Le frittelle di San Martino siciliane sono dei dolcetti di pasta lievitata arricchita di uvetta e semi di finocchio davvero squisiti e immancabili sulle tavole della Perla del Mediterraneo l’11 novembre, giorno in cui si festeggia il Santo patrono di molti comuni italiani.
Oltre ad essere golose, facili e veloci da preparare ed economiche, sono prive di uova e di latte e, pertanto, adatte anche ai vegani e sia agli intolleranti al lattosio sia agli allergici alle proteine del latte.

Sebbene la realizzazione della ricetta sia semplicissima, è importante impiegare i semi di finocchio essiccati (che conferiscono un aroma unico pure alla confettura di castagne e al castagnaccio della nonna) e utilizzare esclusivamente olio di semi per friggere i dolcetti, dato che quello di oliva ne renderebbe il sapore troppo forte.
Inoltre bisogna fare in modo che l’olio non arrivi al punto di fumo o che non sia abbastanza caldo per evitare che le frittelle assumano una colorazione eccessivamente scura o che rimangano crude al loro interno.

Per non rischiare che brucino fuori e che non cuociano a sufficienza dentro, è opportuno anche non farle troppo grosse ed abbassare la fiamma qualora la loro superficie si dori troppo in fretta.
Volendo rendere queste frittelle ancora più golose di quello che già sono, le si può accompagnare con la crema al cioccolato vegana, anch’essa priva di uova e di latte vaccino.
Preparazione senza latte e uova delle frittelle di San Martino siciliane
Esecuzione della ricetta: facile
Tempo occorrente: 10 minuti + 15 minuti di cottura (+ 3 ore di lievitazione)
Costo: basso
| Ingredienti per 4 persone |
| 250 g di semola rimacinata di grano duro |
| 250 ml di acqua |
| 6 g di lievito di birra fresco (o 2 g di quello secco) |
| 14 g di semi di finocchio essiccati |
| 30 g di uvetta |
| un pizzico di sale |
| olio di semi di arachidi per friggere q.b |
| cannella in polvere q.b (facoltativa) |
| zucchero semolato q.b |
Procedimento
Raccogli l’uvetta in una ciotola, ricoprila con acqua fredda e lasciala a bagno per una decina di minuti in modo che si ammorbidisca.
Versa 250 ml di acqua in un pentolino, falla intiepidire e poi sbriciola il lievito, mettilo in una tazzina assieme al pizzico di zucchero e a poca acqua tiepida e fallo sciogliere completamente.
Metti, quindi, la semola in una ciotola, versaci sopra il lievito sciolto, mescola e, lavorando con il cucchiaio di legno, aggiungi il pizzico di sale e l’acqua tiepida rimasta a filo.
Continua a lavorare (aggiungendo ancora un po’ di acqua tiepida se necessario) e, quando avrai ottenuto una pastella molto consistente ed appiccicosa, ingloba l’uvetta scolata e strizzata ed i semi di finocchio.
Dopodiché copri l’impasto con un canovaccio pulito e lascialo lievitare per circa 3 ore.
Quando l’impasto sarà raddoppiato di volume, versa abbondante olio di semi di arachidi in una padella e fallo scaldare.
Non appena l’olio sarà ben caldo ma non fumante (deve avere una temperatura compresa tra 150° e 160°), preleva delle piccole quantità d’impasto con un cucchiaio e, aiutandoti con un altro cucchiaio, forma delle palline e lasciale scivolare nella padella.
Falle friggere, poche alla volta, per qualche minuto, smuovendole con un mestolo forato o con la schiumarola in modo che cuociano omogeneamente.
Una volta che le frittelle di San Martino saranno ben dorate su tutta la loro superficie, scolale su un foglio di carta assorbente e passale subito nello zucchero, che, se vuoi, puoi aromatizzare con un po’ di cannella.
Lasciale riposare 3 minuti e, infine, servile in tavola ben calde e possibilmente accompagnate da vino nuovo, come è tradizione fare in Sicilia l’11 novembre.
Benché sia meglio consumare le frittelle appena fatte, se non riesci a finirle tutte in una volta, chiudile in una scatola per biscotti o in un barattolo di vetro e conservale a temperatura ambiente
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Credito foto in evidenza: stu_spivack per Flickr.com
Credito foto olio di semi di arachidi: Mateus Andre per Freepik.com
Credito foto fiamma abbassata: Ervins Strauhmanis per Flickr.com

