Su-Eatable LIFE: cibo sostenibile a difesa di salute e ambiente

Su-Eatable LIFE è il progetto triennale finanziato dalla UE finalizzato a sensibilizzare le persone sul problema del riscaldamento climatico e indurle a consumare cibo sostenibile a basso impatto ambientale per ridurre l'inquinamento e rimanere in buona salute al contempo.

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Mangiare bene giova alla salute e all’ambiente e proprio per la diffusione nella UE di tale importante verità è stato creato  Su-Eatable LIFE,  progetto finanziato dalla Comunità Europea che mira a dimostrare agli abitanti del Vecchio Continente che si può migliorare la sostenibilità ambientale cambiando le proprie abitudini alimentari a vantaggio del benessere del proprio organismo e dell’equilibrio dell’ecosistema.

L’interessante iniziativa in ambito Life (finanziamento UE per la protezione dell’ambiente e del clima che ha disponibile un budget di 3,4 miliardi di euro per il periodo 2014-2020), della quale è capofila la Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition (BCFN) in collaborazione con Wageningen University, Sustainable Restaurant Association e greenApes ( piattaforma social che premia gli stili di vita green) e che avrà durata triennale (da settembre 2018 a settembre 2021) ha lo scopo di aumentare la consapevolezza e il coinvolgimento delle persone per riuscire a ridurre le emissioni di CO₂ e lo spreco di risorse idriche per mezzo di un consumo di cibi intelligente e sostenibile.

Perché alimentarsi con cibi sostenibili fa bene alla salute e all’ecosistema

Mentre la maggior parte di noi è consapevole del fatto che ciò che si mangia ha una fondamentale influenza sul proprio stato di salute e di benessere generale dell’organismo, non lo è altrettanto per quello che riguarda l’impatto sull’ambiente provocato dalla produzione, distribuzione,consumo e smaltimento degli alimenti.

Al momento attuale più di 1/3 della superficie dell’intero Pianeta viene impiegato per la produzione agricola che provoca il 30% delle emissioni di GHG (gas serra), il 70% dei consumi idrici e l’80% delle desertificazioni, ma gli scienziati stimano che, se non si corre ai ripari,  quando gli abitanti della Terra saranno 10 miliardi tra circa 30 anni ci sarà un aumento di gas serra presente nell’atmosfera dell’80% con disastrose conseguenze climatiche.

Tali cambiamenti del clima e dell’ambiente, che provocano già da tempo il riscaldamento globale, influenzano negativamente lo stato di salute delle persone sia in modo diretto sia indiretto, provocando problematicità in agricoltura, pericoli per la sicurezza degli alimenti e spostamenti di popolazioni in cerca di cibo a causa del sempre più frequente prolungamento dei periodi di siccità in tutto il mondo.

In Europa la catena del cibo è ad alto impatto ambientale e la produzione agricola UE è responsabile del 30% delle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera su base planetaria e di ben il 40% del prelievo di acqua dell’intero Continente.

Studi scientifici hanno dimostrato che cambiare le proprie abitudini in cucina potrebbe migliorare di molto la qualità dell’aria (fino a 2900 grammi di anidride carbonica emessa a persona), fare risparmiare notevolmente sul consumo di acqua e ridurre in modo significativo l’impronta idrica, determinata per il 90% dai prodotti alimentari che si portano in tavola.

Se è purtroppo vero che gran parte degli abitanti della Terra si nutre poco e male, lo è altrettanto il fatto che nei paesi ricchi vengono sprecate quantità enormi di cibo (in Italia il 9% degli alimenti finisce nella spazzatura), che peraltro potrebbero essere destinate a sfamare le popolazioni di quelli poveri, la cui produzione influisce comunque negativamente sull’ecosistema.

Oltre al gravissimo problema della fame nel mondo, nella civiltà attuale sono sempre più gravi le conseguenze dell’aumento dell’obesità e della malnutrizione ormai in crescita costante, perché finora il food sector non ha promosso regimi alimentari salutari e sostenibili, mentre l’adozione di una dieta nel rispetto della salute e dell’ambiente e variabile a seconda delle esigenze personali potrebbe permettere di invertire la rotta e fornire un contributo sostanziale nell’affrontare tali necessità.

Ognuno di noi può nel suo piccolo, oltre ad adottare stili di vita rispettosi dell’ambiente, acquisire la consapevolezza alimentare e modificare le sue abitudini in cucina e a tavola, cercando di eliminare gli sprechi di cibo, consumando meno carne e più cereali, ortaggi e frutta e scegliendo ingredienti, modalità di approvvigionamento e tecniche di preparazione con “intelligenza”, in modo che quello che mangiamo non sia solamente salubre, nutritivo e piacevole al palato, ma anche ecosostenibile in un senso più ampio.

