararla.Se non hai fatto nulla di sbagliato, la causa potrebbe essere un difetto di fabbricazione.Chiedi al rivenditore e, nel caso, fattela cambiare visto che la garanzia dura, in genere, 2 anni dalla data dell’acquisto riportata sullo scontrino.Sappimi dire. 🙂

  4. Grazie per tutte le informazioni; stavo cercando le notizie necessarie per cominciare ad usare un tegame di coccio e qui ho trovato la maggior parte delle risposte che mi servivano. Ho preso in un negozio un tegame poco costoso per fare un po’ di pratica e, se decidessi di continuare l’esperienza, passerò poi ad acquisti più impegnativi e che mi garantiscano maggiore sicurezza. In questo blog ho letto la raccomandazione più importante di tutte a cui mi pare che nessun altro, altrove, abbia dato la giusta rilevanza: il colore degli smalti! Il colore, infatti, rivela in parte la composizione degli ingredienti e, quindi, si potrebbe anche rischiare parecchio usando un coccio non idoneo. E non mi pare che ci siano protocolli a tutela di noi consumatori. Detto questo vorrei chiedere se il mio tegame può essere collocato sul piano di una stufa in ghisa senza l’utilizzo di retine spargifiamma (visto che fiamme non ce ne sono) avendo però l’accortezza di partire da freddo sia per la stufa che per il tegame. Anche la cottura in forno sarebbe interessante, e sempre partendo da freddo perché ho capito perfettamente che gli sbalzi di temperatura provocherebbero un disastro. Grazie per l’attenzione e per l’eventuale risposta. Cordialmente.

    1. Buongiorno Renato e grazie della visita e del commento.A naso, io penso che si possa fare, partendo da freddo.Non ho stufa in ghisa e non ho mai provato.Ma, se non ci sono sbalzi repentini di temperatura, credo proprio che si possa fare 🙂

  5. Grazie Franci. Ci proverò, con molta cautela e qualche “palpitazione” perché tengo molto alla mia stufa e non vorrei che si rovinasse con la fuoriuscita di liquidi dal tegame. Devo dire, però, che nelle mie ricerche ho trovato il termine “stufarola” che credevo fosse dialettale. Invece è italianissimo e deriva proprio dalla consuetudine di cuocere nei tegami di coccio utilizzando la stufa. La stufarola è proprio il recipiente che ho comprato io. Ti farò sapere. Per il momento grazie ancora.

      1. Come promesso ti aggiorno: Ho fatto la prima esperienza di cottura sulla stufa (ti ricordo che la mia è in ghisa) con molte cautele; la stufa era già bollente, per cui prima ho collocato un doppio foglio di carta stagnola, su quello ho messo un poggiapentola in metallo e su quello ancora il tegame in terracotta. Quando il tegame ha raggiunto una certa temperatura, ho tolto il poggiapentola ed ho collocato il tegame sulla stufa ma tenendo sempre la carta stagnola a protezione del piano di cottura affinché non si macchiasse se il fondo avesse rilasciato gli umori dell’aglio usato per strofinarlo. La cottura dei fagioli, precedentemente tenuti a bagno tutta la notte, è durata a lungo, almeno cinque ore ed ho lasciato il tegame al suo posto anche quando la stufa si è spenta. Oggi a pranzo ho collocato il tegame sul fornello usando la retina spargifiamma, ho fatto raggiungere l’ebollizione ed ho calato la pasta. Il risultato è stato davvero sorprendente, sono contentissimo anche se la procedura è laboriosa e richiede molto tempo e, almeno le prime volte, molta attenzione. Proverò altre pietanze, mia moglie già propone le lenticchie per domani, e ti terrò aggiornata. Grazie per la tua attenzione ed un cordiale saluto a tutti.

