Cosa è l’ofuro e come fare in casa un bagno giapponese

L'ofuro è il tradizionale rito del bagno nipponico in cui, dopo essersi lavati, i giapponesi s'immergono in acqua calda per il relax fisico e psichico: come farlo in casa per trarne beneficio senza pericoli per la salute.

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L’ofuro è il bagno giapponese di antica tradizione che costituisce un vero e proprio rituale di benessere che purifica la pelle, rigenera l’organismo e distende fisico e mente.

Io l’ho scoperto in un albergo del Trentino Alto Adige che da qualche anno lo propone, rivisto e adattato agli europei, ai clienti nella sua spa e oggi ti spiego cosa è l’ofuro classico e come fare a casa un bagno giapponese adatto agli occidentali, meno ” drastico ” di quello tradizionale del Paese del Sol Levante e trarne beneficio senza correre rischi per la salute.

Cosa è il classico ofuro e come lo fanno in Giappone

Il cerimoniale dell’ofuro è altrettanto carico di significati simbolici quanto l’ikebana, l’arte di disporre i fiori di lunga tradizione del Paese del Sol Levante ed è qualcosa che noi occidentali possiamo comprendere meglio solo dopo una lettura approfondita del buddismo Zen.

Infatti il rituale prevede prima la purificazione del corpo per mezzo del lavaggio che va fatto fuori dalla vasca e poi quella spirituale mediante il rilassamento che si ottiene dall’immersione in acqua calda.

Le usanze vogliono che tutti i componenti della famiglia  usino la stessa acqua, senza svuotare e riempire la vasca ogni volta, in una rigida sequenza gerarchica ed è anche per questo motivo che devono essere perfettamente puliti quando vi si immergono a turno.

Una classica stanza da bagno giapponese, ornata di fiori e rivestita in legno, ha il pavimento ricoperto da una stuoia di fibre di riso.

Al centro del locale e con veduta verso occidente è situato il furo, grossa tinozza in cui è possibile stare seduti realizzata con l’impiego di cipresso Hinoki, legno pregiatissimo usato fin dall’antichità per la costruzione dei templi shintoisti e dei taglieri destinati ai cuochi di sushi, che emana un profumo balsamico quando viene riempita di acqua calda.

Bagno giapponese con furo in cipresso

Ma, per mancanza di spazio, negli ultimi tempi i bagni nipponici vengono sempre più spesso progettati con l’ubicazione della vasca in un angolo come in fotografia.

Mentre gli europei intendono come acqua calda quella con una temperatura compresa tra i 36 e 38 gradi, in Giappone si considera calda l’acqua a una temperatura variabile dai 41° ai 45° che non è sopportabile da coloro che soffrono di determinate malattie e da chi non ci si abitua gradualmente.

A tal proposito ricordo quanto mi disse una mia amica che aveva ricevuto un invito da una famiglia di Tokyo che le preparò un bagno secondo gli usi locali.

Lei volle affrontare la prova e, immergendosi nell’acqua bollente, cercò in tutti i modi di autosuggestionarsi, dicendo a se stessa che si trattava in realtà di acqua gelata come il ghiaccio.

Alla fine ci riuscì, ma….lo ricordava ancora dopo che erano passati parecchi anni dalla “scottante” esperienza.

I giapponesi entrano nel furo dopo essersi lavati con cura, frizionandosi e spazzolando minuziosamente la pelle del corpo con acqua e sapone allo zenzero o al loto.

Poi sciacquano la schiuma del sapone rimasta sul corpo con abbondante acqua e si abbandonano ai piaceri del bagno giapponese solo quando sono puliti perfettamente.

L‘acqua del furo non deve mai raffreddarsi e per questa ragione ne aggiungono spesso altra calda.

Finito il bagno, si sottopongono a un massaggio con un particolare olio ottenuto dalla macerazione della scorza e fiori di arancio essiccati in olio vegetale.

Anche i capelli, lavati prima di immergersi nel furo, vengono frizionati con una piccolissima quantità di olio profumato e poi spazzolati.

Iukata da uomo con citura obi

Dopo il cerimoniale del bagno giapponese si indossa lo yukata, un leggero kimono di cotone che è certamente il più leggiadro accappatoio da donna e da uomo esistente al mondo.

Come fare il  bagno giapponese a casa e trarne benefici senza rischi per la salute

Anche se la vasca ideale per prendere l’ofuro è quella in legno di cipresso pregiato, la spesa per acquistarla è proibitiva per la stragrande maggioranza delle persone ( un furo costruito in Hinoki può arrivare a costare fino a 35.000 euro) e, se vuoi provare l’ebbrezza di immergerti nella stessa, devi per forza andare a fare il rituale presso i pochissimi centri benessere che ne dispongono in Europa o nei bagni termali giapponesi se ti rechi nel Paese del Sol Levante in vacanza o per lavoro.

In Italia vengono attualmente commercializzati barilotti e tinozze per immergersi in  un bagno in stile giapponese in legni meno pregiati come questo e questa  ( io ho fatto il furo in quest’altra vasca idromassaggio da ofuro durante il mio soggiorno presso un giardino termale e ne sono stata entusiasta), ma, anche se particolarmente  adatte al bagno giapponese ed esteticamente molto belle, specie se sistemate in ambienti rustici o arredati in modo minimalista, le vasche in legname hanno costi comunque elevati.

