Cosa fare se s’incontrano mucche al pascolo

Cosa fare e cosa non fare in presenza di mucche libere: come comportarsi per non trovarsi in pericolo.

Capita di frequente a chi fa gite in montagna di trovare sul proprio cammino mandrie di bovini, ma bisogna sapere come comportarsi adeguatamente quando s’incontrano delle mucche libere al pascolo o su sentieri per non innervosirle involontariamente ed evitare possibili rischi causati dall’inesperienza e dalla mancanza della dovuta cautela che bisogna comunque sempre osservare quando si entra in contatto con animali che non ci conoscono.

Infatti, anche se le mucche sono erbivori dall’indole mansueta, solitamente non pericolose e che non necessitano della sorveglianza costante del pastore mentre sono intente a brucare l’erba, condotte errate da parte degli esseri umani potrebbero impaurirle e provocare reazioni insolite e pericolose da parte loro.

Non è certo il caso di farsi venire la bovinofobia ( si chiama in questo modo la morbosa e incontrollata paura suscitata in alcuni soggetti dall’avvicinarsi di appartenenti alla specie bovina), perché di tratta di animali da pascolo pacifici che non attaccano le persone se non vengono spaventati dalle stesse, ma è comunque bene conoscerne il comportamento e il linguaggio del corpo, averne il dovuto rispetto ed adottare alcune precauzioni per  non infastidirli, disorientarli e provocarne, di conseguenza, l’ostilità.

Mucca annusa il suo vitellino

Bisogna avere particolare attenzione se si fa trekking con il proprio cane e in presenza di vitelli, perché Fido, che va sempre tenuto al guinzaglio e lontano dai pascoli aperti durante le camminate nella natura, potrebbe essere scambiato da loro per un lupo o per un altro animale predatore e per il fatto che l’istinto materno potrebbe spingere le mucche a diventare aggressive in difesa dei loro piccoli se credono che siano sotto minacciata in qualche modo.

Prima di passare alle precauzioni da adottare quando si attraversano i pascoli o s’incontrano mucche sul sentiero, devo far presente che le vacche, avendo un campo visivo limitato, s’intimoriscono facilmente quando gli escursionisti appaiono loro all’improvviso e che le mandrie di bovini non sono tutte uguali, ma si suddividono in 3 categorie dai diversi comportamenti:

  • Mandrie di vacche da latte, munte regolarmente e, pertanto, abituate al contatto con gli umani.
  • Mandrie di animali di giovane età, che, amando muoversi ed essendo curiosi, possono fare movimenti bruschi e incontrollati se si entra in contatto con loro.
  • Mandrie di mucche nutrici, composte principalmente da animali femmine con i loro vitelli, con le quali è bene cercare di evitare l’incontro (specie se ci sono tori), perché proteggono istintivamente i loro piccoli da tutto ciò che considerano insolito e pericoloso.

Detto questo, passiamo alle 10 norme di condotta per l’attraversamento sicuro dei pascoli da parte dei trakkers, elencate nell’opuscolo Eine Alm ist kein Streichelzoo  (la cui traduzione in italiano è “ Un alpeggio non è uno zoo con animali da accarezzare “) della Camera dell’Agricoltura del Tirolo e che reputo essere a tutt’oggi la guida più valida e di miglior efficacia preventiva per evitare “ scontri ravvicinati ” con mucche d’alpeggio tra le varie pubblicate sull’argomento che ho potuto consultare finora.

10 raccomandazioni per evitare incidenti con mucche al pascolo

Ecco il decalogo comportamentale per non correre il rischio di trovarsi in pericolo quando ci s’imbatte in animali da pascolo, al quale è necessario attenersi per poter chiedere eventuali danni in Alto Tirolo e che i visitatori possono trovare dalla primavera all’autunno negli alberghi e presso gli uffici turistici del Land austriaco:

  1. Non allontanarsi dai sentieri escursionistici segnalati.
  2. Mantenere una distanza di almeno 25-30 metri dagli animali, cercando di non attirarne l’attenzione.
  3. Non spaventare le mucche evitando di fotografarle da troppo vicino, minacciarle col bastone e guardarle direttamente negli occhi.
  4. Non toccarle, non dar loro da mangiare e non stare dietro a loro “ a portata di scalcio ”.
  5. Evitare di accarezzare i vitelli nel modo più assoluto.
  6. Non fare movimenti bruschi e allontanarsi con calma se una mucca si avvicina.
  7. Non scavalcare recinzioni, non passare in mezzo a una mandria e non correre nel territorio in cui pascolano le vacche.
  8. Camminare lentamente e senza manifestare agitazione e fare rumore se si incontra una mandria sul sentiero e bisogna per forza superarla senza poterla aggirare.
  9. Assicurarsi di richiudere gli eventuali cancelli separatori di pascoli differenti dopo il proprio passaggio.
  10. Tenere i cani al guinzaglio e sotto controllo, cercando di percorrere tracciati alternativi che possano evitare il contatto ravvicinato tra l’animale domestico e quelli da pascolo.
    Mucca incuriosita gurda un cane tenuto al guinzaglio dal padrone

Per non ritrovarsi in situazioni di pericolo con gli animali da pascolo occorre sempre usare il buonsenso e tener presente che:

  • non si ha alcuna precedenza su un sentiero segnato;
  • gli alpeggi non sono farm didattiche dove è possibile accarezzare e nutrire i vitellini;
  • le mucche non sono animali da compagnia inclini ad essere toccati.

In ogni caso, se su un sentiero che attraversa pascoli in virtù di un diritto di passaggio si incontra una mandria composta di un gran numero di esemplari o in cui è presente uno o più tori senza il pastore, è sempre bene cambiare percorso o fare dietro-front e tornare sui propri passi senza correre e manifestare segni di agitazione in mancanza di tragitti alternativi.

