Tintura madre di piante curative fatta in casa

Come preparare in casa la tintura madre concentrata di erbe officinali: consigli pratici per ottenerla col fai da te e risparmiare.

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La tintura madre di piante curative, rimedio naturale per eccellenza e base dei medicamenti omeopatici, non è altro che un “concentrato” di singole erbe officinali, ottenuto attraverso la macerazione di parti della pianta in un un miscuglio di acqua e di alcol alimentare ad una certa gradazione per un determinato periodo.

Per la preparazione della tintura madre si adoperano le parti curative di piante fresche (quelle secche, adoperate per fare l’estratto idroalcolico o tintura F.U., sono meno efficaci, perché perdono parte delle loro proprietà durante l’essiccazione e la conservazione) non trattate raccolte nel loro tempo balsamico e in luoghi non inquinati.

I campi d’uso sono molteplici, interni ed esterni: fondamentalmente l’assunzione è indicata ogni volta che si ha la necessità di potenziare le proprietà curative dell’elemento officinale.

Le tinture si assumono in gocce diluite con tè o con acqua per l’uso interno e se ne fanno impacchi, lozioni e frizioni nell’uso  topico esterno.

Solitamente la tintura madre si acquista in erboristeria, in farmacia o presso i negozi specializzati che vendono prodotti di alimentazione biologica e di salute naturale, ma è possibile anche preparare in casa le tantissime tinture più semplici, quelle che non hanno bisogno di procedimenti particolari.

Io, fino a poco tempo fa, seguivo le istruzioni della famosa erborista Maria Treben ( tuttora valide, ma piuttosto “empiriche” e poco differenziate a seconda della pianta da trattare) per la preparazione di tinture semplici, fatte con il brandy, con la grappa o altri liquori non diluiti.

Ma, volendo imparare anche l’autoproduzione del preparato madre con l’impiego dell’idrolato di acqua e alcol, ho chiesto consiglio a persone esperte e, seguendo i loro suggerimenti, mi sono procurata 2 libri   basilari per la fitoterapia fai da te, ” Erboristeria Planetaria “ di Ferdinando Alaimo e il ” Manuale delle Preparazioni Erboristiche ” di Franco Bettiol e Franco Francesco Vincieri.

Nel post cercherò di spiegare come fare una tintura madre in generale e nel modo più semplice possibile, ma, se desiderate una guida valida e approfondita che possa rispondere ad ogni domanda e fugare eventuali dubbi, vi consiglio caldamente la lettura di entrambi i testi (specie del primo).

In questo modo, se si seguono le semplici regole, si può ottenere un ottimo medicamento naturale e genuino, consentendoci anche un notevole risparmio sull’acquisto del prodotto finito, generalmente piuttosto caro.

Come preparare in casa la tintura madre

Occorre avere a disposizione piante fresche, sane, senza macchie, prive di tracce del passaggio di parassiti, ben pulite e possibilmente raccolte in luoghi incontaminati nel loro momento balsamico.

Il tempo balsamico è il periodo dell’anno in cui una determinata pianta curativa possiede il miglior contenuto di principi attivi ed è variabile a seconda del clima, dell’altezza, della latitudine del luogo di raccolta e del tipo di coltivazione.

In linea di massima, valgono le indicazioni di questa tabella per raccogliere nel momento giusto le varie piante.

Non bisogna lavare gli elementi vegetali, ma si devono passare bene con un panno per togliere ogni possibile traccia di polvere e impurità varie.

Come ho scritto prima, la tintura madre si ottiene per macerazione delle erbe in una soluzione idroalcolica  (alcol ad uso alimentare a 95° mischiato ad acqua distillata o minerale depurata)  che va generalmente  dai 45° ai 55  gradi alcolici volumetrici, tranne alcuni casi, tra cui il rafano e la calendula, in cui si usa una diluizione maggiore.

Anche se per la maggioranza delle piante si usa una soluzione a tale gradazione, non tutti i principi attivi si estraggono allo stesso modo (dato che alcuni possono essere più o meno idrosolubili) ed occorre usare una gradazione prestabilita a seconda del tipo di pianta.

Potete trovare la tabella delle gradazioni indicate per le varietà di piante officinali più diffuse nel “Manuale delle preparazioni erboristiche” citato sopra o cercare sul web quelle ottimali per i diversi tipi di vegetali.

Tabella utile per ottenere soluzionidella giusta gradazione alcolica per tinture madri Io uso l’alcol per liquori a 95° che si può reperire in qualsiasi supermercato o negozio di alimentari ben fornito e consulto questa tabella (è quella del libro di Alaimo, la più semplice tra le tante che ho visto)  per preparare 100 grammi di soluzione (1 grammo corrisponde grossomodo a 1 millilitro).

