Tintura di piante curative fatta in casa

Vodka based tinctures

credit photo: Justine

 La tintura madre di piante curative non è altro che un “concentrato” di singole erbe ottenuto per macerazione.

 I campi d’uso sono molteplici, interni ed esterni: fondamentalmente l’assunzione è indicata ogni volta che si ha la necessità di potenziare le proprietà curative dell’ elemento officinale.

 Le tinture si assumono in gocce diluite con tè o con acqua per l’uso interno e se ne fanno impacchi, lozioni e frizioni nell’uso esterno.

 Solitamente la tintura madre si acquista in erboristeria, in farmacia o presso i negozi specializzati che vendono prodotti di alimentazione biologica e di salute naturale, ma è possibile anche preparare in casa le tantissime tinture più semplici, quelle che non hanno bisogno di procedimenti particolari: in questo modo, se si seguono le semplici regole, si può ottenere un ottimo medicamento naturale e genuino, consentendoci anche un notevole risparmio.

 Occorre avere a disposizione piante fresche, sane, senza macchie e tracce del passaggio di parassiti, pulite.

 Non bisogna assolutamente lavare gli elementi vegetali, ma si devono pulire bene con un panno per togliere ogni possibile traccia di polvere e impurità varie.

 Come ho scritto prima, la tintura madre si ottiene per macerazione in un distillato di frutta o di grano dalla gradazione alcolica di 38-40°.

 Io uso l’alcool per fare i liquori che si può reperire in qualsiasi supermercato o negozio di alimentari fornito.

 Si riempie con le erbe curative una bottiglia di vetro sterile fino al collo o un altro recipiente sempre in vetro e si versa sopra il distillato fino a ricoprire.

 Si chiude il contenitore e lo si conserva in un luogo caldo per circa 15 giorni o anche più: consiglio di eccedere……piuttosto che “deficere”, per essere ben sicuri che la preparazione riesca nel modo voluto.

 Durante questa “maturazione” della tintura curativa, occorre scuotere ogni tanto il contenitore di vetro: io lo faccio solitamente ogni 48 ore.

 Dopo 20 giorni ( voglio proprio essere sicura che la tintura riesca bene), filtro il tutto con un colino, spremendo bene il residuo, in modo che non vada perso e poi trasferisco la tintura di pianta curativa “fai da te” in bottigliette singole in vetro scuro (in modo che la luce non ne danneggi le caratteristiche e l’efficacia curativa), le chiudo bene e le ripongo pronte all’uso.

Per mia comodità e facilità d’uso, adopero le bottigliette di vetro brunito col contagocce incorporato in vendita nelle farmacie, riutilizzabili, dopo la sterilizzazione, ogni qualvolta vi si voglia travasare una diversa tintura madre o un qualsiasi liquido.

Attacco poi sempre un’etichetta col nome specifico e la data sui contenitori delle tinture di piante officinali di “mia produzione” :-)

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