Anche se ormai quasi tutti facciamo la raccolta differenziata di plastica, vetro, alluminio ed umido senza sbagliare, sono ancora pochi quelli che sanno come smaltire le lampadine usate e, pertanto, adesso ti spiego come farlo correttamente.
Infatti, bisogna smaltirle a seconda dei materiali in cui sono fatte ed evitare di commettere l’errore di buttarle via unicamente nel sacchetto dell’immondizia indifferenziata, come fa, invece, la maggioranza delle persone.
Indice
Come smaltire le lampadine usate nel modo corretto?
Diciamo subito che le lampadine esauste o fulminate non vanno mai eliminate nei cassonetti della raccolta del vetro (comportamento errato molto comune anch’esso) in quanto sono fatte in altri materiali, che, a differenza del normale vetro, non sono riciclabili.
La prima cosa da fare è sapere a quale tipologia appartiene la lampadina da smaltire.
Se si dubita di non essere poi in grado di riconoscerne la tipologia dal suo aspetto, conviene conservarne la confezione (su cui sono riportate le indicazioni per smaltirla adeguatamente).
È bene anche annotare sull’imballaggio il punto della casa in cui è stata collocata la lampadina per evitare il rischio di scambiarla con un’altra dalle differenti caratteristiche.
Lampadine ad incandescenza
Le classiche lampadine elettriche ad incandescenza (quelle col filamento all’interno del bulbo, che si scurisce quando si fulminano) vanno solitamente gettate nel sacco dei rifiuti indifferenziati.
Prima di buttarle via, però, bisogna informarsi bene sulle indicazioni per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani del proprio comune di appartenenza, dato che in Italia non esiste ancora una normativa sul riciclaggio dei rifiuti univoca e valida su tutto il territorio nazionale.
Lo stesso vale per le lampade alogene e per i faretti ad incandescenza.
Dispositivi d’illuminazione a fluorescenza, al neon, a vapori di sodio e LED
La cosa cambia se si devono smaltire lampadine a fluorescenza (compatte e non), tubi neon, quelle a vapori di sodio o le LED di nuova generazione, in quanto, contenendo mercurio ed altre sostanze e polveri nocive per la salute e inquinanti per l’ambiente, sono dei rifiuti speciali a tutti gli effetti.
Certamente questi tipi di lampadine offrono non pochi vantaggi in termini di durata e risparmio energetico, ma lo smaltimento deve avvenire secondo le norme previste dalla Legge per i materiali RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche).
Terminato il loro ciclo di vita, questi tipi di lampadine devono essere smaltiti nelle 2 seguenti modalità:
- Si possono consegnare le lampadine ormai inutilizzabili ai rivenditori di materiali elettrici al momento di acquistarne una nuova: il ritiro da parte del negoziante è gratuito per legge e, nel rapporto di 1 a 1, non può essere rifiutato.
- Le lampadine usate possono anche essere portate alle isole ecologiche locali o nel centro di raccolta comunale e smaltite negli appositi bidoni (gli stessi dei piccoli elettrodomestici ).
L’ Ecolamp, consorzio senza fini di lucro che si occupa dello smaltimento e trattamento delle lampadine a basso consumo energetico e di apparecchi dell’illuminazione, ha messo a disposizione dei consumatori la mappa delle isole ecologiche presenti in Italia in cui sono stati collocati i bidoni per la raccolta separata.
I centri di raccolta comunali abilitati RAEE più vicini possono anche essere individuati scaricando l’applicazione dello stesso consorzio per dispositivi Android.
E’ necessario prestare una particolare attenzione a fare in modo che lampadine fluorescenti e a basso consumo non si spacchino durante la sostituzione di quelle ormai inservibili con le nuove.
Qualora si rompessero nonostante l’adozione di precauzioni, sarà bene consultare le istruzioni sul da farsi in tale evenienza sul sito del produttore o, se l’azienda prevede servizio clienti telefonico, chiedere consiglio al call center.
È innegabile che smaltire le lampadine esauste correttamente sia una seccatura, ma è necessario farlo in modo di permettere di riciclare fino al 95% dei materiali in cui sono fatte e, di conseguenza, per poter contribuire alla salvaguardia dell’ambiente.
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