Ecobonus e detrazioni fiscali per riqualificazione energetica 2017

Le novità degli incentivi fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica ed abitativa: il Sismabunus e cosa cambia per Ecobonus, Bonus di ristrutturazione e Bonus arredi e grandi elettrodomestici.

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Ho già scritto un post sull’Ecobonus e gli incentivi fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici con le relative norme attualmente valide fino al 31 dicembre 2016 ed oggi aggiorno l’argomento con quelle che entreranno in vigore nel 2017.

La Legge di Stabilità 2017, approvata da Consiglio dei Ministri il giorno 15 ottobre 2016, prevede proroghe e novità atte a incentivare il risparmio energetico, sostenere l’edilizia, prevenire le emergenze ambientali e a ridurre le emissioni nocive.

Vediamo insieme i benefici fiscali che sono stati confermati, le novità e come cambia la normativa in sostanza.

Ecobonus: proroga ed estensioni

L’Ecobonus, ovvero lo sgravio fiscale ottenibile da coloro che investono denaro per il miglioramento dell’efficienza energetica di una abitazione, è stato prorogato per un quinquennio fino al 2021 compreso nella misura del 65% delle spese sostenute ( 40.000 euro ad appartamento ).

Ma lo sgravio sull’IRPEF  aumenta al 70% in caso di lavori riguardanti l’involucro dell’edificio che abbiano un’incidenza superiore al 25% della superficie del caseggiato e cresce al 75% se gli interventi vengono eseguiti per potenziare le prestazioni energetiche invernali ed estive del condominio.

I cittadini che investono in interventi di riqualificazione energetica globale possono usufruire dell’Ecobonus fino alla somma di 100.000 euro.

Coloro che installano pannelli fotovoltaici e eseguono lavori per l’ottimizzazione dell’involucro di edifici esistenti godranno di uno sgravio fino a 60.000 euro.

Chi, invece, sostituisce apparecchi per il riscaldamento di vecchia generazione con caldaie a condensazione, pompe di calore e impianti di climatizzazione innovativi che permettono di risparmiare sul riscaldamento potranno beneficiare dell’incentivo fino a 30.000 euro.

Le somme detraibili dall’Irpef vanno divise in 10 rate dello stesso importo.

Dal 2017 viene concessa la possibilità di cedere il beneficio fiscale a soggetti terzi e non più solo alle imprese che effettuano gli interventi.

Bonus di ristrutturazione edilizia 2017

La legge di Bilancio 2017 ha confermato e prorogato fino al 31 dicembre 2017 lo sconto IRPEF del 50%  delle spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio.

La soglia massima è di 96.000 euro e non cambiano rispetto al passato i criteri e le modalità per avere accesso allo sgravio fiscale.

Gli interventi che danno diritto allo sgravio fiscale delle spese sostenute per effettuarli sono:

  • restauro conservativo, risanamento e manutenzione straordinaria nelle singole abitazioni ( anche unità rurali e di qualsiasi classe catastale ) e pertinenze;
  • opere di ristrutturazione, restauro e manutenzione delle parti comuni del caseggiato;
  • lavori necessari al ripristino di un immobile danneggiato in seguito ad eventi calamitosi ( purché dia stato dichiarato lo stato di emergenza );
  • realizzazione di garage, posti auto e moto pertinenziali e ascensori e montacarichi esterni;
  • opere finalizzate al contenimento della spesa energetica e dell’inquinamento acustico, alla cablatura del caseggiato, alla rimozione dell’amianto;
  • interventi svolti allo scopo di evitare incidenti domestici come, ad esempio, riparazioni di impianti pericolosi, installazioni di rilevatori di gas, di vetri infrangibili e corrimani ( non sono detraibili i costi sostenuti per l’acquisto di elettrodomestici ed apparecchi dotati di meccanismi per la sicurezza );
  • opere atte a favorire la mobilità e il comfort in casa dei portatori di handicap gravi ( lo sgravio fiscale riguarda solo gli interventi nell’immobile e non l’acquisto di strumenti ed apparecchiature);
  • interventi finalizzati alla protezione e alla prevenzione di furti ed altri atti illeciti da parte di terzi.

