HomeRicetteTorte Salate e SformatiSartù di riso napoletano

Sartù di riso napoletano

Quando il riso diventa spettacolo

Scritto da Francesca Be

Il sartù di riso napoletano è una vera e propria architettura del gusto, un simbolo della cucina partenopea che unisce opulenza, armonia e tradizione.

Nato tra le raffinate cucine della Napoli borbonica, questo timballo scenografico affonda le sue radici nell’incontro tra il “sour tout”  degli chef francesi (che i campani, storpiando la parola monsieur, chiamavano “monzù”) della regina Maria Carolina e l’inventiva tutta mediterranea dei cuochi napoletani, che trasformarono un’idea aristocratica in un capolavoro identitario.

Nel tempo, il riso — inizialmente percepito come ingrediente “forestiero” e usato quasi esclusivamente a scopo terapeutico dai partenopei — è diventato protagonista di una preparazione sontuosa, in cui gli ingredienti si fondono in un equilibrio preciso e generoso.

Non a caso, il  sartù di riso è immancabile sulle tavole delle grandi occasioni, dalle feste familiari alle ricorrenze solenni, proprio come le eleganti e raffinate coviglie al cioccolato che chiudono i pranzi importanti con grazia e misura.

Appartenendo ai momenti di festa più sentiti, quando la cucina diventa espressione di abbondanza e celebrazione, questo piatto trova la sua massima espressione nelle tavole delle festività invernali, in particolare durante il Natale e il Capodanno, quando la tradizione napoletana si fa più ricca, scenografica e profondamente legata al senso della condivisione.

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Oggi ve ne propongo la versione in bianco (anche se ho aggiunto una mestolata di salsa di pomodoro per “legare” gli ingredienti del ripieno) perché, oltre ad essere più saporita, è quella classica, in quanto il ragù napoletano è stato introdotto nella preparazione del sartù solo alla dine dell’Ottocento

Preparazione del sartù di riso in bianco

Ingredienti per 6 persone:

400 g di riso;
150 g di mozzarella fiordilatte;
150 g di salsiccia fresca;
100 g di piselli sgranati ( anche surgelati );
150 g di formaggio Parmigiano grattugiato;
150 g di funghi freschi ( se non disponibili, usate funghi essiccati o surgelati);
2 fegatini di pollo;
1 cipolla tritata;
1 spicchio di aglio;
2 uova sode
1,5 l di brodo di carne;
20 g di olio di oliva;
salsa di pomodoro q.b;
pangrattato q.b,
sale q.b.

Per le polpettine:

200 G di carne di manzo;
20 g di burro;
120 g di mollica di pane rafferma;
olio per friggere q.b;
latte q.b;
sale q.b;
pepe q.b.

Procedimento

Rosolate il riso col burro e la cipolla tritata e poi bagnatelo col brodo caldo, procedendo come si fa per il risotto.

Nel frattempo che il riso cuoce, tritate la carne nel mixer o nel tritacarne e impastate il trito ottenuto con il burro e la mollica  di pane rafferma precedentemente ammorbidita nel latte e ben strizzata.

Dopodiché regolate l’impasto di sale e di pepe e dividetelo in palline tutte uguali della dimensione di un’oliva; friggetele in olio caldo e poi mettetele ad asciugare su carta da cucina per eliminare l’unto in eccesso.

Una volta che i riso sarà cotto molto al dente, spegnete il fuoco, aggiungete una noce di burro e il Parmigiano grattugiato e mantecate.

Mentre il riso si raffredda, tagliate a pezzettini i funghi, fateli saltare con lo spicchio d’aglio nell’olio e poi aggiungete i piselli sgranati, i fegatini fatti a pezzi e la salsiccia privata della pelle e tagliata a rondelle.

Fate cuocere solo per pochi minuti (per evitare che i fegatini induriscano) prima di unire le polpettine e fare “legare” il tutto con una mestolata di salsa di pomodoro.

Imburrate l’interno di una teglia da timballo e cospargetelo di pane grattugiato senza lasciare parti scoperte.

Lasciate riposare la teglia per 15 minuti circa e poi spolverizzatene ancora l’interno col pangrattato se è necessario.

Riempitela, quindi, con 3/4 del risotto, pressandolo leggermente con delicatezza e lasciando al centro un incavo in cui metterete il ripieno raffreddato assieme al fiordilatte tagliato a dadini e alle 2 uova sode fatte a spicchi.

Coprite col risotto che rimane, pressandolo bene e facendo attenzione che risulti compatto ma non compresso.

Livellate la superficie del timballo, spolverizzatela col pangrattato, spargeteci sopra qualche fiocchetto di burro, mettete la teglia nel forno preriscaldato e fate cuocere per 45-55 minuti a 160° in modalità statica.

Trascorso questo tempo, estraete il sartù di riso dal forno e lasciatelo riposare nella teglia per 10 minuti affinché si rassodi e assuma la giusta consistenza.

Sformatelo, infine, sul piatto di portata e servitelo in tavola.

Credit photo: Ruthven for Wikimedia.org

6 Commenti

  1. Lo conosco mai fatto, mia suocera spostata ad un napoletano l’aveva imparato dalla cognata (napoletana) e lo faceva molto buono. Avevo perso la ricetta ora prendo la tua. Grazie e buona giornata

  2. Il sartù….che meravigliosa invenzione!!! Non sai quanto lo amo 🙂
    Grazie per aver fatto onore ad una ricetta della mia regione, e d’altronde non è la prima volta che parli della cucina e delle tradizioni campane, Franci: so che col cuore sei vicina a questi luoghi!

    Baci!

    • Io, penso sempre ” Vedi Napoli e poi muori”:adoro la tua regione e mi manca tanto, cara Maris. Ti abbraccio forte

    • Bè, Moz, zampone e lenticchie…..è irrinunciabile a Capodanno.Ma il Primo dell’anno prevede 3 pasti, quindi….pancia mia fatti capanna! 🙂

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