Coltivazione della maggiorana

Come coltivare la maggiorana: consigli pratici per farla crescere sana e rigogliosa ed averla sempre fresca a disposizione per gli usi di cucina ed erboristici.

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La maggiorana, il cui termine erboristico  è Origanum Majorana, detta anche “pianta del sole“, in quanto  sarebbe di buon auspicio per la felicità degli sposi, è una pianta officinale originaria dell’Asia e dell’Africa, dove cresce perenne e talvolta spontanea.

Qui, in Italia, viene considerata annuale, visto che non regge a basse temperature, ma alcune piante resistono più anni, se gli inverni sono miti e se si adottano gli accorgimenti che vedremo in seguito.

La maggiorana può essere coltivata a pieno campo, in vaso e anche sul balcone di casa.

La semina va fatta all’inizio della primavera nell’inseminatore in cui avremo messo metà terriccio e metà sabbia sottile mescolati.

Aggiungiamo anche uno strato leggero di terriccio sopra ai semini, ancora molto piccoli e delicati.

Poniamo il semenzaio ( o anche una comune cassetta per la verdura può andare bene) in luogo ombroso e  con temperatura intorno ai 15 gradi, avendo l’accortezza di metterci sopra della pellicola  di plastica da cucina o un foglio di “tessuto non tessuto”, che rimuoveremo tutti i giorni per umidificare il terriccio con l’aiuto di uno spruzzino  e acqua a temperatura ambiente: in questa fase è importantissimo non fare mai seccare la terra e che sia costantemente umida.

Quando, nel giro di 2 o 3 settimane, saranno comparsi i germogli, metteremo il semenzaio in un luogo più luminoso, ma non alla diretta luce del sole, continuando a bagnare la terra.

Una volta che le piantine avranno raggiunto i 5 o 6 centimetri di altezza, si potranno interrare, anche in vasi, tenendo fra una e l’altra 40 centimetri di distanza.

Periodo ideale per la messa a terra o il rinvaso è aprile e maggio.

Piantiamo la maggiorana in un terreno soleggiato e riparato: questa pianta ama il caldo ed il sole, ma soffre le basse temperature e i ristagni d’acqua; vediamo quindi di annaffiarla poco e spesso, tenendo presente che quando è piccola o in fioritura ha maggior bisogno d’acqua.

Importante è la cimatura che consiste nel levare gli apici e i fiori, affinché la pianta s’infoltisca e irrobustisca.

La fioritura avviene tra luglio e settembre, ma con essa  anche la perdita di parte dell’aroma, quindi il consiglio è di tagliare i rametti prima, lasciando poi che ricrescano spontaneamente.

Le foglie fresche conservano al meglio aroma e proprietà curative che si perdono notevolmente in quelle secche, ma se si desidera comunque essiccarle, bisogna legare i mazzetti a testa in giù e lasciare che si completi la disidratazione in un luogo asciutto e buio.

Solitamente non c’è bisogno di concimazione, ma, nel caso fosse il caso, si può aggiungere al terreno del compost o miscele di azoto, fosforo e potassio che si trovano facilmente in commercio.

Eventuali parassiti devono essere tolti manualmente e un rimedio efficace è quello di spruzzare la pianta ed il terreno   per 3 giorni consecutivi con ilmacerato d’ aglio,  che si ottiene lasciando  1 bulbo in 1 litro d’acqua per 1 giorno intero.

Anche l’interramento di uno spicchio di aglio vicino alla pianta è una pratica utile nella lotta ai parassiti.

La potatura va effettuata in autunno e deve essere di almeno 10 centimetri, ricordandosi poi d’innaffiare dopo il taglio.

Per avere buone possibilità che la maggiorana superi l’inverno, occorre tagliare i rami a livello del terreno e coprirla con della paglia per proteggerla dal freddo: seguendo questa accortezza è più facile che ributti la primavera seguente.

La moltiplicazione è possibile anche per talea, anche se io non ho mai provato, da effettuarsi alla fine dell’estate: su pollicegreenci sono le istruzioni.

La maggiorana ha largo impiego in fitoterapia, nelle preparazioni culinarie ed è praticamente “la regina” della cucina genovese, dove la troviamo dappertutto e si deve a questa pianta quel particolare sapore che troviamo in pansoti, torte di verdura, vitello tonnato, eccetera…eccetera.

Vale la pena, quindi, coltivare la maggiorana per averla sempre fresca e a disposizione per gli svariati impieghi in cucina e in campo salutistico.

Credit photo intestazione: Pxhere.com

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Scritto da Francesca Be
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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