Sapere ogni quanto e come lavare il pigiama correttamente è fondamentale sia per mantenerlo pulito, fresco e confortevole sia per garantirsi un’adeguata igiene personale e il benessere della propria pelle.
Durante la notte il pigiama assorbe sudore, cellule morte, residui di cosmetici e microorganismi e, essendo un ambiente caldo ed umido, può diventare terreno fertile per acari, batteri e funghi con conseguenze spiacevoli come cattivi odori, brufoli, irritazioni e piccole infezioni cutanee.
Tuttavia questi effetti si possono evitare se si sa come si lava il pigiama adeguatamente, cambiandolo spesso e mantenendolo il più possibile pulito durante l’uso.
Indice
Ogni quanto bisogna lavare il pigiama
In generale, l’American Cleaning Institute consiglia di lavare il pigiama ogni 3-4 giorni, ma tale suggerimento non può essere che una linea guida, dato che la frequenza ideale del cambio del pigiama dipende da diversi fattori soggettivi.
Fattori che influenzano la frequenza del lavaggio
Sudorazione notturna
Se sudi parecchio durante il sonno, sarà opportuno lavare il pigiama giornalmente in estate e ogni 2 notti d’uso in inverno.
In questo caso, è bene scegliere pigiami in tessuti naturali e traspiranti.
Modalità d’uso
- Se ti metti il pigiama solo per dormire in un ambiente pulito, puoi lavarlo ogni 6-7 giorni.
- Se lo indossi anche al mattino, lavalo ogni 2-3 giorni.
- Se lo indossi senza biancheria intima o durante lo svolgimento delle faccende domestiche, fanne il lavaggio quotidiano.
Igiene personale

Fare la doccia prima di coricarsi permette di prolungare la freschezza dell’indumento, ma, qualora l’igiene serale non sia costante, il suo lavaggio dovrebbe essere più frequente.
Tipo di tessuto
Mentre i tessuti naturali, essendo più traspiranti, ritardano l’assorbimento degli odori, le fibre sintetiche tendono a trattenerli e a sporcarsi più rapidamente.
Problemi cutanei
Chi soffre di acne, dermatiti ed allergie cutanee, dovrebbe lavare il pigiama dopo ogni utilizzo per evitare il peggioramento dei disturbi.
Segnali che indicano che è ora di lavare il pigiama
Nel caso che il capo presenti macchie, aloni e segni di sporco visibili, lavalo subito senza pensarci 2 volte e fai la stessa cosa se puzza di sudore o emana un altro sgradevole odore anche dopo averlo arieggiato.
Come lavare il pigiama correttamente
Per assicurarsi che il pigiama sia pulito, comfort e duraturo nel tempo, non basta infilarlo nella lavatrice, ma bisogna lavarlo nel modo giusto.
Occorre prestare attenzione al tipo di tessuto, alla temperatura dell’acqua e al detergente utilizzato ed adottare alcuni accorgimenti pratici che possono fare la differenza tra un capo che si mantiene bello a lungo e uno che si rovina in poche settimane.
Leggi sempre l’etichetta

La prima cosa da fare è leggere le istruzioni di lavaggio riportate sull’etichetta del pigiama.
Queste istruzioni forniscono le informazioni necessarie su temperatura massima, tipo di ciclo consigliato e compatibilità con asciugatrice ed altri trattamenti e ignorarle può significare danneggiare il tessuto anche irrimediabilmente o comprometterne la forma.
Fai attenzione alla separazione del bucato
Quando ti accingi a fare il bucato, dividi i capi in base al colore (bianchi, scuri e colorati)per evitare scolorimenti.
Mentre è possibile lavare i pigiami insieme a lenzuola o ad altri indumenti leggeri dello stesso colore, è meglio evitare di metterli in lavatrice con asciugamani in spugna o in altri tessuti che rilasciano pelucchi.
Qualora il pigiama appartenga a un bambino o a una persona con problemi cutanei o affetta da malattie infettive, sarà imprescindibile lavarlo separatamente per evitare contaminazioni.
Pretratta le macchie con tempestività
Se noti macchie evidenti sul pigiama, cerca d’intervenire il prima possibile, tamponando, innanzitutto, la zona interessata con delicatezza e senza strofinare per non rischiare di espandere la macchia e/o di danneggiare la stoffa.
Il trattamento da fare successivamente dipende dalla tipologia della macchia.
Grasso e oli possono essere assorbiti da talco o amido di mais, mentre le macchie di vino rosso e quelle di rossetto, ad esempio, richiedono l’utilizzo di prodotti specifici, che, comunque, è sempre meglio testare su una parte nascosta del capo prima di impiegarli.
Gli aloni di sudore, invece, possono essere rimossi con una pastetta naturale fai da te a base di acqua ossigenata e bicarbonato, ma anch’essa da provare su una zona invisibile del pigiama.
Scegli il ciclo e il detersivo in base al tessuto
Non tutti i pigiami sono uguali e lavare uno in seta come se fosse in cotone può danneggiarlo in maniera irreversibile.

