I fatti fritti o parafrittus sardi sono un golosissimo street food tipico del Carnevale ma che è possibile gustare anche in altri periodi dell’anno nelle sagre, nei chioschi e nei bar di tutta la Sardegna.
Queste irresistibili frittelle dolci sono diffuse pure in Toscana, dove vengono chiamate “ frati fritti ”(traduzione in italiano dei termini dialettali sardi “ para ” e “ frittus ”e, quindi, più corretta lessicalmente) per il fatto che la loro forma a ciambella e la riga chiara che presentano a metà superficie ricordano la chierica dei frati e il cordone che ne cinge il saio.
Dall’aspetto simile a quello delle graffe napoletane ma diverse in tutto il resto, hanno un sapore delizioso e una consistenza super soffice, mettono allegria, possono essere consumate a merenda, a colazione o a fine pasto e sono perfette per un buffet carnevalesco.

Inoltre, possono costituire la base di donuts glassati con ghiaccia reale e/o decorati con zuccherini vari.
Poiché vale proprio la pena assaggiarle, te ne propongo la ricetta originale del Capidano (dove pare che abbiano avuto origine i fatti fritti), che, oltre ad essere di sicura riuscita se la si segue passo per passo, consente di preparare l’impasto alla sera e di fargli fare la prima lievitazione mentre si dorme.
Ciò permette di evitare tempi morti e di poter concludere comodamente la realizzazione della ricetta il mattino seguente.
Volendo, si può sostituire lo strutto con la stessa quantità di margarina o di burro e l’acquavite con limoncello, sambuca, rum, mandarinetto o altro liquore di tuo gusto.
Ovviamente, puoi pure omettere l’uso del liquore se il consumo dei parafrittus è destinato a bambini ed a persone che non consumano alcool.
Tieni conto, però, che, in tali casi, il sapore del risultato finale sarà un po’ differente di quello delle frittelle fatte tradizionalmente dai sardi con strutto ed acquavite.

Sebbene usare la planetaria sia più pratico e consenta di risparmiare tempo e sugo di gomito, puoi benissimo fare l’impasto a mano se non disponi dell’impastatrice orbitale o preferisci non utilizzarla.
Preparazione dei fatti fritti a lunga lievitazione
Esecuzione della ricetta: media difficoltà
Tempo occorrente: 30 minuti + 10 minuti di cottura (+ 13 ore e 30 minuti di lievitazione)
Costo: basso
| Ingredienti per 4 persone (3 fatti fritti a testa) |
| 250 g di farina 0 con 13%-14% di proteine |
| 250 g di farina 00 con 11%-13% di proteine |
| 300 g di zucchero semolato |
| 2 uova grosse |
| 4 g di lievito per dolci in polvere |
| 4 g di lievito di birra fresco |
| un pizzico di sale |
| 45 g di strutto (o di burro o di margarina) |
| 1 cucchiaino di estratto di vaniglia (o 1 bustina di vanillina) |
| la parte gialla grattugiata della buccia di 1 limone piccolo non trattato |
| la parte arancione grattugiata della scorza di 1arancia piccola non trattata |
| 250 ml di latte |
| 20 ml di acquavite (o di altro liquore) |
| olio di semi di arachidi per friggere q.b |
Procedimento
Metti entrambe le farine setacciate nella ciotola della planetaria e mescolale con la foglia a velocità minima.
Nel frattempo, fai fondere lo strutto nel microonde o in un pentolino a fiamma bassissima e lascialo raffreddare.
Quando le farine si saranno ben amalgamate l’una all’altra, aggiungi prima 1 uovo alla volta e poi le scorze grattugiate degli agrumi.
Scalda 125 ml di latte in un pentolino e, non appena sarà tiepido, spegni il fuoco, aggiungi 60 g di zucchero semolato e mescola per farlo sciogliere.
Unisci alla ciotola della planetaria l’estratto di vaniglia, il lievito per dolci ed un pizzico di sale e continua a lavorare con la foglia a velocità lenta.
Aggiungi, quindi, il latte zuccherato a filo e, quando il composto l’avrà assorbito completamente, incorpora lo strutto raffreddato 1 cucchiaio alla volta e, per ultimo e pian piano, il liquore.
