Favata sarda veloce e semplificata: la ricetta light

Come preparare nel modo più veloce la favata sarda e renderla più digeribile: la ricetta semplificata del piatto unico sardo.

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La favata sassarese, chiamata anche “faada e fae”, “zappatorino” e “lardu”, è un piatto povero molto saporito della tradizione culinaria sarda, fatto con fave, cavolo, finocchio selvatico, spezie e parti di scarto del maiale e accompagnato solitamente dal pane carasau, o “carta musica”.

La preparazione, molto antica e consumata in Sardegna principalmente a Carnevale, è piuttosto laboriosa e di non facilissima digestione, ma sono riuscita a semplificarla e a renderla più light, leggendo gli appunti di Apicio della Conciclam Apicianam, una specie di favata “alla maniera di Apicio”, e facendo e rifacendo delle prove, ed oggi ti propongo la favata sarda veloce, in cui è possibile impiegare fave surgelate, dado e soffritto già pronto per fare prima.

Naturalmente sarebbe preferire usare i legumi secchi ( prima di cucinare le fave essiccate, bisogna metterle a bagno per 12 ore ), ma ho studiato questa ricetta per semplificare al massimo e accorciare i tempi di preparazione e, quindi, ho usato fave surgelate.

Il finocchio selvatico, molto usato nella cucina sarda, è un ingrediente fondamentale per la buona riuscita del piatto: se non è disponibile, ti consiglio di rimandare l’esecuzione della ricetta a quando riuscirai a procurartelo.

La favata sarda acquista in gusto se viene consumata il giorno seguente alla preparazione: in questo caso bisogna farla scaldare bene prima di servirla intavola.

Ingredienti per 4 persone:

600 grammi di fave surgelate;
7 pomodori essiccati;
2 cucchiai di misto per soffritto surgelato;
300 grammi di salsiccia fresca;
2 spicchi d’aglio;
2 dadi per brodo di verdura;
2 cucchiai di pecorino grattugiato;
1 mazzetto di finocchio selvatico;
4 fette di pane raffermo;
sale e pepe q.b.

Preparazione della favata sassarese light rapida

Pulisci il cavolo cappuccio, lavalo, asciugalo e taglialo a fette sottili.

Leva la pelle agli spicchi d’aglio e tritali assieme ai pomodori secchi e metti il trito ottenuto in una casseruola di coccio capiente assieme alla salsiccia sbriciolata, alle fave ancora congelate e al misto per soffritto.

Aggiungi 1 litro d’acqua e i dadi e fai cuocere la favata per circa 20-30 minuti.

Nel frattempo, pulisci il finocchietto selvatico, eliminando gli steli duri; poi lavalo, asciugalo con cura, tritalo grossolanamente e aggiungilo alla zuppa quando questa sarà pronta.

Lascia ancora cuocere la favata  per 5-6 minuti circa per fare in modo che s’insaporisca bene; poi aggiusta di sale e di pepe ( fai prima la “prova assaggio”, dato che i dadi sono salati in sé stessi ) mescola accuratamente e spegni il fuoco.

Mentre la cottura viene completata, fai tostare il pane raffermo nel forno caldo e poi distribuiscilo sul fondo delle singole scodelle.

Versaci sopra la favata light bollente, spolvera con abbondante pecorino grattugiato e servi subito in tavola, accompagnando il piatto con un vino rosato asciutto come il Nardò sardo.

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Scritto da Francesca Be
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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