In ogni caso e in qualunque materiale sia fatto il pigiama, è preferibile adoperare una soluzione di acqua e di acido citrico al 20% al posto degli ammorbidenti chimici, che possono non solo ridurre la capacità di assorbimento delle stoffe, ma anche lasciare tra le fibre residui irritanti per la pelle.
Lavaggio dei pigiami in cotone e in altri tessuti resistenti
I pigiami in tessuti robusti tollerano bene i lavaggi frequenti, ma è sempre meglio evitare di sottoporli a temperature troppo alte, soprattutto se sono in cotone (materiale che già rimpicciolisce e si accorcia di circa il 5% la prima volta che lo si lava ad acqua), per non causare restringimenti e sbiadimenti.
Il loro lavaggio va effettuato a temperature comprese tra 40° e 60°, a seconda non solo di quanto sono sporchi, ma anche e soprattutto e delle proprie esigenze di igienizzazione.
Se, ad esempio, il pigiama è poco sporco e senza macchie, ma sei sensibile agli acari della polvere (che muoiono sopra a 55°), sarà opportuno lavarlo a 60° e non 40°, temperatura che, invece, ti converrebbe scegliere in mancanza di tale allergia.
Il ciclo può essere normale o per cotone con centrifuga a 800 giri, ma in entrambi i casi si deve usare un detersivo delicato ed evitare l’utilizzo della candeggina, che indebolisce le fibre tessili a lungo andare oltre ad essere inquinante ed irritante per cute, occhi e vie respiratorie.
Se il pigiama è in cotone bianco ed ha perso l’originario candore, puoi adoperare il percarbonato di sodio nello stesso modo in cui lo si usa per sbiancare le lenzuola ingiallite per farlo tornare del colore della neve.
Lavaggio dei pigiami in seta, raso, flanella e in altri tessuti delicati

Questi capi richiedono più attenzioni e vanno lavati con acqua fredda o tiepida che non superi i 30°, preferibilmente a mano e con un detergente apposito per la seta a pH neutro.
Sebbene il pile non sia considerato un tessuto delicato, in realtà lo è, specialmente se si tratta del cosiddetto “ pile ad orsetto ” e pertanto, se non vuoi che perda morbidezza e faccia i pallini anzitempo, lava nelle stesse modalità i pigiami in questo materiale.
Se proprio vuoi usare la lavatrice, imposta un programma molto delicato e a centrifuga ridotta a 400 giri e, una volta che è finito il lavaggio, non torcere l’indumento per non rischiare di danneggiarne le fibre.
Asciugatura e stiratura dei pigiami
Mentre i pigiami in cotone e in tessuti resistenti possono essere asciugati nell’asciugatrice a basse temperature, quelli in tessuti delicati vanno lasciati asciugare all’aria aperta e al riparo dai raggi solari diretti.
Se il pigiama è in seta o in raso, non strizzarlo, ma arrotolalo in un asciugamano bianco e pulito (proprio come si fa con i maglioni di lana), per fargli perdere l’acqua in eccesso e, quando sarà trascorsa almeno 1 ora, stendilo su una superficie piana all’ombra e lascialo asciugare naturalmente.
C’è, però, da tener conto del fatto che i pigiami in cotone, poliestere, pile e in altri materiali poco inclini a stropicciarsi, non necessitano di stiratura se, quando sono ancora bagnati, li si tira con le mani per spianarne il tessuto.
Perciò conviene lasciare asciugare anch’essi all’aria, sulle grucce e non appesi alla corda con le mollette (che lascerebbero segni sul tessuto), per poter adottare questo escamotage ed evitare l’utilizzo del ferro da stiro.
Qualora, invece, il pigiama sia in raso, in seta o in lino, bisognerà per forza stirarlo per eliminare pieghe e grinze, ma dovrai farlo quando il capo è ancora un po’ umido e prendendo le precauzioni indicate sotto per non rischiare che il calore lo rovini.
Assicurati che la piastra del ferro sia perfettamente pulita e poi gira il pigiama a rovescio, disponilo sull’asse con il retro del tessuto rivolto verso l’alto e posizionaci sopra un panno da stiro o un foglio di carta velina bianca che faccia da barriera tra la stoffa e il ferro.

Dopodiché stira l’intera superficie dell’indumento alla più bassa temperatura possibile, azionando brevemente il getto di vapore solo sulle pieghe e senza premere troppo il ferro o muoverlo avanti e indietro.
In alternativa, puoi usare una spazzola a vapore, vaporizzando da qualche cm di distanza e dall’alto verso il basso in direzione delle grinze presenti sull’indumento (posizionato su una gruccia appesa alla maniglia di una finestra) fino alla loro rimozione.
Sia che tu lo abbia stirato sia che non ci sia stato bisogno di farlo, accertati che il pigiama sia completamente asciutto prima di indossarlo o di piegarlo e metterlo in un cassetto o in un organizer a portata di mano.
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Credito foto donna che si insapona nella doccia: gpointstudio per Freepik.com
Credito foto etichetta con istruzioni di lavaggio: The Sleep Judge per Flickr.com
Credito foto simbolo del lavaggio a 30°: Wikimedia.org
Credito foto di uomo che stira il pigiama: Freepik.com