Dopodiché fai sciogliere il lievito di birra nel latte rimasto fatto precedentemente intiepidire a non più di 36°-37° e versa anch’esso nel composto.
Lavora lentamente ancora per 2 minuti prima di arrestare la planetaria, sostituire la foglia con il gancio, riavviare l’apparecchio ed impastare il tutto per almeno 10 minuti a media velocità.
Quando l’impasto si sarà incordato (ossia avrà assunto una consistenza liscia ed elastica e si sarà staccato dalle pareti trasferiscilo in una grossa ciotola.
Sigilla la ciotola con la pellicola trasparente, avvolgila in una coperta di lana, mettila nel forno spento ed accendine la luce.
Dopo 2 ore, spegni la luce e lascia riposare l’impasto nel forno chiuso per tutta la notte.
Una volta che saranno passate 12 ore e che l’impasto sarà raddoppiato di volume, prelevane un pezzetto di circa 80 g con l’aiuto di due cucchiai.
Con le mani infarinate, dagli una forma tondeggiante, disponilo su un vassoio anch’esso infarinato e coprilo con un canovaccio.
Procedi in tal modo fino ad esaurimento dell’impasto e lascia riposare le “ pagnottelle ” ottenute distanziate tra di loro per almeno 90 minuti ad una temperatura non inferiore a 20° e al riparo da spifferi e correnti d’aria.
Finita la seconda lievitazione, schiaccia leggermente ogni pallina d’impasto e bucala ed allargala al centro con le mani leggermente unte per darle la forma di una ciambella.
Versa l’olio di semi in abbondanza in una padella larga, fallo scaldare e, quando avrà raggiunto la temperatura di 160°, tuffaci dentro 3 ciambelle per volta.
Falle friggere per circa 1 minuto per lato, a temperatura costante e facendo attenzione che non si scontrino, fino a quando saranno uniformemente dorate.
Man mano che i fatti fritti saranno pronti, scolali con la schiumarola su fogli di carta assorbente per eliminare l’unto in eccesso e passali subito nello zucchero rimasto in modo che aderisca bene a tutta la loro superficie.
Quando avrai finito di preparali tutti, disponili sul piatto di portata e servili in tavola ben caldi, possibilmente accompagnati da un vino frizzante e fruttato, come il bianco Moscato d’Asti o il rosso Lambrusco.
Conservazione dei fatti fritti
Quantunque i parafrittus, al pari dei tartanelli palermitani e di altri lievitati fritti, vadano consumati appena fatti per poterli gustare al meglio, si mantengono buoni per un massimo di 2 giorni a patto che siano conservati in un contenitore ermetico e lontano da fonti di calore.
Qualora tendessero ad indurire, falli scaldare brevemente nel forno prima di mangiarli.
Mentre non va bene conservarli in frigorifero una volta che sono stati fritti perché diventerebbero mollicci, li si possono congelare sia da cotti che da crudi.
Se vuoi congelarli dopo averli fritti, non passarli nello zucchero ed aspetta che si siano raffreddati completamente prima di chiuderli ad uno ad uno in sacchetti gelo separati (per averli già divisi in porzioni ed evitare che si attacchino l’uno all’altro) e metterli nel freezer.
Quando li vorrai mangiare, lasciali scongelare gradualmente in frigorifero e poi scaldali nel forno o nel microonde e passali nello zucchero.
Preferendo congelarli da crudi, dai loro la forma di ciambelle dopo la prima lievitazione, lasciali lievitare ancora per 1 ora e 1/2 e successivamente allineali su un vassoio ricoperto di carta da forno, distanziandoli tra di loro.
Mettili, quindi, nel freezer, attendi che si siano induriti, chiudili in sacchetti singoli e rimettili nel congelatore.
Non fare passare più di 3 mesi prima di scongelarli a temperatura ambiente, friggerli, passarli nello zucchero e, infine, goderti la bontà e la fragranza dei tuoi fatti fritti.
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Credito foto in evidenza: Salim Virji per Flickr.com
Credito foto donuts a base di fatti fritti: We Like Shating per Flickr.com
Credito foto impasto manuale: Rebecca Siegel per Flickr.com

