Giostrine Montessori: cosa sono, come usarle, dove acquistarle, come farle

Le 4 giostrine montessoriane sono considerate i primi giochi formativi e sostenibili migliori in assoluto per un bebè da 0 a 8 mesi dagli esperti in pediatria e pedagogia: come sono fatte, a cosa servono, come utilizzarle al meglio, dove comprarle convenientemente e come farsele da soli per risparmiare.

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Mentre stavo lavorando alla stesura della guida alla scelta dei più sicuri e migliori giochi per bambini da 0 a 6 mesi nei giorni scorsi, ho capito di dover scrivere un articolo sulle giostrine montessoriane, o Montessori mobiles in inglese, perché, essendo giocattoli didattici importantissimi per lo sviluppo di un bimbo, meritano una trattazione ben più approfondita del semplice accenno ad esse che ho fatto nel tutorial.

Proprio perché considero tali oggetti ludici fondamentali per aiutare un bambino ad esercitare e a potenziare le sue capacità sensoriali nel periodo che va da 0 a 6-8 mesi di vita, oggi voglio portati a conoscenza di tutto quello che c’è da sapere sulle 4 diverse giostrine del metodo educativo Montessori, spiegarti le funzioni e le modalità d’uso di ognuna e come puoi procurartele comprandole o realizzandole con il fai da te.

Secondo la dottoressa Maria Montessori, alla quale si deve il famoso sistema pedagogico che porta il suo nome e attualmente adottato in più di 60.000 asili e scuole nel mondo, l’insegnamento ad un bimbo va iniziato fin dal momento della nascita e non deve essere unicamente una “ trasmissione di cultura ”, bensì  deve avere la finalità primaria di “ e-ducare ” ( dal latino educĕre che significa “ tirare fuori ciò che c’è dentro ”) il piccolo a sviluppare il potenziale di cui dispone, aiutandolo a imparare ad amare la vita e ad esprimersi al meglio in tutte le sue forme e fasi.

Nell’approccio didattico montessoriano, concepito e incentrato nel fornire aiuto al singolo bambino “ nel suo sviluppo mentale e affettivo oltre che fisico” rispettandone individualità, personali bisogni e modi e tempi di apprendimento, le giostrine pedagogiche svolgono un ruolo essenziale nell’agevolarlo nei primi mesi di vita nel suo percorso di crescita fisica, mentale e affettiva attraverso l’osservazione e la sperimentazione.

Cosa sono le giostrine montessoriane e come usarle

Tutti noi conosciamo le giostrine da neonato in movimento che vengono collocate sulla sua culla e che costituiscono per lo stesso la prima esperienza ed attività sensoriale, ma quelle del metodo Montessori si differenziano dalle altre per il fatto che, oltre ad essere molto semplici, costruite in materiali poveri nel rispetto ambientale e realizzabili anche con il fai da te con quelli riciclabili e di scarto, sono 4, ognuna delle quali è stata concepita, studiata e perfezionata nelle forme e nei colori per catturare l’attenzione e favorire la concentrazione e lo sviluppo sensoriale dell’infante a seconda delle settimane di vita che ha.

Il “ set ” delle 4 giostrine montessoriane originali ( ne esistono in commercio alcune che vengono fatte passare per tali, ma che non lo sono in realtà) è costituito dalla giostrina Munari, dalla ottaedri, dalla Gobbi e da quella delle ballerine.

Queste giostrine pedagogiche, a differenza di quelle normali, non devono essere collocate sul lettino dove il piccolo fa la nanna per evitare che, attirandone l’attenzione, ne ostacolino il sonno, ma vanno posizionate in un posto di attività a una distanza di circa 30 cm dai suoi occhi in modo che possa guardarle e non toccarle.

