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Come eliminare i pesticidi dall’uva

Rimedi naturali ed economici per togliere facilmente i pesticidi dall'uva

L’uva è deliziosa, versatile e ricca di sostanze benefiche, ma è anche uno dei prodotti ortofrutticoli più trattati con pesticidi che non vanno via con una semplice sciacquata e che  comunque vanno rimossi per rendere sicuro il consumo del frutto.

Pertanto, se la ami ma ci tieni alla tua salute, leggi questo articolo in cui ti spiego le ragioni per cui è quasi sempre trattata con antiparassitari chimici, i potenziali rischi che comporta la loro ingestione e quali sono i modi più efficaci per eliminare i pesticidi dall’uva.

Perché l’uva è tra i frutti più contaminati dai pesticidi

Uva attaccata e danneggiata dai parassiti

Essendo l’uva assai vulnerabile agli attacchi di insetti, parassiti e malattie, i coltivatori fanno spesso e volentieri un uso intensivo di fitofarmaci per non rischiare di compromettere il  raccolto e per garantire una produzione ottimale.

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Per di più, alcuni pesticidi impiegati nella viticoltura convenzionale sono sistemici, il che significa che penetrano nella pianta e nei frutti invece di agire solo all’esterno.

Ciò rende l’uva uno dei frutti più frequentemente contaminati da residui chimici, come evidenziano parecchi rapporti scientifici riguardanti la sicurezza alimentare.

Il rapporto di Legambiente “ Stop Pesticidi ” del 2023, ad esempio, riporta che il 73,17% dell’uva analizzata era presente almeno 1 pesticida e che in alcuni campioni sono stati rinvenuti residui di ben 17 antiparassitari sintetici diversi.

A livello internazionale, l’uva è immancabilmente presente, assieme alle fragole, nella “ Dirty Dozen List ” dell’EWG (Enviromental Working Group), che segnala i frutti ad alto contenuto di pesticidi.

Gli effetti dei pesticidi sulla salute

Anche se l’ingestione occasionale di residui di pesticidi in quantità limitate non comporta solitamente danni immediati, l’accumulo degli stessi nell’organismo può causare nel tempo problemi di salute, specie in soggetti vulnerabili, come bambini, anziani donne incinte, diabetici e persone col sistema immunitario compromesso.

Numerosi studi scientifici hanno collegato l’esposizione ai pesticidi a lungo termine a un aumento del rischio di sviluppare malattie croniche, come tumori e malattie neurodegenerative.

Alcuni pesticidi sono stati classificati come interferenti endocrini capaci di alterare il normale funzionamento del sistema ormonale.

Altri, come l’Imidacloprid e l’Acetamiprid (il primo è stato messo al bando dalla UE, ma il secondo è tuttora usato nei vigneti), sono dannosi per il sistema nervoso in fase di sviluppo e possono provocare problemi cognitivi e comportamentali.

C’è, però, da tener conto del fatto che in Italia la normativa che regolamenta l’impiego dei pesticidi in agricoltura è piuttosto severa e che i prodotti ortofrutticoli sono generalmente sottoposti a regolari ed adeguati controlli.

Perciò capita raramente che la frutta e le verdure nostrane contengano pesticidi in quantità superiore ai limiti di sicurezza stabiliti legalmente a tutela della salute dei consumatori.

Metodi casalinghi e naturali più efficaci per eliminare i pesticidi dall’uva

Scelta dei frutti

Uva biologica in fruttiera di legno

Dato che non esistono metodi casalinghi che possano rimuovere i pesticidi sistemici e di eliminare del tutto quelli presenti sulla buccia del frutto, la cosa migliore da fare è optare per l’uva biologica se si vole avere la sicurezza di non ingerirli.

In tal caso è sufficiente lavarla bene (come indicato sotto) ed asciugarla con della carta assorbente acino per acino per eliminare polvere ed agenti dannosi e poterla gustare con la buccia in sicurezza.

Tuttavia, l’uva non trattata chimicamente è costosa, non la si trova dappertutto ed è difficile avere la certezza che sia davvero stata coltivata senza l’impiego di pesticidi, a meno che abbia la certificazione bio o la si compri da un produttore o da un negoziante di fiducia.

Se, invece, si preferisce acquistare uva coltivata convenzionalmente al mercato, presso la grande distribuzione o dal verduriere, sarà opportuno sceglierla di produzione italiana e, possibilmente, dalla buccia spessa.

