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credit photo: shrk

Abbiamo già visto le proprietà curative dell’aglio che lo rendono prezioso per il mantenimento e il recupero della salute, ma a molti, compreso me, risulta difficile da digerire.

Vediamo cosa possiamo fare per rendere digeribile l’aglio.

Prima di tutto bisogna precisare che questo bulbo è più  facile da digerire crudo che cotto.

Sembra strano, ma è proprio così: l’aglio, non sottoposto al calore, aiuta la produzione dei succhi gastrici e aumenta l’assimilazione degli elementi nutritivi dei cibi fino al 15 %.

Inoltre la cottura inibisce una buona parte delle preziose proprietà terapeutiche di questo vero e proprio ” re ” delle spezie officinali.

Se, quindi,  lo si vuole consumare crudo, è sempre bene togliere l‘anima dell’aglio che è la maggiore responsabile della pesantezza e difficoltà di digestione: si taglia a metà lo spicchio sbucciato e si estrae il germoglio verde interno da ambo le parti.

Ugualmente utile, anche per attenuarne il sapore senza però perderne l’aroma, è schiacciarlo con l’apposito utensile da cucina e spremerne il succo e la polpa ( io uso questo accorgimento principalmente nelle insalate e nei condimenti ).

Lo spremiaglio è reperibile presso i negozi ben forniti di articoli casalinghi e sul web.

Un vecchio trucco della nonna per rendere l’aglio meno indigesto ed evitare la pesantezza di stomaco che può derivare dalla sua ingestione, consiste nell’immergere gli spicchi sbucciati, prima dell’utilizzo, in una ciotola contenente latte caldo e lasciarcelo per 15 minuti circa; se si vuole invece usare latte freddo, occorre lasciarlo in ammollo per 1 ora.

I cuochi usano spesso la tecnica dello “ sbianchimento ” che consiste nel mettere l’aglio in un pentolino con acqua fredda e portare poi al punto di bollore: l’operazione deve essere eseguita per 3 volte.

Per rendere l’aglio più digeribile si consiglia anche di accostarlo a erbe aromatiche fresche come il prezzemolo, il basilico, la menta: queste spezie, vere e proprie piante officinali, sono utili contro la pesantezza di stomaco e aiutano i processi digestivi e di assimilazione dei cibi.

Chi assume aglio crudo a scopo terapeutico spesso lo inghiotte, con sorsi d’acqua, tritato e avvolto in un’ostia precedentemente ammollata a mo’ di pastiglia: questo non rende l’aglio più digeribile, ma serve ad eliminare l’odore dell’aglio dall’alito.

L’aglio vestito cotto, o in camicia, è più digeribile dell’aglio spellato e si ha la possibilità di farlo cuocere anche molto a lungo senza che bruci.

L’aglio bruciato, oltre che molto indigesto, è nocivo per la salute.

Io adopero spesso aglio in camicia lievemente rosolato in olio d’oliva per aromatizzare e, se invece faccio un soffritto, aggiungo l’aglio dopo gli altri ingredienti, in quanto tende a bruciare con facilità.

Per lo stesso motivo, se soffriggo solo aglio tritato, lo metto nell’olio a freddo e poi accendo in fuoco a fiamma bassissima.

Se si usa aglio vestito, cioè con la buccia, è comunque consigliabile togliere sempre lo strato esterno della pelle che potrebbe essere polveroso o non pulito.

L‘aglio marinato è adatto a tutte le preparazioni in cui non si mette l’aglio, perché troppo pesante: risulta maggiormente digeribile, ha un sapore più delicato e, condito con olio, peperoncino e origano, io lo aggiungo spesso anche tra gli stuzzichini per l’aperitivo.

Spero di essere stata d’aiuto a chi vuole rendere più digeribile l’aglio, senza rinunciarne all’uso e ai benefici che derivano dal suo consumo.

 

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