        1. Caro Renato, ti ringrazio davvero per avere scritto qui la tua esperienza.Ti dico “grazie” anche a nome dei lettori di Trucchi di Casa ai quali i tuoi consigli saranno certamente molto utili.Ti auguro una buona giornata e sarò felice di rileggerti qui.Un saluto anche a tua moglie.;-)

  6. ciao veramente grazie per i vs consigli, Francy\Renato. anche io oggi ho comprato una pentola in terraccotta e nn vedo l ora di utilizzarla. cmq alla lettera seguiro’ i vs consigli. buona serata

  7. Ciao, come posso fare per togliere l’odore delle acciughe dopo una “bagna cauda ” dalla mia pentola di coccio senza rovinarla?

    grazie

    Angela

  8. Ciao! Consigli utilissimi, oggi metterò la mia pentola in ammollo per 24 ore. C’è invece un sostituito dell’aglio?
    O comunque puoi spiegarmi più nel dettaglio cosa devo fare? Con quale parte dell’aglio e quante volte?
    Grazie mille, Elisa

  9. Ciao Elisa. Non so se c’è un sostituto: io ho sempre usato l’aglio, come faceva mia nonna, e mi trovo bene.Taglio a metà uno o due spicchi d’aglio ( dipende dalla dimensione della pentola ) e lo strofino all’interno per 2-3 minuti in modo da farlo ben penetrare nei pori del coccio.Poi lascio riposare per circa 3 ore in modo che il succo venga assorbito bene e, infine, passo al comune lavaggio col detersivo per i piatti. 🙂

  10. Buon giorno, ho un problema con un tegame di terracotta comprato quest’estate. Ho seguito i consigli del commerciate, ossia lasciato in acqua per4 diverse ore e poi lasciato asciugare all’aria e per completare poi l’ho lavato con detersivo per i piatti in un secondo tempo. Dopo qualche uso, conservandolo con altri tegami di terracotta, comincia a fare la muffa dove ha lo smalto (meno) e nel fondo non smaltato (esageratamente). In seguito ho messo carta assorbente della cucina per conservarlo e continua a fare la muffa, Ho provato a metterlo in un altro posto solo e fa la stessa cosa, forse la mia cucina é troppa umida? Cosa posso fare? Grazie. Mirko

    1. Ciao Mirko.Le altre casseruole di terracotta che hai fanno la muffa anche loro?In caso la cosa non si verifichi, penso che sia un difetto del materiale in cui è fatta la pentola.Prova, comunque a farla asciugare molto bene all’aria o vicino a una fonte di calore (il calorifero va bene), metti sempre la carta assorbente, prova a cospargerla di farina quando la metti via ed usala spesso.Per combattere la muffa ci sono vari post su questo blog: nella casella di ricerca in alto a destra digita muffa, fai l’invio, e ti escono i post in elenco.Spero di esserti stata utile.

      1. Grazie Franci per la risposta tempestiva. No altre casseruole non hanno questo problema. Sono arrivato anch’io a la conclusione, che la casseruola in questione sia difettosa, pero proverò a seguire i tuoi consigli e ti faro sapere. Grazie ancora. Ciao

        Mirko

  11. Si può usare la teglia di terracotta per cuocere la spigola al sale? Io l’ho usata e mi ha riempito la casa di fumo…e di odore forte…farà male alla salute? La spigola sarà contaminata?
    .

    1. Ciao Lisa.Bisogna vedere se la tua pentola di terracotta è adatta per la cottura al forno.Dai risultati mi pare non lo sia.Informati dal produttore e ricorda che, comunque, la pentola in coccio non deve subire bruschi sbalzi di temperatura e, se la metti in un forno preriscaldato, inevitabilmente li subisce.

  12. ciao, io l’ho usata ieri sera per la prima volta e non l’ho fatta stare a basgno per 12 ore ma tipo 20 minuti ma è andata bene lo stesso.. non si è rotta..:)
    solo una cosa: durante la cottura veniva sprigionato un odore strano, che però non ha contiagiato il cibo ma finchè è stata sui fornelli l’odore c’era.. è normale quando si usano queste pentole?
    Mi sono preoccupata perchè non so se dovevo fare quaos0altro prima di utilizzarla oltre a tenerla a bagno e lavarla…

    1. Ciao Franca.In linea di massima la terracotta nuova non dovrebbe emanare strani odori.Prova a rimetterla a bagno e, se l’odore rimane, rivolgiti al negoziante.Fammi poi sapere come è andata. 🙂

