Come pulire l’ottone

credit photo: ai@ce

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Bello l’ottone lucido e brillante, ma….che fatica la sua manutenzione!

Oggi il tempo è da lupi, piove e tira un vento fortissimo e  ho quindi deciso di stare a casa e accingermi alla pulizia dell’ottone che ho in casa.

Dato che ne ho di vari tipi, ho riguardato i miei appunti sui diversi metodi di pulizia e voglio riportarli
qui prima….di affrontare l’impresa!

Non bisogna mai usare spazzole metalliche, carta vetrata e pagliette che righerebbero la superficie del metallo, adoperando invece spugne, panni morbidi e spazzolini da denti a setola morbida per gli intarsi.

Per prima cosa occorre verificare che  l’oggetto da pulire sia veramente in ottone, avvicinando una calamita: se ne viene attratta, non siamo in presenza di ottone o l’oggetto è solo laccato: in tal caso bisogna evitare ogni procedimento abrasivo.

 L’ottone da esterni, ma anche altri elementi da interni in questa lega di rame e zinco,  è spesso trattato con soluzioni chimiche per evitare l’ossidazione e mantenerlo brillante a lungo.

In caso di ottone trattato occorre molta cautela per non asportare lo strato protettivo: lo laveremo quindi con acqua saponata tiepida adoperando un detergente neutro  ben diluito.

Se la vernice si sfalda per usura od altri motivi, si può rimuovere del tutto con acetone o con acetato di amile, mentre per la successiva verniciatura occorre rivolgersi ad un buon artigiano del settore.

Se, invece, l’ottone non è trattato, ci sono vari metodi di manutenzione che può essere effettuata con prodotti chimici o  naturali.

Di solito preferisco usare prodotti naturali non tossici e non inquinanti, ma confesso che talvolta, quando gli oggetti sono molto sporchi, ho poco tempo a disposizione e non m’interessa salvaguardare la patina, uso il “Rapido rame e ottone” della Silverstar, usabile anche per immersione: occorre, in questo caso, avere l’accortezza di sciacquare bene l’oggetto con acqua demineralizzata che è comunque consigliabile per ogni ammollo.

Passiamo ora alle metodologie naturali che, inutile dirlo, sono sempre preferibili.

Se l’oggetto può essere immerso, la cosa migliore è metterlo per 10 minuti in una bacinella contenente acqua calda e sapone di marsiglia o, in mancanza di quest’ultimo, detergente liquido per piatti( io mi trovo bene col Sole Piatti); poi occorre sciacquare, asciugare bene e passare alla lucidatura.

Se l’ottone è molto sporco o ossidato, lo si può invece immergere in una soluzione di acqua calda e ammoniaca per 15 minuti, strofinando delicatamente incavi e intarsi con uno spazzolino morbido e poi, come sopra, asciugare e lucidare.

Per oggetti difficili da pulire altrimenti c’è un vecchio metodo, semplice e sempre efficace: sfreghiamoli con una fetta di limone precedentemente tuffata in aceto caldo salato e poi sciacquiamo bene.

Ugualmente, possiamo usare una pastella di farina, sale fino e aceto.

Validissima anche la tradizionale ricetta della nonna: mescolare mezzo bicchiere di aceto bianco, il succo di un limone, 1 cucchiaio di sale fino e 1 cucchiaio di detersivo per piatti non concentrato.

Le macchie d’ ossido si possono trattare con una soluzione calda di 3 parti d’acqua, e 1 di aceto bianco, si lascia asciugare completamente e poi si sciacqua.

Per eliminare il verderame si possono sfregare le parti colpite con  del cotone imbevuto di alcool e poi si passa del vino rosso.

L’ottone annerito si può anche pulire con lo yogurt ( ecco un metodo per utilizzare lo yogurt scaduto!), lasciandolo agire 10 minuti.

Piccole macchie si possono trattare efficacemente  con un panno per gioiellieri.

La lucidatura si può effettuare con dentifricio e un  panno morbido con movimenti  circolari e poi si sciacqua per eliminare i residui e si asciuga accuratamente.

Per proteggere l’ottone, infine è possibile passarvi sopra dell’olio di lino con un panno morbido.

Consiglio di eseguire la lucidatura indossando dei guanti di cotone, in modo di evitare le  inevitabili impronte.

E ora….mi accingo a pulire l’ottone!

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