Tieni presente che anche i cani pastori di una mandria ( e anche quelli da gregge) possono diventare aggressivi  in difesa delle bestie che conducono e  del pascolo: bisogna starne “ alla larga ” e, se ringhiano o abbaiano ostilmente ci si deve allontanare senza troppa fretta e senza minacciarli con il bastone.

Cosa fare se si viene attaccati da una mucca arrabbiata

Anche se sono state prese le dovute precauzioni, può comunque capitare di essere aggrediti da una o più mucche ed è necessario saper riconoscere fin da subito gli atteggiamenti minacciosi più frequenti dei bovini per essere in grado di comportarsi adeguatamente in tale malaugurata situazione e per correre ai ripari  nella dovuta tempestività.

Bisogna cercare a tutti i costi di evitare di subire la carica di una mucca, assai pericolosa sia per stazza, corna e zoccoli dell’animale sia perché i bovini, dopo averne effettuata una, si girano e la ripetono contro lo stesso bersaglio (a differenza dei cinghiali che continuano a correre nella direzione presa senza voltarsi).

Quando una mucca ti si avvicina a testa alta e si ferma a debita distanza da una persona solitamente significa che è incuriosita e amichevole nei suoi confronti e non c’è da preoccuparsi (anche se è sempre bene allontanarsi se si avvicina eccessivamente e tenerla d’occhio), ma, se abbassa il capo verso il terreno, ti fissa negli occhi, annusa intensamente o ansima, vuol dire che è agitata e allora conviene abbandonare lentamente la zona del pericolo senza correre e senza dare le spalle all’animale.

Se si è in gruppo, il comportamento migliore che i componenti dello stesso possono adottare consiste nel distanziarsi un po’ fra di loro e poi allontanarsi  a “ ventaglio ” per costringere il bovino a scegliere una sola persona da “ puntare ” in modo che gli altri  siano lasciati  liberi di lanciare pietre contro lo stesso e di distrarne l’attenzione.

Per quello che riguarda il cane, c’è da fare una precisazione: bisogna tenerlo al guinzaglio per il motivo spiegato sopra e per evitare che subisca punture di mosche pungitrici e quelle più pericolose degli insetti succhiatori di sangue (che trovano l’habitat ideale sul mantello degli animali da pascolo), ma lo si deve liberare qualora le mucche fossero in procinto di attaccarlo.

Non si deve esitare a togliere il guinzaglio all’animale domestico, perché è solo sciogliendolo che gli si permette di poter sottrarsi al pericolo in modo autonomo (un cane è in grado di correre più velocemente rispetto alle mucche),  mentre cercare di proteggerlo o prenderlo in braccio lasciandolo legato sarebbe del tutto inutile e non gli consentirebbe di scappare.

Il cane in fuga, inoltre,  distoglie l’attenzione delle vacche dal padrone, il quale potrà così avere tutto il tempo necessario per allontanarsi dall’area.

Se una mandria è irrequieta, dà segni di nervosismo o gli escursionisti vengono fissati dagli animali da pascolo anche senza che questi si avvicinino a loro,  è sempre necessario tenersi rigorosamente a debita distanza e cercare di fare deviazioni che, pur potendo allungare un determinato percorso, permettono di schivare incidenti facilmente in tale prudente modo.

Se, tuttavia, ci si dovesse trovare in situazioni di serio pericolo, bisogna mantenere la calma e cercare immediatamente riparo nel bosco,  su un albero o dietro a massi.

Nel caso non ci fossero vie di fuga e di totale emergenza, occorre sferrare con forza un colpo di bastone sul muso della bestia assalitrice.

Non bisogna aprire ombrelli davanti a una vacca aggressiva, come alcuni suggeriscono incautamente di fare ( è un comportamento sbagliato che spaventa e innervosisce le femmine e con i maschi funziona addirittura da “ muleta ”), e, in caso di danni fisici o di beni, è consigliato (sempre che sia possibile farlo senza esporsi ad ulteriori rischi) fotografare la vacca responsabile dell’aggressione e il cartellino identificativo attaccato all’orecchio dell’animale in modo che ne possa essere individuato inequivocabilmente il proprietario quando si sporgerà la denuncia del sinistro presso gli uffici competenti.

La maggior parte di queste raccomandazioni è superflua nel caso ci si avvicini alle mucche nelle malghe, dove vengono allevate per la produzione del latte d’alpeggio e dei tipici formaggi di montagna e nelle quali solitamente è premesso ai bambini accarezzare le mucche e nutrire i vitelli, purché tale attività avvenga sotto la stretta sorveglianza del personale addetto ai bovini in modo che si possa tutelare sia il rispetto degli animali sia l’incolumità di chi vuole fare amicizia con loro.

In tutti gli altri casi in cui si fanno escursioni in luoghi dove è possibile fare incontri con le mucche al pascolo è bene seguire alla lettera i 10 consigli dell’Ente Austriaco e i miei suggerimenti derivati da anni ed anni di esperienza negli alpeggi per non correre il rischio di trovarsi in condizioni di pericolo quasi del tutto evitabili con un po’ di prudenza e furbizia.

Altri tutorial che possono tornarti utili in situazioni “ difficili ”:

Credito foto intestazione:  Hermann Traub per Pixabay.com

Credit photo mucca e vitello: Alois Grundner per Pixabay.com

Credito foto mucca guarda il cane: smerikal per Flickr.com

Credit photo donna e vitellini: Pixabay.com by NeilFo

Scritto da Francesca Be
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