Top di cucina in marmo e in granito a confronto: quale scegliere?

Quando si vuole acquistare un top da cucina in pietra naturale, sorge immancabilmente il dilemma se è meglio che sia di marmo o di granito: guida alla scelta tra i due materiali con pregi, difetti e modalità di pulizia di entrambi.

I top di cucina in pietra naturale sono, senza ombra di dubbio, maggiormente estetici, eleganti e duraturi rispetto a quelli realizzati nei moderni materiali tecnici/ sintetici e chiedersi se è meglio scegliere un piano di lavoro in marmo o uno in granito è una domanda che si fanno tutti coloro che, in previsione di acquistarne uno di tale pregiata tipologia, vorrebbero capire quale dei due fa più al caso loro.

Tale dilemma “ amletico” si è presentato pure a me un quinquennio fa, quando mi sono trovata dover comprare parte del mobilio del mio nuovo trilocale milanese, ma a quel tempo non avevo necessarie cognizioni tecniche per poter fare un confronto tra i due materiali e risolverlo da sola.

Allora ho chiesto consiglio ai professionisti del Centro Veneto del Mobile, che ringrazio dell’avermi spiegato in modo chiaro e comprensibile le caratteristiche dei due materiali “ concorrenti ”, i punti di forza e di debolezza degli stessi e come vanno puliti entrambi, permettendomi con i loro chiarimenti di capire che per me la soluzione ottimale era quella di dotare la mia nuova cucina di un piano di lavoro in granito (anche se a me ne piaceva tantissimo uno in marmo di Carrara).

Se anche tu devi fare questa non semplice scelta e ti stai domandando se per te è preferibile scegliere un top da cucina di marmo o di granito, prenditi qualche minuto di tempo per leggere questa guida pratica ai due materiali scritta grazie al loro prezioso aiuto e che penso possa esserti di grande utilità per riuscire a trovare risposta al quesito che ti stai ponendo.

Differenze tra un piano di lavoro da cucina in marmo e uno in granito

Ora ti spiego quali sono le peculiarità e i plus e i minus di entrambi i materiali senza volermi addentrare nell’esporti quali sono i tanti tipi di marmo e di granito reperibili sul mercato al giorno d’oggi, dato che farlo richiederebbe la stesura di un vero e proprio “ trattato ” che potrebbe confonderti le idee invece che aiutarti nella scelta di un top in una delle due pietre.

Preferisco evitare di trattare le diverse tipologie di marmi e graniti anche perché, oltre ad esulare dallo scopo del questo post, ritengo che, quando hai deciso verso quale materiale indirizzarti, la cosa migliore da fare sia rivolgerti a un commerciante serio che possa valutare con te le schede tecniche dei diversi manufatti, consigliarti al meglio e spiegarti, ad esempio, che differenza intercorre tra un marmo di Carrara bianco ed un altro estratto da cave della stessa località ma di colorazione e caratteristiche diverse.

Caratteristiche, vantaggi e svantaggi di un piano di cucina in marmo

Top di marmo in cucina

Il marmo, sinonimo di pregio e di ricercatezza e dalle inimitabili venature e diversificazioni cromatiche, è una pietra sedimentaria naturale formatasi per mezzo di un processo di cristallizzazione metamorfico in cui le rocce sedimentarie sono entrate in contatto con il carbonato di calcio e si sono trasformate in cristalli di calcite e di diversi minerali che ne definiscono il colore.

Grazie alla sua bellezza, resistenza, durata e facilità di lavorazione, il marmo, provvisto di un indice di rifrazione basso che gli consente di riflettere la luce penetrata al suo interno nell’ambiente in cui è situato e di conferire allo stesso una luminosità del tutto particolare, è largamente usato nella costruzione e nell’arredamento di abitazioni di lusso.

È indubbio che una cucina venga impreziosita dalla presenza di un top fatto in questa roccia calcarea cristallina di grandissimo impatto estetico, ma il materiale, come, del resto tutti gli altri in cui viene costruito tale complemento di arredo che deve essere funzionale oltre che bello, ha i suoi pro e i suoi contro.

