Pasta mantecata alle acciughe e rucola con tarallo sbriciolato

La pasta mantecata con pesce, azzurro, sugna e pepe e formaggio grattugiato è un tipico primo piatto delle isole del Golfo di Napoli: la ricetta facile e veloce dei gustosissimi paccheri con acciughe, rucola, pecorino e tarallo sbriciolato del cuoco dell'hotel ischitano La Villarosa.

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La ricetta dell’assai appetitosa pasta mantecata alle acciughe e rucola con tarallo sbriciolato non è “ farina del mio sacco”, dato che l’ho avuta dallo dallo chef del ristorante dell’Hotel La Villarosa di Ischia, albergo in cui si mangia molto bene e dove immancabilmente prendo qualche chilo quando vi soggiorno per fare le cure idroterapiche presso il convenzionato Parco Termale del Castiglione.

Sapendo che sono ghiotta delle famosissime ciambelline salate chiamate in Campania  “‘nzogna e pepe ”, una amica isolana me ne ha regalato un enorme sacchetto alla mia partenza, ma essendomi imposta di smettere di sgranocchiarli in continuazione come ho fatto per giorni (un tarallo napoletano con le mandorle da 100 grammi contiene circa 450 calorie e….uno tira l’altro come le ciliegie), ieri avevo finalmente deciso di impiegarli per rendere ancora più sfiziosi gli spaghetti aglio, olio e peperoncino.

Ma, essendomi accorta di non avere in casa nemmeno un limone, ingrediente necessario alla buona riuscita dell’indovinata variante procidana della gustosa pasta last minute per eccellenza e non sapendo proprio cosa fare di diverso con i taralli napoletani rimanenti, ho cercato idee nel mio quaderno di cucina campana, sul quale mi scrivo indicazioni e  “ dritte ” per la preparazione dei piatti tipici regionali e delle Isole del Golfo di Napoli avute da cuochi e amici locali.

Tra gli appunti presi, ho trovato la ricetta, che proprio non mi ricordavo di avere, della pasta con acciughe, rucola e briciole di taralli alle mandorle in bianco, primo piatto di un ristorantino di Sorrento che mi era piaciuto molto, e ho voluto realizzarla subito per i miei invitati a cena che l’hanno apprezzata tantissimo: preparala anche tu con i paccheri, come ti indico nella ricetta, o con altri formati di pasta trafilata al bronzo, perché, ti posso assicurare che ne vale davvero la pena. 😉

Taralli sugna e pepe alle mandorle

Questa pastasciutta, speedy e ideale (come quella condita con alici e pomodori essiccati) quando si hanno ospiti inaspettati a tavola e manca il tempo per cucinare, è facilmente realizzabile anche da chi non ama stare ai fornelli o non è propriamente un “ asso ” in cucina, ma ti raccomando di usare nella realizzazione della ricetta taralli napoletani e non quelli pugliesi meno saporiti per ottenere un piatto da leccarsi i baffi per davvero.

Esecuzione della ricetta: facile

Tempo occorrente: 15 minuti + 10 minuti di cottura

Costo: basso

 

Ingredienti per 4 persone:

350 g di paccheri o di altro formato di pasta di semola di grano duro trafilata al bronzo

20 acciughe fresche

2 taralli napoletani sugna e pepe con mandorle

1 mazzetto di rucola (o di rughetta)

2 spicchi di aglio

1 cucchiaio e mezzo di formaggio pecorino

olio extravergine di oliva q.b

sale q.b

Preparazione dei paccheri mantecati con alici, rucola, pecorino e tarallo sugna e pepe in bianco

Pulisci le acciughe, eliminando testa, viscere, lisca e coda; sfilettale, lavale, asciugale e falle a pezzetti.

Sciacqua le foglie di rucola, asciugale con cura e tienile da parte.

Acqua bollente nella pentola sul fuoco

Metti sul fuoco una pentola con abbondante acqua fredda per cuocere la pasta e, nel tempo che questa impiegherà per raggiungere l’ebollizione, fai imbiondire gli spicchi di aglio spellati e schiacciati in una padella con l’olio EVO e, quando saranno diventati leggermente dorati, aggiungi le alici e continua a cuocere per ancora qualche minuto a fiamma media.

Poi spegni il fuoco, elimina l’aglio, regola di sale, mescola le acciughe e tienile da parte senza toglierle dalla padella.

Quando l’acqua per la pasta avrà raggiunto il bollore, aggiungi il sale grosso, tuffaci dentro la pasta e, appena sarà arrivata al dente, scolala, versala nella padella contenente le acciughe, aggiungi il pecorino grattugiato, mescola e fai mantecare brevemente in modo che il condimento si amalgami bene alla pasta, aggiungendo un po’ di acqua di cottura per evitare che la preparazione si asciughi troppo.

Poi impiatta, aggiungi le foglie di rucola spezzettate con le mani,  spolvera generosamente con i taralli sbriciolati e servi subito in tavola lo sfizioso primo piatto.

Consigli

La ricetta originale di questo antico primo piatto comune a Ischia, Procida, Capri e Ventotene, prevedeva l’uso della rughetta, o ruchetta, pianta selvatica commestibile dal gusto piccantino il cui nome botanico è Diplotaxis tenuifolia  (l’ Eruca vesicaria sativa, invece, è la comune rucola dal sapore simile ma più delicato e che appartiene a un genere diverso, anche se sono in molti a pensare erroneamente che rughetta sia sinonimo di rucola).

La rughetta non piace a tutti per il suo sapore marcato e, essendo spontanea, è difficilmente reperibile e la si trova in vendita sul mercato solo da marzo a ottobre e in piccole quantità.

Rughetta selvatica coltivata in vaso

Oggi  si usa prevalentemente la rucola coltivata al posto della rughetta per questi due motivi, ma, se riesci a procurarti l’insalata del tipo spontaneo (puoi acquistarla, ma anche raccoglierla nei campi dove cresce liberamente o piantarne i semi in vaso o in piena terra come faccio io), ti consiglio di provare ad adoperarla almeno una volta, perché dà al  piatto un gusto davvero particolare: nel caso, riducine la quantità in modo da non renderlo troppo “ pizzicoso ”.

Se vuoi impiegare pasta integrale al posto di quella di semola raffinata meno salutare, controllane accuratamente la cottura, perché, se non fai molta attenzione, tende a scuocere e a diventare molliccia e, nel caso tu voglia rendere la pasta con alici, rucola e sugna e pepe più digeribile, usa 1 solo tarallo invece di 2.

Se hai i minuti contati e sei alla ricerca di piatti gustosi dell’ultimo momento, dai un’occhiata anche a:

Credit photo rughetta in vaso: cristiana.sanvito per Flickr.com

Credit photo pentola con acqua bollente: Holger Schué per Pixabay.com

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Scritto da Francesca Be
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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