In una cucina creativa e senza sprechi, fare la pectina con gli scarti di mele e arance è un modo semplice di dare valore a ciò che spesso scartiamo inutilmente, riscoprire i gesti di una volta ed essere sostenibili.
Ma per quale motivo conviene preparare in casa la pectina quando la si può comprare già pronta all’uso in qualsiasi supermercato?
Perché farsela da soli è facile, estremamente economico e soprattutto salutare.
Infatti la pectina industriale spesso contiene conservanti e additivi chimici, mentre, se la si fa in casa, si ha la certezza che sia del tutto naturale e, quindi, che siano realmente genuine anche le confetture, le marmellate e le gelatine in cui la si usa come addensante.
In più, questo tipo di preparazione si inserisce perfettamente nella filosofia zero sprechi: le bucce e i torsoli, che di solito finiscono nel cassonetto dei rifiuti organici, diventano protagonisti di una trasformazione davvero utile nonché eco-friendly.
Ovviamente, sarà opportuno utilizzare scarti di frutti non trattati chimicamente per evitare che tracce dei pesticidi usati nell’agricoltura convenzionale rischino di rimanere nel prodotto finale.
Qualora tu non abbia la certezza che i frutti siano biologici, dovrai necessariamente lavarli molto bene, aggiungendo all’acqua le sostanze che si usano nel lavaggio delle fragole per eliminare gli eventuali residui di fitosanitari presenti sulla loro superficie.

Per riuscire a mettere insieme almeno 1 kg di scarti di mele e di arance (da cui si ottengono da 350 g 500 g di pectina a seconda del loro contenuto di succo e di quanta acqua evapora durante la cottura) puoi raccoglierli gradualmente e conservarli in frigorifero fino a 3 giorni o nel freezer per 3 mesi.
Abbi, però, l’accortezza di immergerli in un contenitore riempito di acqua acidulata con succo di limone se li tieni in frigo o, se li congeli, di spennellarli con lo stesso succo e di fare ogni volta uscire più aria possibile dal sacchetto in cui li metti.
Questi accorgimenti consentono di evitarne l’ossidazione, che scurirebbe sia il colore della pectina sia quello delle preparazioni in cui la s’impiega.
Tieni presente, comunque, che fare la pectina con gli scarti di mele e arance eventualmente ossidati non comprometterebbe né le proprietà gelificanti né la sicurezza alimentare del prodotto finale.
Preparazione con gli scarti di mele e arance della pectina fatta in casa
Esecuzione della ricetta: facile
Tempo occorrente: 15 minuti + 1 ora e 20 minuti di cottura
Costo: basso
| Ingredienti per 1 vaso da 350 g |
| 500 g di torsoli e bucce di mele biologiche |
| 500 g di scorze di arance biologiche |
| 1 l di acqua |
| 1 limone non trattato |
Procedimento
Lava gli scarti della frutta, asciugali e poi spezzettali con un coltellino o mettili nel bicchiere del mixer e frullali a impulsi per sminuzzarli molto grossolanamente senza che diventino una poltiglia.
Metti il limone tagliato a tocchetti e il succo che ne sarà fuoriuscito in una pentola dai bordi alti assieme agli scarti delle mele e delle arance e a 1 l di acqua.
Appoggia la pentola sul fondo di un’altra di maggiori dimensioni e versa dell’acqua in quella più grossa, facendo attenzione che arrivi a 3/4 dell’altezza della più piccola in modo che non possa entrarci dentro.
Fai cuocere il composto lentamente a bagnomaria, mescolando di tanto in tanto, per 1 ora o fino a quando il suo volume si sarà ridotto di circa la metà.
Dopodiché spegni il fuoco, metti un colino a maglie strette e capiente sopra a una grossa ciotola, versaci dentro il composto, coprilo con un canovaccio pulito e lascia sgocciolare gli scarti di frutta per 8 ore.
Trascorso questo tempo, elimina bucce e torsoli, filtra il liquido contenuto nella ciotola, versalo in un pentolino e porta ad ebollizione.
Abbassa la fiamma al minimo e fallo sobbollire per 20 minuti prima di spegnere il fuoco e lasciarlo intiepidire per 5 minuti.
Metti, infine, la pectina vischiosa ottenuta in un barattolo di vetro, chiudila ermeticamente e, quando si sarà raffreddata del tutto, trasferiscila in frigorifero per poi utilizzala nel giro di 2 giorni.
Se vuoi poterne disporre fino a 3 mesi, suddividila nelle formine che si usano per fare il ghiaccio e congelala.
Una volta che i cubetti si saranno solidificati, estraili dalle formine, chiudili in un sacchetto di plastica sterile e rimettili nel freezer.
Come usare la pectina fatta in casa
La pectina autoprodotta si utilizza principalmente per addensare marmellate, confetture e gelatine e conferire loro la tipica consistenza gelatinosa, mescolandola con lo zucchero prima di aggiungerla a freddo alla frutta.
Secondo la regola generale, va usata nella proporzione 1:5, ovvero 1 parte di pectina per 5 parti di frutta.
Se, ad esempio, si vuol fare velocemente una confettura di pesche e albicocche senza usare iil Fruttapec e i frutti mondati pesano 1 kg in totale, si dovranno impiegare 200 g di pectina, mentre bisognerà adoperarne 300 g qualora il loro peso complessivo sia di 1,5 kg.
Tuttavia, ciò vale solo in linea di massima, perché va tenuta in considerazione anche la quantità di pectina contenuta nei frutti e il loro stadio di maturazione.
Pertanto, il mio consiglio non può essere che quello di ridurre di 1/4 la dose da aggiungere se la frutta è molto matura e a medio contenuto di pectina o di aumentarla di 1/4 qualora ne contenga poca e sia ancora un po’ acerba.
Per quel che riguarda le preparazioni a base agrumi, uva spina, prugne, agrumi, mele e mele cotogne, non c’è bisogno di aggiungere pectina, in quanto sono frutti che ne hanno già un altissimo contenuto.
In ogni caso, è fondamentale sorvegliare la cottura di marmellate, confetture e gelatine e fare la “prova piattino” per capire se si stanno addensando adeguatamente e quando sarà il momento di spegnere il fuoco.
Inoltre, se usi una quantità minore di zucchero di quella indicata nella ricetta, sarà bene anche aggiungere ancora un po’ di pectina durante la cottura, ma fallo solo nell’evenienza che la preparazione stentasse a gelificare.
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Credito foto scarti di mele:Alan Levine per Flickr.com

