Minestra primaverile con fave e piselli

La ricetta della minestra di primavera con fave e piselli tipica del Lazio nella versione in zuppa e asciutta con le modifiche apportate da me per gustare appieno il sapore dei legumi freschi.

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Finalmente ecco arrivare la primavera e, con lei, anche le ottime e nutrienti verdurine e legumi freschi, fra cui primeggiano fave e piselli, tipici della stagione, con cui è possibile fare deliziosi contorni e minestre.

La “morte” di fave e piselli è l’abbinamento tipico con salame e pecorino fresco, ma ci sono svariati modi per impiegarli in piatti gustosi e salutari.

Fra tutte le ricette a base di questi due ingredienti, io prediligo in particolar modo la tipica minestra primaverile con fave e piselli, tipica del Lazio, ma “rivisitata” secondo il mio gusto personale.

Questa sana minestra può fare in due modi, asciutta o in brodo, ma il procedimento è sostanzialmente lo stesso: vediamolo insieme.

Sgraniamo fave e piselli per un quantitativo di 1 pugno di entrambi a persona e poi laviamoli.

Tagliamo a fette sottili una o due patate, a seconda del numero di persone, e poi tagliamo le fette a metà.

Portiamo una pentola d’acqua a bollore, saliamo, aggiungiamo una o due foglie di alloro e facciamo cuocere fave, piselli e patate per 4 o 5 minuti a seconda della consistenza delle stesse.

Poi scoliamo, leviamo l’alloro e teniamo da parte l’acqua di cottura di  in cui faremo cuocere spaghettini tagliati a pezzi ( io uso quelli integrali o la tipica pasta mista di Napoli).

Facciamo imbiondire un trito di cipollotto di Tropea ( o di cipolla rossa) in una padella con poco olio d’oliva e poca acqua, mescolando fino a quando avrà preso colore.

A questo punto, mentre la pasta cuoce, passiamo nella padella i legumi e le patate e giriamo per 2 minuti circa con un cucchiaio di legno, speziando con del peperoncino secondo il proprio gusto.

Una volta che la pasta sarà al dente, scoliamola e facciamola saltare brevemente in padella assieme agli altri ingredienti ed aggiungendo del pecorino romano fatto a scagliette piccolissime.

Se vogliamo una vera e propria minestra, allunghiamo con l’acqua di cottura fino al grado di liquidità desiderato, ma, se, invece, preferiamo una  pasta asciutta, ne aggiungeremo solo quel poco necessario per non farla asciugare troppo in padella.

Prima di servire, l’ultima aggiunta: olio di oliva extravergine quanto basta.

Nella ricetta tradizionale sono previsti i carciofi al posto delle patate: per carità, vanno benissimo lo stesso, ma, secondo me, il loro sapore “sovrasta” nella zuppa il delicato gusto di fave e piselli freschi.

Allo stesso modo è bene non eccedere nella quantità del pecorino, ma aggiungerne solo una spolverata.

Nel caso si preferisca una minestra primaverile più consistente, aumentiamo un po’ le dosi di piselli e fave o, volendo, aggiungiamo foglie tenere di lattuga tagliate finemente o foglie fresche di ortica che potremo fare cuocere con la pasta e spadellare assieme agli altri ingredienti.

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Scritto da Francesca Be
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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