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Carciofi alla brace: la ricetta siciliana

Semplici, facili a farsi e irresistibili

Scritto da Annamaria Leo

Se c’è un profumo che annuncia l’arrivo della primavera e delle prime gite fuori porta, è senz’altro quello dei carciofi alla brace, contorno povero ma gustosissimo, perfetto per arricchire le grigliate, must di Pasquetta e la cui peculiarità risiede nel metodo di cottura ancestrale.

Infatti, a differenza di altre verdure che vengono grigliate su una rete metallica, i carciofi alla brace siciliani, chiamati anche cacocciuli arrustuti, cuociono a contatto diretto con il calore e ciò permette al fumo della legna di “accarezzare” l’ortaggio, conferendogli quelle note balsamiche e affumicate che lo rendono indimenticabile.

Sebbene non sia sempre possibile cucinare i carciofi in questo modo per il fatto che la cottura alla brace è solitamente vietata nei condomini italiani, se disponi di uno spazio all’aperto, ti consiglio caldamente di provare a farlo perché ne vale davvero la pena.

Per un successo assicurato, ti raccomando di scegliere dei carciofi grossi e teneri, come gli assai saporiti spinosi di Cerda (località vicina a Palermo in cui si tiene la Sagra del Carciofo ogni 25 aprile) o i romaneschi dalla forma sferica, privi di spine e anche adatti ad essere essiccati.

Se vuoi rendere ancora più stuzzicanti i tuoi carciofi alla brace, puoi aggiungere al condimento capperi tritati, un pizzico di semi di finocchio o del pecorino a scaglie.

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Carciofi cuociono sulla brace protetti da fogli di alluminio

In ogni caso, qualora tu voglia usare fogli di alluminio per proteggere la base di carciofi o per avvolgerli, ricorda di non utilizzarli a contatto con alimenti molto salati o acidi (come il limone) ad alte temperature per evitare la migrazione del metallo nel cibo.

Preparazione dei carciofi alla brace secondo la ricetta siciliana

Esecuzione della ricetta: facile

Tempo occorrente: 15 minuti + 30 minuti di cottura

Costo: basso

Ingredienti per 4 persone:
8 carciofi grandi e teneri
4 spicchi d’aglio
un mazzetto di prezzemolo fresco
olio extravergine d’oliva q.b
sale e pepe q.b

Procedimento

Pulisci i carciofi, eliminando le brattee esterne più dure e quelle eventualmente rovinate e tagliandone via i gambi a circa 1 cm dalla base.

Poi sbattili a testa in giù sul piano di lavoro per allentare le brattee e creare lo spazio necessario per inserire il condimento prima di lavarli bene sotto l’acqua corrente e lasciarli sgocciolare capovolti.

Prepara, quindi, il ripieno, tritando grossolanamente gli spicchi di aglio privati della pelle assieme alle foglie di prezzemolo sciacquate e asciugate e aggiungi allo stesso il sale e il pepe.

Dopodiché riempi generosamente col ripieno ottenuto il cuore di ogni carciofo e termina con un giro di olio EVO, che dovrà penetrare bene tra le brattee.

Una volta che avrai preparato la brace (utilizzando  legna naturale o carbone vegetale ed evitando di usare prodotti chimici per l’accensione) ed aspettato che la fiamma si sia spenta, incastra i carciofi direttamente tra i tizzoni ardenti senza usare la griglia e esercitando una leggera pressione affinché restino “in piedi”.

Falli arrostire nella brace per 20-30 minuti al riparo da correnti d’aria e non spaventarti se le loro foglie esterne diventeranno completamente nere e carbonizzate (è proprio questo che protegge il cuore e lo cuoce a vapore nei suoi stessi succhi).

Quando i carciofi alla brace saranno pronti, estraili dal fuoco e, con pazienza, eliminane gli strati esterni bruciati.

Ciò che resterà saranno cuori tenerissimi, profumati e incredibilmente saporiti da servire ben caldi, magari accompagnandoli con delle fette di pane casereccio “bruscate” anch’esse sulla brace.

 

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Credito delle foto: Annamaria Leo

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