Street food tipico dei “ frittellai ” e diffuso anche in Umbria e in Lazio, le frittelle di riso di San Giuseppe sono un must del 19 marzo in Toscana, dove da secoli vige il detto “ San Giuseppe non si fa senza frittelle ”.
Questi squisiti dolcetti fritti, perfetti, al pari delle zeppole di San Giuseppe partenopee, sia per la Festa del Papà sia per Carnevale, sono molto antichi e i senesi sostengono che siano stati creati dai falegnami della città del Palio in onore del loro Santo protettore.
Tuttavia non esistono testimonianze attendibili che confermino la veridicità di tale origine.
È certo, invece, che le deliziose frittelle risalgono al Rinascimento, poiché la loro ricetta era presente già ne Il Libro de arte coquinaria, scritto intorno al 1450 da Martino de’ Rossi, detto Maestro Martino da Como e più famoso cuoco europeo del Quattrocento.

Oggi, prepararle in casa significa portare avanti una tradizione golosa con il vantaggio di poter usare il “ moderno ” olio di semi di arachidi (povero di grassi saturi e di colesterolo) e di regolarne la temperatura per ottenere una frittura leggera e fragrante.
Infatti il segreto per riuscire a conseguire delle frittelle di riso fatte a regola d’arte e che non siano scure fuori e crude dentro sta nell’usare un buon olio dall’alto punto di fumo (quello dell’olio di semi di arachidi è intorno ai 230°) e mantenerne la temperatura costante tra 160° e 165°.
Inoltre l’olio deve essere abbondante in modo che le palline d’impasto possano galleggiare e friggere omogeneamente senza impregnarsi di grasso.

Volendo rendere i dolcetti ancora più golosi di quel che già sono, si può aggiungere all’impasto dell’uvetta (come indicato nella ricetta) e/o accompagnarli col sanguinaccio napoletano o con la meno calorica crema al cioccolato e arance gluten free.
Preparazione delle frittelle di riso di San Giuseppe secondo la ricetta toscana
Esecuzione della ricetta: facile
Tempo occorrente: 20 minuti + 40 minuti di cottura (+30 minuti di riposo dell’impasto)
Costo: basso
| Ingredienti per circa 30 frittelle (6 persone) |
| 180 g di riso Arborio |
| 700 ml di latte |
| 2 uova |
| la scorza grattugiata di 1 limone non trattato |
| la scorza grattugiata di 1 arancia non trattata |
| 70 g di farina 00 |
| un pizzico di sale |
| 7 g di lievito per dolci in polvere |
| 75 g di uvetta (facoltativo) |
| 1 bicchiere di rum (facoltativo) |
| 70 g di zucchero semolato |
| olio di semi di arachidi per friggere q.b |
| zucchero semolato non troppo fine per completare q.b |
Procedimento
Metti in un pentolino 35 g di zucchero, un pizzico di sale e le scorze degli agrumi grattugiate; versaci sopra il latte, mescola e fai scaldare il tutto.
Raggiunta l’ebollizione, unisci il riso sciacquato e scolato e continua a cuocere per circa 20 minuti a fuoco basso, mescolando in continuazione con il cucchiaio di legno ed aggiungendo negli ultimi minuti ancora un po’ di latte solo se è necessario.
Quando il riso avrà assorbito il latte e sarà pronto, rovescialo in una terrina bassa e larga, livellane la superficie del composto con l’aiuto di una marisa, coprilo a contatto con la pellicola da cucina e lascialo raffreddare.
Una volta che si sarà raffreddato del tutto, trasferiscilo in una ciotola capiente, incorpora i tuorli precedentemente separati dagli albumi e l’eventuale uvetta precedentemente fatta ammollare in acqua tiepida per 15 minuti ( e, se vuoi, fatta aromatizzare nel rum per altri 15 minuti) e ben strizzata e mescola.
Poi, facendo movimenti dal basso verso l’alto con la marisa, aggiungi anche la farina ed il lievito passati al setaccio.
Metti, quindi, gli albumi e 35 g di zucchero semolato in un’altra ciotola e, dopo averli montati con le fruste elettriche, inglobali nel composto, facendo sempre movimenti delicati dal basso verso l’alto, fino ad ottenere un impasto cremoso.
Se l’impasto risultasse troppo liquido o eccessivamente corposo, aggiungi un po’ di farina nel primo caso e del tuorlo d’uovo nel secondo.
Dopodiché coprilo con la pellicola a contatto e lascialo riposare in frigorifero per una trentina di minuti.
Trascorso questo tempo, preleva un pezzetto di circa 20 g dalla massa con un cucchiaio e, con le mani unte, dagli la forma di una pallina ed adagiala su un vassoio leggermente infarinato.
Procedi in questo modo fino ad esaurimento dell’impasto e, una volta che avrai terminato di formare tutte le palline, versa abbondante olio di semi di arachidi in un pentolino dai bordi alti e fallo scaldare.
Non appena l’olio avrà raggiunto la temperatura di 160°, immergici dentro poche palline alla volta e, girandole spesso, falle friggere per 4-5 minuti.
Man mano che le frittelle di riso di San Giuseppe avranno assunto una bella colorazione dorata in superficie, scolale con la schiumarola sulla carta assorbente.
Poi passale immediatamente nello zucchero semolato e, una volta che avrai finito di friggerle tutte, disponile sul piatto di portata e servile in tavola.
Sebbene sia possibile conservare le frittelle di riso toscane per 2 giorni in frigorifero, è consigliabile gustarle appena fatte o tenerle a temperatura ambiente e consumarle entro 18 ore.
Altre ricette tipiche a base di riso:
- Prelibato risotto mantecato con bruscandoli
- Torta pasquale di riso e cioccolato
- Riso al salto facile e di sicura riuscita
Credito foto in evidenza: Omid Tavallai per Flickr.com
Credito foto olio di arachide: Mateus Andre per Freepik.com

