Cure termali a carico del Servizio Sanitario Nazionale: come e quando richiederle

Le patologie che danno diritto alle cure termali con le spese a carico del Servizio Sanitario Nazionale ( che in casi particolari sostiene anche quelle del soggiorno ) e cosa fare per accedere all'assistenza.

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Attualmente in Italia è possibile usufruire delle cure termali con gli oneri a carico dell’ASL nelle strutture convenzionate col Servizio Sanitario Nazionale.

Vediamo oggi in che casi e in che modi è possibile, secondo la normativa attualmente in vigore, accedere ai trattamenti terapeutici che sfruttano il potere curativo delle acque termali senza pagarli o sostenendone la spesa solo parzialmente.

Dico subito che non si può  accedere con  il contributo  Asl  a tutti i tipi  di trattamenti ai quali è possibile generalmente sottoporsi nei centri termali, ma lo si può fare solamente per quelli crenoterapici ( dal greco  “ crené ”, che sta a significare  “ sorgente ”) convenzionati che sfruttano le acque termali a fini terapeutici in presenza di determinate patologie.

Cosa bisogna fare per ottenere le cure termali spesate dal SSN

Se si è affetti da determinate malattie comprese in un elenco stilato dal Ministero della Sanità, è possibile rivolgersi direttamente ad un centro termale convenzionato, portando con sé la prescrizione del medico di famiglia o dello specialista da redigersi sul ricettario ASL rosa ( che indichi la diagnosi, la patologia e il numero del ciclo di cure da effettuare ), il tesserino del codice fiscale, quello sanitario e la carta d’identità.

In questo caso si pagherà solo il ticket ( se non si è esenti ) e il costo rimanente delle prestazioni sarà a carico del Servizio Sanitario Nazionale e degli enti INPS e INAIL, ma le spese del viaggio e del soggiorno dovranno comunque essere sostenute dal soggetto interessato.

I cittadini non esenti dal ticket dovrebbero pagare in teoria un ticket sanitario di 50 euro “ una tantum ”per ciclo ( ma è meglio informarsi preventivamente, visto che questa primavera a Ischia si pagavano 65 euro per un ciclo di fanghi e bagni termali e 35 euro per uno di cure inalatorie ).

I soggetti parzialmente esenti ( gli anziani oltre i 65 anni e i bambini sotto i 6 con reddito familiare annuo che non superi i 36.152 euro, i titolari di assegno sociale e d’invalidità e tutti coloro che per varie ragioni sono stati esentati parzialmente dal pagamento del ticket dal SSN ) pagherebbero una quota fissa di 3,10 euro ( ma, sempre ad Ischia, ne richiedevano 3,50 ), mentre chi è totalmente esente dovrebbe usufruire delle cure termali gratuitamente e senza dover contribuire in alcun modo.

Secondo la normativa attuale la patologia deve rientrare in una tra le seguenti: malattie reumatiche, dermatologiche, ginecologiche, vascolari e disturbi dell’apparato respiratorio, urinario, otorinolaringoiatrico e gastroenterico ( è possibile consultarne l’elenco sul sito dell’Inps, controllandone gli eventuali aggiornamenti e modifiche ).

Si ha diritto a un solo ciclo di cure termali all’anno da effettuarsi in un periodo di tempo unico ( anche se è possibile completare la terapia nell’arco massimo di 60 giorni dal primo trattamento ).

Nella scelta della struttura termale è bene assicurarsi, facendo una telefonata preventiva o consultando il sito internet della stessa, che l’istituto eroghi il tipo di cure prescritte e che sia effettivamente in convenzione col Servizio Sanitario Nazionale (la maggioranza dei parchi termali all’aperto non lo è, ad esempio).

In alcuni particolari casi è possibile anche usufruire del soggiorno gratuito ( anche se alcuni medici di base, come il mio ad esempio, ” tendono ” a non divulgare la cosa e “ cadono dalle nuvole ”quando si chiedono loro delucidazioni 😉 ), mentre restano comunque sempre da sostenere le spese di viaggio per raggiungere e lasciare la località termale scelta.

Questa possibilità è data unicamente in caso di patologie respiratorie e reumatiche e per i lavoratori dipendenti o autonomi iscritti all’Inps che non siano già in pensione, assicurati da almeno 5 anni e con i contributi in regola in tale periodo.