Per quello che riguarda la manutenzione ordinaria, solo i lavori relativi alle parti comuni danno diritto alla detrazione che viene ripartita per i singoli condomini in base i millesimi di ciascuno.

I contribuenti possono usufruire del Bonus di ristrutturazione anche per i costi riguardanti le prestazioni professionali connesse all’intervento ( come perizie, sopralluoghi, progettazione, direzione dei lavori, consulenze ), quelle relative alla messa in regola degli impianti elettrici e a metano, alla relazione di conformità e i costi sostenuti per Iva, bollo, oneri di urbanizzazione e diritti inerenti alla concessione.

I soggetti che hanno diritto al Bonus di ristrutturazione edilizia per queste tipologia di lavori effettuati sono i proprietari dell’immobile, i conduttori, coloro aventi il titolo di usufrutto e di nuda proprietà, i comodatari e i familiari conviventi ( questi ultimi devono sostenere le spese degli interventi, emettere i bonifici ed essere intestatari delle fatture relative ).

Sismabonus:  la nuova agevolazione fiscale 2017

Il cosiddetto Sismabonus è la grande novità tra le agevolazioni fiscali di cui si potrà usufruire dal 2017 al 2021 e che riguarda sia le unità abitative che quelle produttive.

Il tetto massimo di spesa è di 96.000 euro e si tratta di una detrazione delle spese che vengono effettuate per adeguare gli edifici che si trovano nelle zone ad alto rischio di terremoto alle misure antisismiche.

Il risparmio fiscale del Sismabonus parte dal 50% dei costi sostenuti, ma arriva al 70% per le opere che riducono la classe di rischio a quella immediatamente più sicura e all’80% nel caso gli interventi eseguiti allo scopo facciano abbassare il rischio di 2 classi.

La detrazione fiscale, anch’essa cedibile a terzi al pari dell’Ecobonus ) sale all’75% e all’85% se la messa in sicurezza e i lavori di adeguamento antisismico in grado di abbassare la classe di rischio di 1 o di 2 classi riguarda l’intero condominio.

Bonus mobili per ristrutturazione

Anche il Bonus mobili, che consente di detrarre nella dichiarazione IRPEF il 50% delle spese sostenute per acquistare grandi elettrodomestici che consentono risparmio di energia ed arredi per le abitazioni da ristrutturare, è stato prorogato fino al 31 dicembre 2017.

Il limite massimo di spesa è di 10.000 euro ad immobile a prescindere dal costo sostenuto per la ristrutturazione dello stesso e la detrazione fiscale va divisa in 10 rate annuali di pari importo anche in questo caso.

Il tetto di 10.000 euro si riferisce alla singola unità immobiliare e pertinenze della stessa ed anche alle parti comuni del condominio.

Ma attenzione: se un soggetto ha già usufruito nel 2016 di parte della detrazione fiscale e vuole acquistare arredi e grandi elettrodomestici anche nel 2017 parallelamente ai lavori di ristrutturazione della casa, dovrà sottrarre dal tetto massimo di 10.000 euro la somma spesa nell’anno precedente.

Se si effettuano interventi di ristrutturazione in diversi immobili, il bonus arredi viene “riconosciuto più volte”.

La manutenzione ordinaria delle singole unità abitative non dà diritto all’agevolazione fiscale, mentre la stessa è prevista nel caso di manutenzione ordinaria e straordinaria, lavori di ristrutturazione, restauro e conservazione delle parti comuni del caseggiato ( la detrazione spetta solo per le spese effettuate per l’acquisto di arredi o apparecchiature destinati  alle stesse ).