Bisogna farle vedere al piccolo solo quando è ben sveglio e mostrargliele nella determinata sequenza indicata in seguito, cambiandole ogni 3-4 settimane, per mantenerne viva l’attenzione, permettergli di fare nuove esperienze sensoriali e istruttive che siano adatte all’età raggiunta e di incrementare le capacità in base ai suoi tempi di apprendimento.

Neonato con occhi blu guarda davanti a sé

Per capire la funzione delle giostrine montessoriane è importante essere a conoscenza delle fasi di sviluppo della  vista di un bambino che avviene in questo modo da 0 a 6 mesi di età:

  • appena nato, il bebè vede poco e male come chi è affetto da forte miopia;
  • dalla seconda settimana comincia a mettere a fuoco oggetti grandi, ma senza distinguerne i colori a sufficienza;
  • da 4 a 8 settimane inizia a distinguere bene espressioni del viso, figure e oggetti a distanza ravvicinata e a percepirne la profondità;
  • da 8 a 24 settimane la vista del bambino progredisce e si perfeziona sempre di più fino a diventare come quella di un adulto dopo circa 6 mesi di vita.

Aiutare i bambini già dalle prime settimane a mettere a fuoco gli oggetti e a sviluppare le capacità visive è fondamentale nel metodo Montessori, perché è proprio per mezzo dell’organo della vista che iniziano l’esplorazione del mondo circostante, facendo ogni giorno nuove ed emozionanti scoperte che permettono loro di evolversi in tutti i sensi.

Detto questo, vediamo ora le caratteristiche di ognuna delle giostrine e quando è bene introdurle nella vita di un bebè.

Giostrina Munari da 2 a 3 settimane di età

Giostrina Munari per neonati di 2-3 settimane

Il metodo Montessori introduce come primissimo gioco sensoriale di un neonato questa giostrina, chiamata anche mobile Munari e che prende il nome dal suo ideatore Bruno Munari, designer, artista e scrittore milanese e personaggio chiave della cultura italiana nel Novecento, che condivideva in grandissima parte le idee della fondatrice del sistema pedagogico.

Da non confondere con i mobili Munari, disegnati anch’essi dall’artista per i bambini, la mobile Munari ( che si scrive con la e finale al posto della i)  è costituita da una sfera trasparente che riflette la luce su forme geometriche in bianco e nero ( i primi colori visibili dal bambino anche se non distinguibili all’inizio dallo stesso), la caratteristica che contraddistingue la giostrina Munari è la completa assenza di suoni e rumori.

La mancanza di suono, particolarità del giocattolo che lo rende inadatto a bambini  al di sotto di 14 giorni di vita (per intrattenere quelli appena nati si possono usare le giostrine dotate di motivi musicali o di rumori bianchi) e che va usato quando ne hanno 2-3 settimane, permette al neonato di non distrarsi e di concentrarsi sugli oggetti che inizia a percepire, sforzandosi per metterne a fuoco le forme e avvertirne sommariamente i colori e la profondità.

 Giostrina degli ottaedri da 5 a 6 settimane di età

Giostrina degli ottaedri mobili per neonati di 5-6 settimane

La seconda giostrina Montessori,  che va introdotta dalla quinta alla sesta settimana di vita del bambino e che è stata studiata per fare in modo che il bambino impari a distinguere i colori primari giallo, rosso e blu in movimento, è la ottaedro, costituita da 3 forme solide tridimensionali di differenti grandezze in materiali lucidi riflettenti la luce.

L’elemento più piccolo è giallo, quello medio è rosso e quello di dimensioni maggiori è blu.

Nella giostrina degli ottaedri, o giostrina ottaedro, l’abbinamento di ognuno di questi colori ad altrettante figure geometriche solide dalle 8 facce triangolari di diverse dimensioni, non è affatto casuale.

Infatti, dato che un piccolo di 5-6 settimane percepisce più facilmente il giallo, mediamente il rosso e ha difficoltà nel riconoscere il blu, bisogna aiutarlo a distinguerli mostrandoglieli in differenti grandezze in modo di non fargli fare sforzi eccessivi e inutili.