Si può usufruire di un solo ciclo di cure all’anno per un totale massimo di 5, ma è prevista la possibilità di richiederne di ulteriori in questi particolari casi eccezionali:

  • se la malattia di cui di soffre è invalidante, ma è ancora possibile un reale miglioramento clinico in seguito al trattamento termale;
  • se l’età anagrafica e contributiva del soggetto consentono un riscontro positivo nella prevenzione effettuata con le cure a base di acque curative, tenendo anche conto dell’attività lavorativa del paziente.

Questa seconda condizione è “nebulosa” e per niente chiara: consiglio a chi è interessato di rivolgersi all’INPS, all’INAIL e alle ASL locali per richiedere delucidazioni in proposito.

La domanda per poter usufruire di cure termali e relativo soggiorno a spese del Servizio Sanitario Nazionale va presentata nell’anno in cui si vuole effettuare il ciclo di trattamenti, dal 1° gennaio al 30 settembre, all’ufficio dell’Inps situato nella località di residenza del lavoratore in via telematica attraverso i seguenti canali:

  • tramite il numero gratuito da rete fissa 803164 o, da telefono mobile a pagamento secondo le tariffe del piano telefonico del proprio gestore,chiamando il numero 06/164164;
  • attraverso i servizi telematici dei patronati;
  • collegandosi al sito web dell’Inps.

Il medico di base deve inoltrare all’Inps il certificato di prescrizione delle cure prima che il soggetto
faccia formale domanda allo stesso Ente.

Una volta che l’Inps ha ricevuto la ricetta medica e la richiesta, verifica se sussistono i requisiti per ricevere la prestazione e, nel caso, convoca l’assistito per una visita di verifica.

Se la richiesta viene esaudita, la persona che l’ha inoltrata ne riceve comunicazione ed è tenuto a iniziare la cura termale entro 90 giorni dal ricevimento della notifica di accoglimento e deve scegliere l’istituto convenzionato tra quelli elencati dall’Inps e prendere contatto con lo stesso, per verificarne la disponibilità, almeno 10 giorni prima dell’inizio del turno.

Una volta che ha ricevuto conferma dalla struttura prescelta, il soggetto interessato, per poter usufruire delle prestazioni, deve anche comunicare all’Inps, a mezzo fax, il nome dell’istituto dove effettuerà la cura e le relative date. (

L’elenco delle strutture termali convenzionate è pubblicato ogni anno sul sito dell’Inps e l’aggiornamento per l’anno 2016 è avvenuto lo scorso aprile.

A chi non ha i requisiti per soggiornare gratuitamente in tali strutture e può usufruire delle sole cure termali ( pagando il ticket o essendone dispensato ) consiglio comunque di controllare che il medico di base rediga la prescrizione nel modo corretto sul ricettario della mutua ( a me è capitato di non poter usufruire delle cure termali col contributo del SSN perché il mio dottore aveva scritto una diagnosi generica di artrosi che non dava diritto alla prestazioni, anche se lui sosteneva che avrei potuto usufruirne ).

Consiglio anche di non dimenticare di portarsi dietro, oltre al documento identificativo e il tesserino sanitario, quello col codice fiscale, in modo da poterlo esibire in caso di richiesta da parte della struttura convenzionata ( anche se spesso non è necessario mostrarlo, ma….non si sa mai 😉 ).

A coloro che, invece, possono usufruire anche del soggiorno gratuito, oltre a verificare anche in questo caso di avere a disposizione tali documenti, suggerisco di muoversi per tempo ( per non rischiate di fare scadere la possibilità di ricevere la prestazione ) e di tenere bene a mente che la richiesta va fatta dal 1° gennaio al 30 settembre per poter usufruire delle cure nel corso dello stesso anno.

Considerando il fatto che i periodi più indicati per poter trarre i maggiori benefici terapeutici sono la primavera e l’autunno, la cosa migliore da fare è decidere in anticipo quando e dove effettuare le cure termali e fare la richiesta con un occhio al calendario ( informatevi per telefono su quanto impiega l’Ente nell’esaminare una richiesta e rispondere ) per poter usufruire delle prestazioni a carico del Servizio Sanitario nei tempi desiderati.

credit photo: Flickr.com by Viaggio Routard

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Scritto da Francesca Be
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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