    2. Salve Amici,
      Cucino e faccio Marmellate con una bel Tegamone in Terracotta, prodotto in Puglia,
      Se non che nel topo si sono formata piccoli segni di Crepe geografiche, ma non perde
      Nulla Assolutamente. Mi chiedevo e vi chiedo se sia possibile rivetrificarla all’Interno o all’esterno con appositi vetroficanti resistenti al Fuoco e non Tossici per le Cotture Di
      Alimenti!!!! Potremo certo ricomprarla….. Ma ci siamo Affezionati!!!!!!
      Se AveTe suggerimenti datemi anche la marca del Prodotto Specico da Usare!!!!!!
      Anticipo Ringraziamenti e porgo
      Distinti Saluti
      Igino Bartolozzi

      1. Ciao Igino.La vetrificazione delle pentole di terracotta avviene ad alte temperature ed è una operazione fatta da esperti.Non conosco prodotti per il fai da te e so che provare ad aggiustarla da soli può essere comunque pericoloso per i metalli pesanti ( cadmio e piombo ).Ti consiglio di chiedere a Giambattista Belotti della Bionatural ( è una ditta che fa pentole di terracotta artigianali con una speciale vetrificazione e la trovi su Internet ) se possono rivetrificartela loro.

  13. Buongiorno, vorrei acquistare un servizio di piatti in terracotta ma mi dicono tutti che si rovina col coltello e che l’umido della lavastoviglie li porterebbe presto alla fine.
    Ovviamente sarebbe in terracotta smaltata…è vero che non si può usare come servizio di tutti i giorni?
    Grazie mille
    Oriana

    1. Ciao Oriana.Io ho due servizi di piatti in coccio: uno è fatto a mano artigianalmente ed è piuttosto delicato (lavo a mano le stoviglie senza usare la lavapatti ), mentre l’altro, di produzione industriale, lo uso tranquillamente tutti i giorni.La terracotta è più o meno delicata a seconda della lavorazione.Ti consiglio di informarti bene presso i produttori dei servizi che t’interessano ed esponi loro tutti i tuoi dubbi.Se la smaltatura è buona non dovrebbero rovinarsi a causa dei coltelli, ma a volte la smaltatura artigianale può essere delicata o non eseguita alla perfezione.Anche l’umidità della lavastoviglie non dovrebbe assolutamente danneggiare i piatti ( del resto sono fatti per essere lavati con acqua )se sono fatti come si deve.Sappimi poi dire cosa hai deciso. 🙂

      1. Grazie mille Franci, sei stata davvero gentile! Purtroppo è stato proprio il produttore a sconsigliarmi l’uso quotidiano perchè dice che son fatti con argilla rossa da fuoco. Il problema è che a me piacciono davvero tanto e rinunciare mi spiace troppo…deciderò e ti farò sapere 😉 GRAZIE ANCORA

        1. Cara Oriana, io penso che se ti piacciono troppo….devi proprio comprarli.Se il produttore ti ha detto di non usarli tutti i giorni, trattali con riguardo e adoperali con “moderazione”.Ma non rinunciare a una cosa che ti piace e ti rallegra.Io la penso così 🙂 Fammi sapere.

  14. Ciao ho acquistato oggi una pentola di terracotta c è il simbolo che si può usare in forno ma non dice quanti gradi sopporta …..la vorrei usare per cuocere il pane ……qualche consiglio ? Grazie mille

    1. Ciao Daniela.Ti suggerisco di chiedere un consiglio al negoziante che te l’ha venduta o direttamente al produttore.

  15. Ciao io ho un problema quando faccio il sugo mi si attacca sempre allo stesso posto e vero che bisogna buttare la pentola

  16. Ciao, ho da poco acquistato una pentola in terracotta e non sapevo di doverla lasciare in ammollo 24 ore al primo utilizzo. L’ho lasciata solo 15 minuti. Se lo faccio ora andrà bene lo stesso oppure ho rovinato la pentola?

    1. Se la pentola è intatta, non l’hai rovinata irrimediabilmente e puoi farlo ora.

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