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In parecchi mi hanno chiesto cosa bisogna fare se si manifesta del sanguinamento dopo l’asportazione di un dente ed ecco i suggerimenti del mio dentista per prevenire il più possibile e fermare una emorragia gengivale.

Premetto che si tratta di indicazioni in linea generale e non possono valere per tutti, dato che ogni paziente è un caso a se stante e la cosa migliore è sempre chiedere consiglio al proprio odontoiatra prima dell’asportazione dentaria (dopo si potrebbe essere intontiti dall’anestesia o dallo stress sopportato e non capire le sue prescrizioni ed eventuali avvertenze).

Cosa fare in caso di emorragia post-estrazione dentaria

Per prima cosa ti consiglio la lettura del post sui comportamenti corretti da adottare dopo l’avulsione di un dente per capire cosa solitamente si deve e non si deve fare dopo aver subito l’intervento.

Un lieve sanguinamento nelle prime 24-48 ore è un effetto collaterale frequente: non devi preoccuparti eccessivamente e non è il caso di allarmarsi troppo neppure se questo avviene nelle 72 ore dopo l’estrazione di un dente (sempre che la fuoriuscita ematica non sia eccessiva).

Infatti il deflusso potrebbe essere causato dalla vasodilatazione provocata dall’ingestione di alimenti troppo caldi o duri, pulizie dei denti e sciacqui particolarmente energici o all’assunzione di farmaci particolari.

Come prevenire le emorragie post-estrazione dentaria e favorire la formazione del coagulo

Medicine in capsula e pilloleCome spiego nell’articolo linkato sopra, per limitare al massimo emorragie e complicazioni e facilitare la guarigione è necessario assumere regolarmente i farmaci prescritti ( per non dimenticarsene o sbagliare i dosaggi trovo che siano molto utili i portapillole settimanali), dormire con la testa sollevata, seguire una dieta semi-liquida a base di cibi freddi e morbidi, non lavarsi i denti per le prime 48 ore e non fare sciacqui per 3 giorni dopo l’avulsione di un dente.

Per prevenire emorragie e la cosiddetta alveolite secca, complicazione piuttosto fastidiosa che consiste in una infezione dell’alveolo provocata dalla perdita del coagulo nel sito che rimane indifeso all’attacco dei batteri, è anche bene:

  •   evitare farmaci contenenti acido acetilsalicilico o salicilati, come, ad esempio, l’aspirina;
  •  non passare la lingua sulla parte interessata, non toccala con le mani (specie se sono sporche);
  • soffiarsi il naso con delicatezza;
  • cercare di non sputare;
  • non usare lo spazzolino elettrico, ma adoperarne invece uno manuale a setole morbide senza passarlo sul punto interessato;
  • sospendere l’attività fisica per almeno 1 settimana ( l’aumento della pressione sanguigna accresce le possibilità di incorrere in una emorragia).

Come fermare una emorragia gengivale manifestatasi dopo l’avulsione di un dente

Per arrestare la perdita di sangue, devi comprimere la ferita con un tampone odontoiatrico fornito dal dentista o con una garza sterili (evitando l’uso del cotone idrofilo, i cui pelucchi potrebbero infilarsi nella parte interessata), mantenendo la pressione.

Tampone o garza devono essere maneggiati con le mani perfettamente pulite e inumiditi per evitare che il coagulo vi aderisca.

Durante la compressione tieni la testa sollevata e il viso piegato leggermente verso il basso per fare in modo che la forza di gravità limiti il flusso sanguigno e il sangue non possa andare in gola, provocando spesso un senso di nausea e vomito.

Ecco come procedere:

  •  inumidisci una garza sterile con acqua fredda (sempre minerale o fatta precedentemente bollire e raffreddare), strizzala e arrotola su se stessa;
  •  posiziona il rotolino sulla parte sanguinante;
  •  stringi i denti per 15 minuti per ottenere la compressione senza mai allentare il morso;
  •  togli la garza dopo 30 minuti (in questo lasso di tempo la garza non deve essere rimossa e toccata con le dita)

Non spaventarti se provi dolore (è una sensazione normale quando si comprime una ferita) e, nel caso la perdita di sangue non cessasse, ripeti l’operazione serrando i denti con più forza.

Per capire se l’emorragia è cessata, accertati che il sangue abbia smesso di uscire dopo 20 secondi che hai levato il tampone e, nel caso continuasse a fluire senza un visibile miglioramento, contatta il tuo dentista, che sarà in grado, conoscendo la situazione specifica e la tua storia clinica, di porre rimedio all’emorragia gengivale.

In ogni caso è bene applicare esternamente del ghiaccio (sempre non a contatto diretto con la pelle a meno che non si tratti di ghiaccio istantaneo per crioterapia protetto dalla sua bustina) sulla parte del viso corrispondente alla perdita di sangue.

Cosa fare dopo un’emorragia gengivale

Il tè nero contiene acido tannico che favorisce la formazione del coagulo e per questo motivo è anche utile bagnarne una bustina con acqua fredda (mai calda) e applicarla sul punto interessato facendo pressione per circa 15 minuti.

Il tannino potrebbe provocare la formazione di zone scure su denti e mucose della bocca, ma non c’è da preoccuparti, dato che le macchie di tè sono temporanee e vanno via in breve tempo.

Dopo una emorragia nel cavo orale non fare sciacqui e gargarismi prima di 24-36 ore (anche se è passato più tempo dal momento dell’avulsione) e, quando riprenderai a farli, il dentista consiglia di adoperare collutori specifici o acqua salata fresca o a temperatura ambiente, dato che quella tiepida potrebbe fare dissolvere il coagulo che tanto faticosamente si sta formando.

Sale rosa himalayano in pezziAcqua ossigenata e soluzioni a base di alcol possono inibire o rallentare la formazione del coagulo: evita di usarli e sciacqua la bocca con una soluzione di 300 millilitri acqua, fatta bollire e raffreddare, in cui avrai sciolto 1 cucchiaino di sale ( possibilmente integrale marino o rosa dell’Himalaya, naturali, ricchi di proprietà disinfettanti e puri).

Igienizza in questo modo la cavità orale ogni 24 ore (ma anche più frequentemente) tenendo la soluzione in bocca per 1-2 minuti, senza passarla da una parte all’altra, e sputala lentamente e con molta delicatezza.

Pur considerando che guarigione e recupero possono richiedere più tempo per soggetti che assumono medicinali corticosteroidi o sottoposti a chemioterapia o radioterapia e che, di conseguenza, in questi casi un leggero sanguinamento può considerarsi un inconveniente normale, bisogna comunque rivolgersi prontamente all’odontoiatra se l’emorragia è intensa o si manifesta dopo 72 ore dall’intervento.

Coloro che soffrono di malattie sistemiche (come patologie autoimmuni, insufficienza renale, diabete, ecc.) devono contattare, anche per telefono, il dentista o, in sua assenza, il medico curante anche se la perdita di sangue dopo l’estrazione di un dente è di lieve entità: la prudenza non è mai troppa e permette in ogni caso di scongiurare il rischio di inconvenienti spiacevoli e salvaguardare la salute.

 

Se vuoi cercare di evitare il mal di denti il più possibile, dai un’occhiata anche a:

 

 

Credit photo medico al tablet: Nec Corporation of America for Flickr.com

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