Tortionata : il dolce friabile alle mandorle lodigiano

Come preparare la Tortionata, la torta fragrante e friabile della tradizione lodigiana: la ricetta rivista con 'aggiunta di tuorlo d'uovo del dolce adatto ai climi freddi.

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La Tortionata, o tortjonata, è uno squisito dolce friabile con le mandorle tipico del Lodigiano dalle origini medioevali e il suo nome, secondo alcuni, deriva dal termine  tortijon, un filo di ferro ritorto che anticamente veniva adoperato per sezionare la torta.

Altri,invece, sostengono che la Tortionata deve la sua denominazione a un gioco di parole ( “la torta dove sono nato” ) di Alessandro Tacchinardi che ottenne la ricetta originale dal padre Carlo e che nel 1885 depositò il nome della tipica torta alle mandorle assieme al marchio dell’impresa familiare.

“Cugina” della più conosciuta Sbrisolona mantovana ( ma tra gli ingredienti della preparazione di Lodi manca la farina di mais ), la Tortionata è uno dei dolci ideali da sgranocchiare durante le Feste di Natale e quando fa freddo ed io, quest’anno, la voglio anche servire, accompagnata da una salsa alle fragole calda, alla cena di Halloween del mio nipotino e dei suoi amichetti.

Quella che ti propongo oggi non è proprio la ricetta originale ( nella preparazione tradizionale non si dovrebbero usare le uova ), ma ho appurato che ai bambini piace di più questa versione e, allora, dato che li voglio sempre accontentare, la faccio in questo modo. 🙂

Ingredienti per una torta da 4 persone:

  • 300 grammi di farina bianca;
  • 160 grammi di mandorle sgusciate e con la pelle;
  • 150 grammi di zucchero;
  • 1 tuorlo d’uovo;
  • 150 grammi di burro;
  • 1 limone non trattato;
  • 1 cucchiaio di zucchero a velo;
  • sale q.b.

Preparazione della Tortionata lodigiana alle mandorle

Leva dal frigorifero il burro 2 ore prima della preparazione e lascialo riposare a temperatura ambiente per farlo ammorbidire e grattugia la scorza del limone non trattato.

Tosta le mandorle nel forno preriscaldato per 5 minuti a 180°, scuotendo la teglia di tanto in tanto, poi lasciale raffreddare, tritale grossolanamente e tienine qualcuna da parte per guarnire il dolce alla fine.

Monta il burro tagliato a pezzetti e lo zucchero con la frusta elettrica (o, meglio ancora, con la planetaria ) fino ad ottenere una crema spumosa.

Trasferiscila in una ciotola capiente, aggiungi le mandorle tritate e mescola col cucchiaio di legno; unisci la vaniglina, il tuorlo d’uovo, una presa di sale e la buccia grattugiata del limone e, infine, unisci anche la farina poca per volta, continuando a lavorare l’impasto con le mani per fare amalgamare bene il tutto e fino a quando avrà assunto una consistenza piuttosto compatta.

Fodera l’interno di una teglia rotonda del diametro di 26 centimetri con la carta da forno, spianaci dentro il composto, livellane la superficie con una spatola in modo che abbia uno spessore uniforme di circa 1,5 centimetri ( non di più ) e forma una griglia coi rebbi di una forchetta, tracciando delle righe perpendicolari.

Fai scaldare preventivamente il forno e, quando avrà raggiunto la temperatura di 180°, inforna la tortiera, posizionandola a metà altezza e fai cuocere per circa 35-40 minuti fino a quando il dolce avrà assunto un colore dorato.

Lascia raffreddare del tutto la Tortionata nella sua teglia ( quando è calda è fragile e potrebbe rompersi ), sformala con l’aiuto di un grosso piatto, spargi sulla sua superficie lo zucchero a velo e ornala con le mandorle che hai tenuto da parte.

Fatta a pezzi e chiusa in una scatola di latta col coperchio ermetico, la Tortionata si può conservare per 1 mese.

Credit photo: Wikimedia.org by Rollopack

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Scritto da Francesca Be
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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6 commenti su “Tortionata : il dolce friabile alle mandorle lodigiano

  1. Prima che leggessi, già avevo pensato: ottimo dolce per il Natale o Halloween.
    Io però farei con una salsa all’arancia, per Halloween. Quella alle fragole (o ciliege) a Natale 🙂

    Moz-

    1. Certo, Moz, ma devi usare arance rossissime.Altrimenti, come dai l”idea del sangue”? 😉

        1. Hai ragione, Moz.Non ci avevo pensato e mi riferivo al colore del sangue 🙂

I commenti sono chiusi.

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