I punti di forza principali a favore della scelta di un top da cucina in marmo, opaco o lucido che sia, sono l’eleganza e il fascino che lo contraddistingue, la lunga durata nel tempo, la robustezza e resistenza ad urti e ad abrasioni.

Inoltre si tratta di una pietra versatile che si adatta alla perfezione sia allo stile classico sia a quello moderno e, volendo, è possibile abbinare al piano di lavoro lavelli costruiti nello stesso materiale.

Anche il costo di un top in marmo, ovviamente più caro di quelli in laminato, è minore rispetto a quello di uno in granito, perché, pur dipendendo dal pregio, dalla dimensione e dallo spessore della lastra dalla quale è stato ricavato, il formato standard ha un prezzo medio di circa 80 euro, mentre lo stesso manufatto in granito costa di più.

Di contro c’è il fatto che, essendo poroso e formato principalmente da carbonato di calcio, questo materiale dalle indiscusse ottime caratteristiche estetiche e tecniche non è impermeabile, macchia facilmente e non lo si può trattare con prodotti contro il calcare.

Anche se viene sottoposto dalle aziende produttrici ad un trattamento protettivo con prodotti idrorepellenti (che bisogna rifare periodicamente), il marmo è inoltre particolarmente sensibile all’azione dell’acido citrico e di altre sostanze acide abitualmente usate quando si preparano i cibi e si pulisce la cucina .

Sebbene si tratti di un materiale resistente, bisogna fare attenzione a non graffiarlo e a non appoggiarci sopra strumenti di cottura molto caldi, causando uno shock termico che potrebbe provocare la formazione di crepe sulla sua superficie.

Quando ci cade sopra qualcosa che potrebbe rovinarlo, occorre, quindi, pulirlo immediatamente con acqua tiepida e un detergente che sia neutro e non aggressivo senza lasciare il tempo alla sostanza con cui è entrato in contatto di penetrare in questo materiale delicato, perché piuttosto poroso

È bene, inoltre,  usare sempre il tagliere e spugne non abrasive per non rigarlo (specie se è lucido) e i sottopentola in modo che il calore non possa alterarne aspetto e colore della superficie.

Per cercare di eliminare eventuali macchie ormai formatesi, si può adoperare una soluzione preparata con 4 cucchiai di alcool denaturato (che va usato di rado, sempre diluito e con parsimonia, dato che anch’esso è blandamente acido) e 1/2 litro di acqua tiepida, ma, se non vengono via, non resta che rivolgersi a un bravo marmista che non è detto che riesca a riportare il piano di lavoro al suo originario splendore.

Tra i marmi di produzione italiana maggiormente pregiati ed impiegati in edilizia e nel design posso citarti quello famosissimo di Carrara, quello grigio-arancio di Trani, quello rosso di Levanto, quello di colore avorio siciliano, quello bianco di Vezza e il Botticino Nero, ma, come ho scritto sopra, solo un professionista del settore può consigliarti un top di cucina che sia fatto nella tipologia di pietra che fa più al caso tuo.

Peculiarità, pro e contro di un piano di lavoro da cucina in granito

Piano di lavoro di granito in cucina

Se il marmo è sinonimo di eleganza, il granito lo è di robustezza, caratteristica che, assieme alla durata pressoché illimitata, rende questa roccia ignea di origine magmica (quella del marmo è, invece, marina), formatasi in profondità della crosta terrestre mediante il raffreddamento e la cristallizzazione di masse di magma, ideale per la costruzione di piani di lavoro studiati per essere sottoposti ad un uso intenso e continuo.

Grazie alla durezza dei minerali che lo compongono compresa tra 5 e 7  nella scala di Mohs (quella del diamante è 10), il granito, materiale compatto, costituito prevalentemente da silicati e da quarzo e che presenta granuli ben visibili che creano contrasti di colori assai piacevoli a vedersi, è resistente alle sostanze organiche e agli agenti chimici, è difficilissimo da scalfire e a danneggiare ed quasi impossibile riuscire ad usurarlo.

Essendo abbinabile a cucine arredate in qualsiasi stile e maggiormente resistente e funzionale rispetto al marmo, il piano di lavoro in granito, che è idrorepellente, piuttosto insensibile dalla variazioni di temperatura e non si graffia, è la soluzione ideale per chi vuole poterlo usare abitualmente senza temere che venga danneggiato da aceto, limone e prodotti aggressivi ed evitando di dover prendere continue precauzioni per non rovinarlo.

