Oggi ti voglio proporre la ricetta dei cullurielli calabresi con patate, chiamati anche cuddrurieddri, curoricchi e curuji, che sono delle super golose ciambelle fritte tipiche dell’Immacolata e di tutto il periodo natalizio da consumare salate o dolci a seconda delle proprie preferenze.
Fatte con un semplice impasto di patate, farina e lievito, queste frittelle di antica origine contadina sono simbolo di prosperità e fortuna e devono il loro nome a termine greco κολλύρα (“ corona ”) per la loro forma a ciambella e un tempo venivano infilate nel bastone da pastori e viandanti per trasportarle più agevolmente.
Sebbene siano una specialità delle zone di Cosenza, Crotone e Vibo Valentia, dove vengono sia preparate in famiglia durante le festività sia consumate come street food, sono diffuse pure in Basilicata, Puglia e Campania con varianti e nomi diversi.

I cullurielli, da mangiare ben caldi, possono essere gustati da soli o accompagnati da formaggi e salumi.
Se li si preferisce in versione dolce, bisogna ridurre della metà la quantità di sale, spolverarli con lo zucchero subito dopo averli fritti e li si può servire con del miele o/e con il Vin Santo.
Volendo, è possibile usare il medesimo impasto per fare le vecchiarelle, mezzelune farcite con caciocavallo e alici, anch’esse fritte e simili ai panzerotti partenopei.
Preparazione dei cullurielli calabresi con patate
Esecuzione della ricetta: facile
Tempo occorrente: 55 minuti + 15 minuti di cottura (+ tempi necessari alla doppia lievitazione)
Costo: basso
| Ingredienti per 6-8 persone |
| 1 kg di farina 00 |
| 350 g di patate |
| 1 cubetto di lievito di birra fresco |
| 20 g di sale |
| acqua tiepida q.b (500 ml circa) |
| 1 l di olio di semi di girasole per friggere |
| zucchero semolato o zucchero a velo q.b (facoltativo) |
Procedimento

Lava le patate, falle lessare con la loro buccia in acqua bollente salata e, quando saranno cotte, scolale, pelale e passale allo schiacciapatate.
Raccoglile in una ciotola capiente, versaci sopra il lievito di birra fatto sciogliere in una tazza di acqua tiepida presa dal totale e mescola bene per incorporarlo nella purea di patate.
Poi, continuando a mescolare, aggiungi a poco a poco la farina e l’acqua tiepida occorrente a farla assorbire tutta dal composto.
Dopodiché trasferisci il composto sulla spianatoia, unisci il sale e lavora energicamente e velocemente il tutto con le mani per non meno di 5 minuti fino ad ottenere un impasto senza grumi, liscio, molle e un po’ appiccicoso.

Rimetti, quindi, l’impasto nella ciotola, coprilo con della pellicola da cucina e lascialo lievitare nel forno spento o in un ambiente caldo e protetto da spifferi d’aria per almeno 90 minuti.
Una volta che l’impasto sarà raddoppiato di volume, forma con lo stesso delle palline dalla dimensione di un mandarino ed allineale, lasciando dello spazio tra l’una e l’altra, sul piano di lavoro leggermente infarinato.
Coprile con dei canovacci puliti, sistemaci sopra una coperta leggera o un plaid e lasciale riposare almeno 30 minuti.
Trascorso questo tempo, fai un buco al centro di ogni pallina ed allargala leggermente con le dita unte per darle la forma di ciambella.
Versa l’olio di semi di girasole in una padella dai bordi alti, fallo scaldare e, non appena avrà raggiunto la temperatura di 170°, immergici dentro 2-3 cullurielli per volta (gonfieranno parecchio durante la frittura).

Allargando il foro al loro centro con l’estremità del manico di un cucchiaio di legno e girandole spesso, falli friggere per circa 2 minuti o finché avranno assunto la doratura desiderata.
Scola, quindi, i cullurielli sulla carta assorbente e, se vuoi renderli dolci, spolverali abbondantemente con dello zucchero semolato o a velo.
Tienili in caldo e, quando avrai terminato di friggerli tutti, servili in tavola senza dar loro il tempo di raffreddarsi.
Consigli per l’ottimale riuscita dei cullurielli
Anche se la ricetta è semplice, bisogna avere alcuni accorgimenti per riuscire ad ottenere un risultato eccellente.
Usa possibilmente patate vecchie e a pasta gialla, più adatte ad essere impiegate nella preparazione di quelle dalla polpa bianca e farinosa che, invece, sono ideali per fare il purè.
Il kg di farina da utilizzare è un dosaggio indicativo, perché potrebbe volercene di più o di meno a seconda della varietà di patate utilizzate e, pertanto, adoperane “ quanta ne prendono ”.
Lo stesso vale per l’acqua: aggiungila al composto a poco a poco, ma senza esagerare e tenendo conto che l’impasto dovrà risultare facilmente lavorabile con le mani ma assai morbido.
Se preferisci impastare con la planetaria usa acqua a temperatura ambiente al posto di quella tiepida e, qualora tu voglia impiegare meno lievito, prolunga la doppia lievitazione dei cullurielli.
In ogni caso la temperatura dell’olio di frittura deve essere costante e non superare mai i 190° per evitare che le ciambelle non cuociano abbastanza all’interno o, al contrario, brucino.
Benché sia meglio consumare i cullurielli calabresi con patate subito dopo averli fritti, puoi anche conservarli in freezer per poi lasciali scongelare per 2 ore a temperatura ambiente e scaldarli nel forno quando li vorrai mangiare.
Devo, però, farti presente che, facendo in questo modo, non potranno avere la stessa consistenza soffice che hanno quando li si gusta al momento.
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Credito foto in evidenza: Suedehead per Flickr.com
Credito foto formaggi e salumi: Eric Kilby per Flickr.com
Credito foto patata schiacciata con lo schiacciapatate: denAsuncioner per Flickr.com
Credito foto prima lievitazione dell’impasto: reivax per Flickr.com
Credito foto frittura delle ciambelle in immersione: Waldo Jaquith per Flickr.com