Infatti, sebbene la buccia degli acini non sempre costituisca una barriera efficace contro l’assorbimento di sostanze  di sintesi, è pur sempre una protezione per la polpa del frutto.

Lavaggio corretto dell’uva

Una volta portata a casa l’uva, bisognerà metterla subito in frigorifero per poi lavare e “ decontaminare” solo il quantitativo che si consumerà entro 3 ore.

È importante non fare entrare in contatto con l’acqua l’uva che si vuole conservare per evitare che i ristagni di umidità ne accelerino il deterioramento e, di conseguenza, ne impediscano una lunga durata.

Come lavare l'uva nell'acqua corrente

Il lavaggio, da fare dopo aver eliminato gli acini rovinati, va effettuato in immersione nell’acqua corrente per almeno 1 minuto, girando il grappolo diverse volte e massaggiando i chicchi con delicatezza per non rischiare di romperli.

Se l’uva è particolarmente sporca, è consigliabile riempire il lavello di acqua, immergerci dentro il grappolo, lasciarlo a bagno per 5 minuti e poi sciacquarlo sotto al getto del rubinetto.

Miscele anti-pesticidi fai da te

Dopo il lavaggio, si possono usare 3 miscele diverse per rimuovere i residui di pesticidi rimasti sulla frutta.

Soluzione di acqua e bicarbonato

Secondo Lili He, chimica e direttrice del dipartimento di Scienza dell’Alimentazione dell’Università del Massachusset, il bicarbonato è la sostanza migliore da usare in questo caso, perché è in grado di scomporre le molecole dei pesticidi presenti sulla superficie della frutta grazie al suo pH alcalino.

Cucchiaio metallico contenente bicarbonato

Si fa sciogliere il bicarbonato nell’acqua (1 cucchiaio per ogni litro), s’immerge il grappolo nella miscela per 15 minuti e poi si risciacqua abbondantemente.

Soluzione di acqua e aceto

In alternativa, si può usare un miscuglio di acqua ed aceto di mele o di vino (ma non l’aceto ad uso domestico e non commestibile ricavato dagli scarti di frutta).

Si versano 2 parti di acqua e 1 parte di aceto in una bacinella, si mescola e poi si lascia l’uva a bagno nella soluzione per 15 minuti.

Quantunque l’aceto sia in grado di rimuovere i residui di pesticidi oltre che un buon disinfettante, ha un forte odore e, quindi, bisogna avere l’accorgimento di sciacquare l’uva molto accuratamente dopo l’ammollo nella soluzione per poterlo mandare via.

Soluzione di acqua, bicarbonato e succo di limone

Bicarbonato in ciotola di vetro con accanto limone aperto
https://pixabay.com/it/photos/bicarbonato-di-sodio-calce-cucina-4017615/

Allorché si voglia evitare di tenere a bagno l’uva, si può mettere in uno spruzzino 8 parti di acqua, 1 di bicarbonato ed 1 di succo di limone.

Si agita il flacone fino a far sciogliere completamente il bicarbonato, se ne spruzza il contenuto sugli acini del frutto e lo si lascia agire 10 minuti prima di effettuare il risciacquo.

Usare l’Amuchina sarebbe inutile in questo caso, poiché, pur essendo on ottimo germicida, non toglie i pesticidi né dalla frutta né dagli ortaggi.

Sebbene i metodi indicati siano quelli casalinghi più efficaci e riescano a rimuovere fino all’80 % dei residui dei pesticidi non sistemici, il 20% degli stessi rimane sul frutto.

Tuttavia il quantitativo di pesticidi presenti sull’uva dopo i trattamenti anti-pesticidi fai da te è davvero basso e, quindi, la si può mangiare con la buccia (ricca di sostanze benefiche) se si è in buona salute e la si digerisce facilmente.

Se, invece, il suo consumo è destinato a bambini piccoli, a persone in età molto avanzata e ad altri soggetti fragili, è bene sbucciarne gli acini o scegliere quella biologica.

 

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Credito foto intestazione: BananaStock per Freeimages.com

Credito foto uva attaccata da parassiti: Mona Maynard per Flickr.com

Credito foto uva biologica: Zeev Barkan per Flickr.com

Credito foto lavaggio dell’uva: Dan4th Nicholas per Flickr.com

Credito foto cucchiaio di bicarbonato: solylunafamilia per Flickr.com

Credito foto bicarbonato e limone: Pixabay.com

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