Secondo me, vale la pena prenderne in considerazione l’acquisto se si diventa dei veri e propri habitué dell’ofuro, dato che si può benissimo usare quella classica di casa anche se, ovviamente, non si potrà godere degli aromi balsamici naturali che si sprigionano dal legname a contatto con l’acqua calda.

Precauzioni per evitare rischi

Detto questo, devo fare una precisazione importante: non solo  noi occidentali non siamo abituati all’immersione in acqua molto calda e bisogna adattare il proprio fisico gradualmente ad essere messo “a mollo” ad alte temperature, ma è bene consultare in proposito il proprio medico curante, dato che potrebbero esserci controindicazioni al bagno giapponese fatto in acqua molto calda.

Infatti devono astenersi dall’immersione anche progressiva in acqua molto calda le donne in gravidanza o mestruate e coloro che soffrono di epilessia, tubercolosi, ipotensione, ipertensione, disturbi circolatori, problemi cardiaci, vene varicose e  altre malattie croniche.

Inoltre, molti farmaci, come quelli contro il Parkinson e l’angina e gli  antidepressivi,  possono abbassare oltremodo la pressione del sangue in presenza di elevate temperature corporee.

Nel caso ci siano controindicazioni, sarà il medico ad indicarti la temperatura massima che dovrà avere l’acqua per evitarti di mettere in pericolo la tua salute, mentre il consiglio comune degli specialisti in termalismo è quello di non superare i 38°-39°  anche se non ci sono problemi di sorta e si è in buono stato fisico.

In ogni caso bisogna sempre evitare l’assunzione di alcolici e la disidratazione prima di fare un bagno caldo, perché la pressione scende in risposta all’immersione in acqua calda e, se si abbassasse troppo, potrebbe verificarsi uno svenimento.

Come sottoporsi all’ofuro adattato al fisico degli europei nei modi corretti

I segreti per fare l’ofuro in modo ottimale sono:

  • creare la giusta atmosfera;
  • avere tempo a disposizione;
  • farlo alla sera prima di andare a dormire invece che al mattino, quando poi ci si deve recare al lavoro.

Bottiglietta con olio essenziale di cipresso

Prima di cominciare il rituale, accendi delle candele, fai in modo che nella stanza da bagno si diffonda aroma di cipresso (usa poche gocce di olio essenziale della pianta nell’aromatizzatore a fiammella o elettrico) e musica classica o comunque rilassante e spegni il telefonino.

Mentre la vasca si riempie di acqua calda, lavati bene sotto alla doccia con  sapone ed eventuale shampoo.

Bevi un bicchiere di acqua, aggiungi all’ofuro qualche goccia di olio di cipresso e, per un completo relax, due o tre manciate di sale marino; controlla con il termometro che l’acqua non sia troppo calda per te e immergitici dentro lentamente.

Assicurati che l’acqua calda non raggiunga il livello del cuore per non affaticarlo col calore e, possibilmente con gli occhi chiusi, rilassati nel bagno per 10-15 minuti al massimo, cercando di non pensare a problemi e spiacevolezze di sorta.

Donna s'immerge nell'acqua calda del bagno dopo aver acceso candele rilassanti

Se durante l’immersione provi malesseri di qualsiasi tipo, accusi notevole spossatezza o cominci a sudare dalla testa, sintomo che indica che il fisico è surriscaldato e sta cercando in questo modo di raffreddarsi in questo modo, esci immediatamente dall’ofuro e rinfrescati con una doccia fresca.

In ogni caso, non rimanere per più di una ventina di minuti nell’acqua calda.

Finito il bagno, fai una brevissima doccia tiepida o fredda, asciugati bene e bevi nuovamente dell’acqua per ristabilire la giusta idratazione corporea.

A questo punto l’ideale sarebbe sottoporsi a un massaggio curativo o circolatorio come avviene solitamente se si fa l’ofuro nei centri benessere, ma, se non conosci un professionista che sia disposto ad andare a domicilio dei clienti (cosa quasi impossibile nelle ore serali), fatti un breve automassaggio con olio di mandorle addizionato di qualche goccia di olio essenziale di fiori d’arancio o con un altro prodotto naturale che sia in grado di  nutrire e profumare l’epidermide e aumentare la sensazione di benessere.

Poi indossa il pigiama o un indumento di uguale comfort e riposati sul letto per una trentina di minuti, stando in completo rilassamento e…..senza accendere telefonino e televisione. 😉

Anche se questa è una mini-versione semplificata e priva di significati simbolici del  tradizionale rito dell’ofuro, fare in casa il bagno giapponese permette, senza correre rischi per la salute, di  trarne non pochi benefici, come eliminare le tossine, ripristinare il sistema respiratorio e circolatorio, migliorare l’umore, liberarsi dello stress, distendere la muscolatura, stimolare gli ormoni, prevenire i seccanti disturbi stagionali e di avere un aspetto più sano e giovane.

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Credit photo intestazione: Flickr.com by PortoBay Hotels & Resorts

Credit photo iukata: Flickr.com by Jun Seita 

Credit photo furo: Flickr.com by u don

Credit photo bagno con candele accese: ActionVance on Unsplash

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Scritto da Francesca Be
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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