La proporzione tra erbe (droga è termine tecnico della parte medicinale di una pianta) e soluzione idroalcolica (solvente) è di 1:10 ( per 100 grammi di pianta si dovrebbe usare 1 chilo di liquido), ma attenzione: la pianta in se stessa contiene acqua e il rapporto va calcolato sulla pianta essiccata.

Come?

In rete ho trovato procedure piuttosto complicate, ma con l’aiuto della mia erborista sono riuscita a rendere più semplice la cosa.

Foglie di ortica adatte ad essere impiegate in erboristeria

Se, per esempio, voglio utilizzare 100 grammi di elemento vegetale (in questo caso ho usato foglie di ortica giovane, panacea di tutti i mali e particolarmente adatta ad essere impiegata in tintura) me ne procuro 110 e procedo in questo modo:

  • faccio essiccare nel forno ventilato a 40° 10 grammi di pianta fresca;
  • la peso una volta che è secca e prendo nota;
  • moltiplico il risultato per 10.

In tal modo saprò che 1 etto di ortica fresca corrisponde a 30 grammi di foglie secche e, facendo il rapporto 1:10, dovrei in teoria preparare 300 grammi di solvente.

Ma una pianta fresca contiene mediamente circa il 70% di acqua e il rapporto diventa in pratica 1:3 nella maggioranza dei casi, ma è meglio non generalizzare e seguire il procedimento indicato dato che la quantità di acqua presente nei diversi elementi vegetali può variare.

Tale quantità di acqua va poi sottratta a quella del solvente.

Nell’esempio di 100 grammi di ortica dovrò, quindi, sottrarre 70 grammi all’acqua del solvente per non diluirlo troppo.

Faccio comunque presente che ho indicato 100 grammi di droga solo per facilitare la comprensione dei numeri, ma che in realtà se ne usa sempre una quantità molto minore.

Per ottenere la giusta gradazione alcolica della soluzione si deve consultare l’ apposita tabella riportata sopra e si deve fare la proporzione matematica se non fosse reperibile l’indicazione di quanto alcol e quanta acqua usare per ottenere una determinata gradazione.

Se, ad esempio, volessi ottenere una gradazione alcolica al 63% per la mia ortica, dovrei calcolare:

  • 60:63=61:X ( 61 sono i millilitri di alcol necessari per una 100 grammi di solvente con gradazione al 60%)
  • x= (63×61)/60=64,05 millilitri

Tintura di fiori interi nel bottiglino

Una volta preparato il solvente, si sminuzza accuratamente la droga a “taglio tisana” o la si polverizza (se si tratta di fiori vanno lasciati interi), la si mette in una bottiglia sterile di vetro scuro, si aggiunge il liquido e si mescola a lungo per fare in modo che i pezzettini di pianta s’impregnino bene della soluzione.

Poi si chiude il contenitore ermeticamente (l’alcol tende ad evaporare) e lo si conserva in un luogo fresco  per 21 giorni: alcuni affermano che sono sufficienti 2 settimane, ma io consiglio, in ogni caso, di eccedere……piuttosto che “deficere” per essere ben sicuri che la preparazione riesca nel modo ottimale.

Durante questa “maturazione” della tintura, occorre scuotere ogni giorno il contenitore di vetro per 2 o 3 volte nell’arco delle 24 ore.

Dopo che sono trascorsi 21 giorni, si filtra il tutto al colino, spremendo bene il residuo in una garza pulita (io uso un torchietto da cucina utilissimo allo scopo) in modo da fare fuoriuscire tutto il liquido possibile.

Quello che resta del residuo va poi usato nel cosiddetto ” riporto a volume“, la reintegrazione, in sostanza, del liquido assorbito inevitabilmente dalla droga, necessaria per non sbagliare il dosaggio e la posologia dei preparati omeopatici.

Ecco l’esempio con 100 grammi iniziali di solvente al 60% per fare il riporto a volume nel modo corretto:

  • si pesa il liquido filtrato (esempio: 80 grammi);
  • si calcola la quantità di soluzione da integrare per ritornare al volume di partenza (100-80=20 gr) e si aggiungono 5 grammi, che verranno assorbiti poi dal residuo (25 grammi);
  • si fa la proporzione dell’alcol necessario considerando che ci vogliono 61 grammi di alcol per 100 grammi di idrolato (100:61=35:x  x= (61×53)/100=21,35).

Si mettono, quindi, 21,35 grammi di alcol alimentare in una piccola ciotola si aggiungono 13,65 grammi di acqua distillata per arrivare a 35 grammi in totale, si mescola la soluzione e la si versa sul residuo.

Poi si mescola ancora per pochi minuti e si filtra nuovamente, sempre strizzando bene il residuo.