Il professor Valentini parla della piramide alimentare al Festival della Salute Globale

A questo proposito, il professor Riccardo Valentini, coordinatore di Su-Eatable LIfe, insignito del premio Nobel per la pace nel 2007 e scienziato di fama internazionale sugli studi dei cambiamenti climatici, afferma:

Quello che mettiamo nel piatto è fondamentale per contrastare il cambiamento climatico, uno dei problemi più grandi che come umanità ci troviamo oggi ad affrontare.

Questo è il punto di partenza del progetto Su-Eatable Life, attraverso il quale si vuole promuovere l’adozione stili alimentari sostenibili informando più di 60.000 persone e coinvolgendone oltre 5.000 in una serie di attività nelle mense universitarie e aziendali.

Gli scenari climatici futuri dipendono molto da quello che decidiamo di fare oggi. E in tavola, tutti i giorni ognuno di noi può fare la sua parte.

Obiettivi di Su-Eatable-LIFE da raggiungere nei 3 anni del progetto

Il focus principale dell’iniziativa, che con il neologismo “su-eatable” (dall’inglese “suitable”) mira a introdurre il concetto di sostenibilità a tavola nelle mense aziendali e scolastiche e nel mondo della ristorazione e del catering professionale, consiste nell’invogliare i consumatori europei a fare scelte alimentari consapevoli e a sostituire le carni, specie quelle rosse, con alimenti proteici di origine vegetale di minor impatto ambientale, perché, oltre ad averne vantaggi in termini di salute, spiega sempre Valentini che:

Riducendo il consumo di carne rossa a due porzioni alla settimana, si potrebbe ridurre l’area dedicata all’allevamento di tre quarti a livello globale: una superficie pari a quella di Europa, Stati Uniti, Cina e Australia messi insieme”.

Se il mondo fosse a prevalenza vegana, le emissioni di gas-serra legate alle attività agricole sarebbero del 70% più basse di quelle odierne”.

Il progetto, che, oltre a far comprendere ai cittadini UE che il cambiamento delle abitudini alimentari può migliorare il loro stato di salute e contribuire alla salvezza della Terra, intende dare anche tutte le indicazioni per come farlo, si prefigge di raggiungere in pratica i seguenti risultati:

  • ridurre di circa 5300 tonnellate le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera.
  • Un risparmio idrico di 2 milioni di metri cubi di acqua.
  • Motivare 5000 persone all’adozione di regimi alimentari sostenibili e coinvolgerle nelle attività pilota.
  • Aumentare la sensibilità della gente contro gli sprechi alimentari.
  • Informare sull’alimentazione ecologica 65000 europei.

Secondo gli esperti di Su-Eatable LIFE, se le popolazione dell’intera Europa adotteranno regimi alimentari sostenibili, il potenziale di riduzione di emissioni di CO2 sarà fino a 535 metri cubi all’anno, mentre il risparmio sulla impronta idrica potrà arrivare fino a 200 metri cubi di acqua nello stesso periodo di tempo.

Certamente si tratta di obiettivi ambiziosi, ma coloro che lavorano al progetto ritengono di riuscire a fare goal, perché è stato studiato e ristudiato a lungo nei minimi particolari prima di vararlo in modo che possa raggiungere, informare e coinvolgere più persone possibili.

Piatto con cibo sostenibile in mensa aziendale

 

Infatti nell’ambito dell’iniziativa, che prevede il coinvolgimento di aziende, municipi, istituti scolastici, atenei universitari e ONG, sono incluse svariati interventi e attività che si svolgeranno in mense italiane e inglesi con il supporto di una piattaforma digitale informativa facilmente fruibile e divertente per destare l’interesse dei cittadini, sensibilizzarli al problema e invogliarli ad adottare regimi dietetici sani e sostenibili.

Ormai sappiamo tutti che riuscire a ridurre le emissioni nocive nell’atmosfera del 50% e contenere i prelievi idrici entro i prossimi 30 anni sono obiettivi imprescindibili da raggiungere a livello globale in ogni modo possibile se vogliamo salvare l’ecosistema della Terra, già messo a dura prova dai cambiamenti climatici, e anche recepire il messaggio di Su-Eatable LIFE ed essere consapevoli che portare sulle nostre tavole cibo sostenibile è di fondamentale importanza per migliorare la nostra salute e quella del mondo in cui viviamo noi, i nostri figli e coloro a cui vogliamo bene.

Ulteriori informazioni sono reperibili sul sito ufficiale del progetto, dove è anche possibile iscriversi alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti comodamente via email, mentre qui si può rispondere a un sondaggio creato dal consorzio Su-Eatable LIFE Project per capire quali sono le effettive conoscenze che le persone hanno a riguardo delle diete sostenibili e cercare di accrescerle con future iniziative che terranno conto delle loro risposte in forma anonima.

Se vuoi sapere come ridurre al minimo gli sprechi alimentari, dai un’occhiata anche a:

Credit photo intestazione: Pablo Merchán Montes on Unsplash

Credit photo altre immagini: sito del progetto

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Scritto da Francesca Be
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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