Di contro c’è il fatto che è, senza ombra di dubbio, non ha la stessa resa cromatica ed è meno elegante e luminoso del marmo, ha bisogno di trattamenti protettivi anch’esso (dato che è poroso seppure in misura molto minore) ed è un materiale piuttosto “ freddo ” che rende meno accogliente la cucina e non la valorizza al pari della pietra concorrente.

Inoltre, cosa certo non poco influente nella scelta di un top di cucina, è molto più caro  (il prezzo di un piano di lavoro in granito può anche essere di 5 volte più alto di uno fatto nel pregiato marmo di Carrara) a causa dalla maggiore difficoltà nel tagliarlo, lavorarlo e lucidarlo che ne fa lievitare inevitabilmente i costi di produzione.

Nel caso tu propenda per la scelta di un piano di lavoro in questo materiale, opta per un tipo di granito dai granuli il più possibile compatti, perché la sporcizia si insinua facilmente negli spazi vuoti di tale pietra rendendoli poco igienici e non facili da pulire adeguatamente, mentre le sostanze oleose penetrate nello stesso e rimaste a lungo al suo interno potrebbero addirittura macchiarlo.

Tieni presente che il granito lesionato va stuccato e che, anche se sei capace di farlo tu invece di ricorrere a un professionista, l’intervento richiede dispendio di tempo e di energie.

In ogni caso, sappi che la pulizia del granito che non presenta rotture è molto semplice: basta passarci sopra con una spugna un mix fatto con 3 parti di detersivo per piatti liquido e 1 di alcool e poi sciacquarne bene i residui e asciugarlo accuratamente per renderlo igienizzato e lucido.

Evita comunque di usare aceto, limone e sostanze acide o troppo aggressive per pulirlo, perché anche se lo rovinano molto meno del marmo, il granito è pur sempre una roccia porosa su cui è preferibile evitare di utilizzare tali detergenti.

Meglio un top di cucina in marmo o in granito?

La risposta è “ dipende ”, dato non ne esiste una oggettiva che possa essere valida per tutti.

Io, non conoscendoti e non sapendo quanto, come e in che tipo di arredamento lo utilizzerai, non posso dirti se il piano di lavoro ideale per la tua cucina sia uno costruito in marmo o uno fatto in granito, perché per risolvere il dilemma è fondamentale tener conto dell’uso che se ne andrà a fare e di come è lo stile del contesto nel quale verrà inserito.

Se ci tieni molto all’estetica della tua cucina, vuoi che sia un ambiente di rappresentanza che possa essere ammirato dagli ospiti, la usi con attenzione senza imbrattarla e sei disponibile a pulirne i componenti appena si sporcano, ti consiglio di prendere in seria considerazione l’acquisto di un piano di lavoro in marmo.

Nel caso, invece, che tu preveda di farne un uso intenso e continuativo senza crearti preoccupazioni ed evitando di dover fare troppa attenzione a non farlo entrare in contatto con sostanze e utensili che possano macchiarlo e rovinarlo e già ti vien male all’idea di dover eseguirne una regolare e scrupolosa manutenzione, allora è decisamente preferibile orientarti verso uno in granito.

Anche se, non conoscendo i tuoi gusti, le tue abitudini e le tue esigenze, non posso sostituirmi a te nella scelta tra un top di cucina in marmo e uno in granito, perché si tratta di una valutazione personale da fare in base alle proprie preferenze e necessità, sono sicura che, ora che sai quali sono le caratteristiche e i pro e i contro dei due materiali, saprai farla consapevolmente e al meglio, stabilendo a priori se per te è più importante l’estetica o la funzionalità.

Se vuoi che ciò che hai nella tua cucina sia sempre splendente e duri a lungo, dai un’occhiata anche a:

Credito foto intestazione: skeeze per Pixabay.com

Credito foto top di cucina in granito: Fazimoto per Flickr.com

Credito foto top di cucina in marmo: Govi Reddy per Flickr.com

Scritto da Giulia1200
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