 

 

Infine si trasferisce la tintura  “fai da te” in bottigliette singole in vetro scuro (in modo che la luce non ne danneggi le caratteristiche medicinali e l’efficacia curativa), si chiudono con il tappo e si ripongono in un luogo fresco pronte all’uso.

Tintura di erbe officinali pronta all'uso nel contagocce

Per mia comodità e facilità d’uso, adopero le bottigliette di vetro ambrato col contagocce in vendita nelle farmacie o sul web, riutilizzabili, dopo la sterilizzazione, ogni qualvolta vi si voglia travasare una diversa tintura madre o un qualsiasi liquido che potrebbe perdere le sue proprietà a contatto della luce.

Anche se il preparato si conserva solitamente fino a 5 anni, applico sempre un’etichetta col nome specifico e la data sui contenitori delle tinture di piante officinali di “mia produzione” per poterle riconoscere ed usarle nei primi 36 mesi, periodo di tempo in cui i preziosi principi terapeutici sono attivi al massimo.

Se le erbe vi appassionano e volete saperne di più, date un’occhiata anche a:

Credit photo intestazione: Pixabay.com

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Scritto da Francesca Be
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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15 commenti su “Tintura madre di piante curative fatta in casa

  1. Grazie, credo che ci proverò….mi sembra più semplice di quanto pensassi. =)
    Daniela
    P.S. Ho una pianta di elicrisio….cosa ci potrei fare? Grazie!

  2. Ciao Daniela! L’elicrisio ha moltissime proprietà curative: fai un giro sul web e le trovi tutte.Io mi riprometto sempre di raccoglierlo, ma dalle mie parti non cresce dappertutto come al sud e quando vado dove lo trovo in abbondanza..i fiori sono già finiti 🙁
    So che la tintura madre viene usata principalmente come disinfiammatorio e antistaminico , ma per farla devi usare le sommità fiorite che puoi trovare da giugno a settembre.Guarda, comunque, tutte le proprietà e vari usi come tisane, macerati eccetera, in quanto è una pianta preziosa per la salute 🙂

  3. Da come descrivi sembra quasi che tu sia addentro in questo campo e non solo ho indovinato??? Ad ogni modo conosco il tema non solo delle tinture madri, ma, è troppo laborioso ed acuistarle in farmacia hanno un costo basso ovviamente dipende dall’uso delle tinture madri.
    Grazie dell’informazione ad uso casalingo buona domenica.
    PS. Un goccino di cognac meglio…..ciaooo

  4. Ciao Edvige.Questo campo mi appassiona da più di 20 anni 🙂 Se ci prendi la mano, fare in casa le più comuni non è affatto difficile, specie se hai erbe fresche di buona provenienza da utilizzare.

  5. interessante, ma bisogna anche avere una competenza sulle proprietà delle piante che io non ho, magari in un prossimo post ci spieghi i vari utilizzi e le proprietà di quelle che sono più utili

    1. Ciao Simona.Niente di dfficile, il macerato è una “tisana a freddo” 🙂

  6. Da come ci spieghi, non sembra affatto difficile, ma non mi fido comunque perche’ penso che bisogna avere delle competenze, che non ho, in fatto di piante e delle loro specifiche qualita’. Tu fai bene ad usufruire delle tue conoscenze in merito, penso che sia una cosa che dia anche soddifazione, vero?

  7. Mai fatta in casa la tintura di erbe curative, questo tuo consiglio è molto interessante e penso che mi servirà, ci voglio provare anchio, grazie!

  8. Ottime informazioni, mia madre compra spesso la tintura madre in erboristeria e la assume in base a determinati cicli! Mi sembra di “vitale” importanza quando si crea in prima persona la sterilizzazione delle bottigliette

  9. Quante cose ho imparato!!! Non ho il pollice verde, ma mi piacciono molto le piante e l’idea di poterle curare io, mi entusiasma molto. Grazie, i tuoi suggerimenti mi saranno sicuramente utili.

    Buona serata.

  10. bellissimo il tuo e penso proprio che cercherò di rifarla anch’io la tintura di erbe curative, anche perchè il mondo dell’erboristeria mi ha sempre affascinato e mi piace tantissimo sperimentare e creare delle cose nuove da sola!!! Grazie mille per i consigli…

  11. Un procedimento interessante e facile da come ce lo descrivi , ma dove trovare le piante integre e senza parassiti? Magari mi rivolgo a erboristi che vendono piante certificate, ho voglia di provarci, grazie della segnalazione

  12. Ciao Cristina.Io trovo le piante non contaminate in montagna e al mare.Ma penso si possano trovare anche nelle campagne, basta che si tratti di terreno non concimato chimicamente.Scegli le piante integre, senza animaletti ospiti 🙂

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