Pur facendo in modo che il bambino possa vedere la giostrina ottaedro senza toccarla, bisogna fare attenzione a non posizionarla troppo distante dai suoi occhi, perché un piccolo di tale età non è ancora in grado di vedere da lontano.

Giostrina Gobbi da 8 a 9 settimane di età

Giostrina Gobbi con sfere blu di diverse tonalità

La terza giostrina da usare in sequenza per proseguire il percorso di accrescimento visivo dell’infante è la Gobbi, chiamata comunemente anche “ il Gobbi ” e che prende il nome da Gianna Gobbi, inventrice della stessa e stretta collaboratrice di Maria Montessori per lungo tempo.

Tale giostra è costituita da 5 sfere di uguale dimensione e colore, ma dalle differenti tonalità, appese a un sostegno con fili di diverse misure crescenti.

Il filo che lega al sostegno la palla di gradazione di colore più chiara è il più corto, mentre quello che aggancia quella di tonalità più scura al supporto è il più lungo.

La giostra Gobbi, solitamente realizzata in cotone o altro materiale lucido in modo che la luce possa essere riflessa, è da introdurre tra i 2-3 mesi di età del piccolo, quando è ormai in grado di riconoscere le diverse colorazioni e comincia a distinguere le differenti gradazioni di una tinta.

Oltre a incuriosire e incantare il bambino con nuove e piacevoli esperienze e a permettergli di sviluppare la capacità di differenziare le sfumature dei colori e la percezione della profondità per mezzo del movimento delle sfere dall’alto al basso, il gioco, grazie all’oscillazione delle palle in alto e in basso e al loro fluttuare slow nel campo visivo del bebè, svolge sul piccolo un’azione tranquillizzante che ne favorisce la concentrazione.

Giostrina delle ballerine dalle 12 alle 16 settimane di età

Giostrina delle ballerine con figure danzanti in carta lucida e colorata

La giostrina delle ballerine, o dei ballerini (the dancers in inglese), quarta e ultima da usare nella sequenza, va introdotta quando il piccolo ha raggiunto i 3-4 mesi di età e prima che cominci ad agguantare e a tirare a sé gli oggetti.

Questa giostra visuale, che prende il nome dalle figure in carta lucida appese al sostegno, che sembrano ballerini danzanti quando sono in movimento, è stata pensata per le stesse finalità delle prime tre, ma ha anche scopi educativi differenti.

Tale giostrina costituita da forme mobili e colorate che si muovono naturalmente, infatti, costituisce per il piccolo un gioco didattico che, oltre a permettergli di affinare la messa a fuoco degli oggetti e il senso della profondità, lo induce a fare le prime esperienze tattili non appena sarà in grado di afferrare le figure in rotazione.

Quando il bambino comincerà a coordinare i movimenti in modo migliore, bisognerà avvicinargli la giostrina, affinché riesca a toccarla e a sperimentare gli oggetti appesi con il senso del tatto oltre che con quello della vista.

Quella dei ballerini, in cui ogni danzatore è formato da tre figure separate che si muovono indipendentemente tra di loro e non in modo coordinato, è la giostrina montessoriana preferita dai bambini piccoli, tanto che alcuni di loro arrivano a giocarci perfino a 12 mesi dalla nascita.

In ogni caso i pedagoghi che seguono il metodo Montessori consigliano di togliere definitivamente le giostrine a un bambino solo quando non susciteranno più in lui alcun interesse.

Dove acquistare le giostrine montessoriane e come farle da soli

In Italia attualmente le giostrine e gli altri giochi Montessori per bambini si possono reperire nei negozi fisici di giochi didattici, in quelli specializzati in articoli per la prima infanzia meglio forniti e su Internet, ma si possono anche costruire in casa con poca spesa se si ha tempo, pazienza e voglia di farle.