Si ha diritto al bonus mobili per le singole abitazioni in questi casi:

  • interventi di ripristino di immobili danneggiati in seguito ad eventi calamitosi ( deve essere stato dichiarato lo stato di emergenza );
  • lavori di risanamento, restauro, ristrutturazione e manutenzione straordinaria nelle singole unità abitative;
  • lavori di risanamento, restauro, ristrutturazione di interi edifici eseguiti da imprese e cooperative edili che entro 6 mesi dall’esecuzione degli interventi assegnano o alienano l’immobile.

La data d’inizio degli interventi deve essere antecedente a quella dell’acquisto dei beni ed è necessario che i lavori siano stati pagati almeno in parte.

L’acquisto di mobili, grandi elettrodomestici ed apparecchi  deve essere documentato da fattura dettagliata e saldato a mezzo bonifico bancario o postale ( in cui risulti la causale, il codice fiscale o la partita Iva del soggetto che effettua il pagamento e intende usufruire dell’agevolazione fiscale, il codice fiscale o la partita Iva del venditore ).

Il pagamento può anche essere effettuato con carta di credito o bancomat ( in tal caso la data del pagamento deve essere la stessa dell’effettivo utilizzo della carta ), mentre non sono ammessi assegni e denaro contante.

L’Agenzia delle Entrate ha puntualizzato che gli arredi devono essere nuovi e nella circolare 29/E/ 2013  ha fornito l’elenco dei beni agevolabili che comprende divani, poltrone, tavoli, sedie, librerie, scrivanie, letti, comodini, armadi, materassi, cassettiere, credenze, apparecchi per l’illuminazione.

I grandi elettrodomestici e gli apparecchi ( anch’essi devono essere nuovi ) per i quali la normativa prevede lo sgravio fiscale sono quelli con A di classe non inferiore alla A+, con la sola eccezione dei forni che possono appartenere anche alla classe A.

L’elenco fornito sempre dall’Agenzia delle Entrate nell’allegato 1B D.Lgs.151/2005 , comprende apparecchi per il riscaldamento elettrici, apparecchi per il condizionamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, stufe elettriche, piastre scaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi per la cottura, lavatrici, lavastoviglie, asciugatrici, frigoriferi e congelatori.

Nessuna proroga, al momento, del Bonus mobili per giovani coppie, l’agevolazione fiscale ottenibile fino al 31 dicembre 2016, da coppie, sposate o conviventi da almeno 3 anni e di cui un componente non superi i 35 anni di età nel 2016, che abbiano acquistato un immobile nel 2015 o nel 2016 destinata ad abitazione principale e che acquistano arredi per la prima casa entro la fine dell’anno.

La detrazione IRPEF del 50% su un importo massimo di 16.000 euro ( da ripartire in 10 quote annuali del medesimo importo ) di spese effettuate per l’acquisto di arredi nuovi per l’abitazione principale, si applica per i costi sostenuti per comprare mobili di tipologia compresa nell’elenco citato sopra, ma non è prevista per i grandi elettrodomestici.

Per poter usufruire della detrazione IRPEF, anche nel caso del Bonus giovani coppie l’acquisto degli arredi deve essere effettuato e documentato secondo le modalità del Bonus mobili.

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Scritto da Francesca Be
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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4 commenti su “Ecobonus e detrazioni fiscali per riqualificazione energetica 2017

  1. Buongiorno, non riesco a capire se il Bonus Mobili spetta solo a chi inizia i lavori nel 2016 e li prosegue nel 2017, oppure anche a chi li INIZIA nel 2017? grazie, cordiali saluti.

    1. Buongiorno Alessio.Spettano, secondo quanto divulgato, anche a chi li inizia nel 2017.Ma ti consiglio di informarti bene sui dettagli presso l’Agenzia delle Entrate.In queste cose è bene essere scrupolosi al massimo. 😉

  2. buonasera,
    non capisco se il bonus ristrutturazione (50%) si può sommare al miglioramento dell’efficienza energetica (65%).
    Flavio

    1. Buongiorno Flavio.Penso proprio di no, ma provi a chiedere all’Agenzia delle Entrate.

I commenti sono chiusi.

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