Io, che sono sempre di corsa, ho scarse abilità manuali e sono poco paziente e precisa, ho acquistato le giostrine montessoriane su Amazon, dove è possibile comprarle già fatte ( oltre ad esse, puoi trovare su Amazon materiale Montessori dalle diverse funzioni come oggetti didattici, soprammobili e arredi).

Ho acquistato per i miei nipotini quelle in set di Jacob’s Toyshop, ma è possibile anche ordinarne una sola,  anche se conviene scegliere il set, perché in proporzione quello completo costa meno rispetto alle 4 giostrine comprate separatamente.

Il set di 5 che ho acquistato io da Jacob’s Toyshop (artigiano che vende su Amazon giocattoli fatti a mano con materiali sicuri in un laboratorio smoke free), comprendente anche la giostrina arcobaleno in omaggio (altra giostrina di ispirazione montessoriana di cui non ti ho parlato, perché accessoria e non compresa nella sequenza delle 4 da introdurre progressivamente), ha attualmente un prezzo di 102 euro, contro quello di circa 35 euro l’una delle singole giostre vendute separatamente.

Certamente, se desideri fare un dono a un bebè, può essere più appropriato l’acquisto di un solo elemento nel caso tu non voglia fargli un regalo impegnativo, ma non c’è dubbio che decidere di comprare l’intera serie delle 4 giostre montessoriane in una volta sola è vantaggioso economicamente,  se, come me, ritieni che sia utile cambiarle in sequenza a tuo figlio per aiutarne lo sviluppo sensoriale.

Le giostrine sono già assemblate e pronte da appendere (verificalo sempre nel caso tu scelga un venditore diverso dal mio), ma, se, invece, hai tempo a disposizione, attitudine nel bricolage e nel fai da te e vuoi risparmiare (i giocattoli montessoriani in commercio realizzati manualmente in materiali ecologici non possono essere a buon mercato), puoi benissimo autoprodurle con materiali di scarto o di riciclo, facendo attenzione alla sicurezza e all’igiene degli stessi, fattori fondamentali quando si tratta di giochi da posizionare vicino al viso di bambini molto piccoli o da far toccare dalle loro manine.

Sebbene la maestra dell’asilo montessoriano dei miei nipotini consigli di seguire le istruzioni dettagliate del libro “ 60 attività Montessori per il Mio Bebè ” (che puoi visionare qui e qui e nel quale trovi, come dice il titolo stesso, attività pedagogiche per neonati e consigli utili per creargli spazi ideali e stimolanti per lui) quando si costruisce una giostrina fai da te per non commettere gli errori comuni a chi la realizza in casa per la prima volta, è possibile anche scaricare i template (da stampare e poi ritagliare) e seguire le guide all’autoproduzione di ognuna delle 4 giostre consultabili sul web.

Se decidi di fare in questo modo, ecco dove andare:

  •  vai qui e qui per realizzare la giostrina Munari;
  • qui e qui per fare la giostrina ottaedro;
  • qui per creare la giostrina Gobbi;
  • qui e qui per costruire la giostrina delle ballerine

Alcuni di questi link rimandano a tutorial in francese, ma ho scelto di metterli al posto di quelli al altre pagine sull’argomento in italiano perché ritengo che siano i più chiari e completi che si possano trovare attualmente su Internet ( se non sai la lingua, usa Google traduttore per poter leggerne i testi nella nostra).

Una volta che il tuo bambino sarà cresciuto e le giostrine montessoriane non susciteranno più in lui alcun interesse, non buttarle via nei rifiuti, ma fai come i genitori che adottano questo metodo pedagogico, basato sul rispetto della persona, della vita e dell’ambiente, che le regalano a mamme e papà di altri bebè che possono essere aiutati nel loro sviluppo da questi giochi altamente istruttivi e sostenibili.

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Credit photo intestazione e giostrine: Jacob’s Toyshop

Credit photo neonato: Goodfreephotos.com

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Scritto da Francesca Be
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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